Marano, il “tesoretto” ex legge 219/81: una vicenda emersa grazie anche a Calvizzanoweb e Stefania Fanelli


Oggi che i fondi per la ricostruzione post terremoto del 1980 (ex legge 219/81) sono finalmente entrati nella piena disponibilità del Comune di Marano, vale la pena ricostruire una vicenda che affonda le sue radici in oltre quarant’anni di ritardi, silenzi e responsabilità politiche, ma anche di informazione puntuale e di attenzione istituzionale esercitata quando in pochi ne erano a conoscenza.

Di questo “tesoretto dimenticato”, pari a circa 1milione e 800 mila euro, Calvizzanoweb parlò in anteprima già nel febbraio 2021, portando alla luce l’esistenza di fondi mai utilizzati, stanziati originariamente per l’adeguamento sismico delle civili abitazioni a seguito del sisma del 23 novembre 1980. Un’informazione che allora passò quasi sotto traccia, ma che oggi assume un valore politico e amministrativo enorme.

Ripartizione fondi ex legge219 approvata dall'ex amministrazione Morra

In quella fase iniziale, quando il tema non era ancora entrato nel dibattito pubblico cittadino, sulla questione si attivò anche la consigliera di minoranza Stefania Fanelli, esponente di Sinistra Italiana, che iniziò a seguire con attenzione l’evoluzione dei fondi ex legge 219/81, denunciando apertamente il ritardo clamoroso e l’inefficienza di una classe politico-amministrativa che per oltre vent’anni non era riuscita a dare risposte concrete alla città.

I fatti raccontano che una parte di quei fondi, circa 500 mila euro, era stata impegnata nel 2012 per la redazione dei Piani di recupero, scelta che all’epoca scatenò forti polemiche in Consiglio comunale. Di quei progetti, però, non venne pagato nessun professionista, forse uno solo, dopo una sentenza favorevole.

Nel frattempo, il resto delle somme rimaneva inutilizzato, “incastrato” tra le pieghe del bilancio comunale, fino a quando, come confermato dal sindaco Morra nel marzo 2024, si è arrivati all’ok definitivo dell’OSL (Organismo Straordinario di Liquidazione). Passaggio decisivo che ha consentito di lasciare tali fondi nella gestione ordinaria del Comune, per garantirne un utilizzo immediato nei termini di legge.

Ad oggi, dopo l’utilizzo di 63mila847,01 euro da parte dell’OSL, il residuo disponibile ammonta a 1milione948mila562,81 euro, sul quale i Revisori dei conti hanno espresso parere positivo. L’ex amministrazione ha quindi potuto programmare l’impiego delle risorse, a seguito di una puntuale verifica delle urgenze, come riportato negli atti ufficiali.

Resta però un dato politico e informativo incontestabile: Calvizzanoweb e Stefania Fanelli furono tra i primi, quando erano in pochi a saperlo, a portare alla luce l’esistenza e l’importanza di questo tesoretto, contribuendo a rompere un silenzio durato decenni. Oggi che quelle risorse sono finalmente spendibili, è giusto ricordare chi ha acceso per primo i riflettori su una delle pagine più emblematiche delle contraddizioni amministrative maranesi.

Perché la memoria, soprattutto in politica, non è un dettaglio. È responsabilità.

 

 

 

 

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