Marano. Stefania Fanelli: sempre sul pezzo, sempre sul posto. Quando la politica scende davvero in strada

Dalle periferie dimenticate alle battaglie per gli ultimi: i fatti contro le polemiche da tastiera

Premesso che non sono mai stato comunista, come non ho mai creduto alla vecchia e stanca leggenda secondo cui “i comunisti mangiavano i bambini”, mi sono sempre definito un uomo di centro, attento alla sinistra liberale. Idee che ho sempre tenuto rigorosamente separate dal mio ruolo di giornalista e di direttore del blog calvizzanoweb, nel rispetto dell’onestà intellettuale e dei fatti.

Ed è proprio ai fatti che occorre guardare quando si parla di Stefania Fanelli, ex consigliera comunale e membro della direzione nazionale di Sinistra Italiana, da anni impegnata nella politica e nel sociale.

Al di là delle etichette ideologiche e delle polemiche spesso sterili che animano il web, non si può non riconoscere il grande lavoro svolto da Fanelli sul territorio maranese, accanto ai cosiddetti ultimi della società e alle vittime di violenza di genere. Un impegno concreto, costante, che non vive di proclami ma di presenza.

Un riconoscimento arrivato anche in diretta televisiva. Nel corso della trasmissione del VG21 “Vediamoci chiaro”, il presidente dell’Ottava Municipalità di Napoli, Nicola Nardella, ha sottolineato senza ambiguità il ruolo svolto da Fanelli:

“In questa vicenda Stefania ha avuto un ruolo straordinario nell’avere un rapporto con il territorio”.

La trasmissione ha acceso i riflettori sul problema delle cosiddette “strade gruviera”, con particolare attenzione a via Mandracchio, strada collinare di confine tra Marano e i quartieri napoletani di Pianura e Chiaiano. Un’area periferica, spesso dimenticata dalle istituzioni, dove i disagi quotidiani sono una costante.

Anche in questa occasione Stefania Fanelli non ha fatto mancare la sua presenza. Ha sfidato le intemperie per essere sul posto, insieme a Giuseppe Vaccaro, attivista e cittadino della zona, e a Mauro Di Maro di Sinistra Italiana, per denunciare una situazione che da troppo tempo attende risposte. Un breve filmato diffuso in rete racconta meglio di mille parole questo impegno diretto, fisico, reale.

Ed è qui che nasce una domanda inevitabile: dove erano, in quel momento, i teorici del web? Quelli che non disdegnano di attaccare, criticare e pontificare dietro uno schermo, mentre Fanelli era, ancora una volta, in strada a difendere le cause dei cittadini della periferia dimenticata?

La politica, quando è vera, non si esercita solo nei comunicati o nei post social. Si fa sui marciapiedi dissestati, sotto la pioggia, ascoltando le persone. Stefania Fanelli, piaccia o no, dimostra da anni di essere sul pezzo e sul posto. E in tempi di politica spesso distante, questo resta un dato di fatto difficilmente contestabile.

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