A Calvizzano il dibattito pubblico
torna a farsi vivo, e lo fa passando dai social, dai bar e dalle conversazioni
quotidiane. Al centro della discussione c’è un post, l’ennesimo, comparso nel
gruppo Agorà Calvizzano, firmato da “Vox Populi”, che prende posizione in
difesa del blogger e giornalista Mimmo Rosiello e, più in generale, del diritto
di critica nella vita politica locale.
Il tema è delicato: fare ipotesi,
porre domande, commentare incontri pubblici, anche quelli informali, come un
caffè al bar, non costituisce di per sé un reato né uno scandalo. Al contrario,
secondo Vox Populi, rappresenta uno strumento essenziale per stimolare il
confronto e invitare la comunità a riflettere. Parlare di “spionaggio” quando
tutto avviene alla luce del sole appare una forzatura, se non una
contraddizione.
Il punto centrale è il ricorso alle
querele. Queste, si legge nel post, dovrebbero essere l’extrema ratio,
riservate a offese gravi o a falsità evidenti, non a interpretazioni critiche o
ricostruzioni politiche. Diversamente, il rischio è quello di trasformare lo
strumento legale in un mezzo per silenziare il dibattito invece di governarlo.
Una domanda resta sospesa nell’aria: chi scrive e sostiene certe posizioni è
davvero così sicuro delle proprie affermazioni?
Da qui il ringraziamento esplicito
a Mimmo Rosiello, riconosciuto come una voce fondamentale per la circolazione
delle informazioni a Calvizzano. Senza il suo lavoro – sostiene Vox Populi – il
confronto pubblico sarebbe più povero e meno consapevole.
Ma chi è Vox Populi? È
l’interrogativo che da mesi anima gruppi WhatsApp, discussioni al bar e
chiacchiere nei corridoi del Comune. Dietro questo nome si cela un profilo
anonimo, capace però di interventi eleganti, pungenti e sorprendentemente
informati. Non un semplice osservatore, ma qualcuno che dimostra una conoscenza
profonda delle dinamiche locali, dei tempi e dei linguaggi giusti per colpire
il bersaglio.
Non a caso, in molti lo definiscono
il “Liberato calvizzanese”. Come il misterioso cantante napoletano, Vox Populi
ha fatto dell’anonimato una cifra stilistica, costruendo attorno a sé un’aura
di attesa e curiosità. Un’identità nascosta che, paradossalmente, sembra
rendere la sua voce ancora più incisiva di quella di molti protagonisti
ufficiali della politica locale.
In un contesto in cui la partecipazione rischia spesso di affievolirsi, Vox Populi riporta al centro una questione fondamentale: la libertà di parola e il valore del confronto. Che piaccia o meno, il dibattito è aperto. E a Calvizzano, oggi più che mai, nessuno sembra disposto a ignorarlo.
“Fare ipotesi e porre domande, anche sugli incontri pubblici come quello al bar, non è un reato né uno scandalo: è uno strumento per stimolare dibattito e invitare alla riflessione collettiva. Parlare di "spionaggio" quando tutto si svolge alla luce del sole è, quantomeno, una contraddizione.
Le querele dovrebbero entrare in gioco solo davanti a
offese o falsità gravi, non di fronte a letture critiche o ricostruzioni
politiche. Altrimenti si rischia di silenziare il confronto invece di
governarlo.
Se qualcuno è davvero convinto di ciò che scrive e
sostiene, allora è un altro discorso. Ma la domanda rimane legittima: lo è
davvero?
Un ringraziamento sincero al giornalista Mimmo
Rosiello: senza il suo lavoro, le informazioni a Calvizzano non circolerebbero
e il dibattito pubblico sarebbe notevolmente ridotto”.
