Libertà di stampa, comunità più forti: una sfida che riguarda tutti

 

A fine anno, quando il tempo invita al bilancio e allo sguardo lungo, diventa necessario interrogarsi su cosa tenga davvero in vita una comunità. Non solo le opere pubbliche, non solo le decisioni amministrative, ma anche la circolazione libera delle informazioni, il confronto delle idee, la possibilità di raccontare ciò che accade nei territori senza filtri, paure o silenzi imposti.

John Stuart Mill, in On Liberty, scriveva che mettere a tacere un’opinione significa derubare l’intera umanità. Non perché ogni opinione sia vera, ma perché anche l’errore, se discusso pubblicamente, rafforza la verità e rende la comunità più consapevole. Questa intuizione, formulata oltre un secolo fa, conserva oggi una sorprendente attualità.

Nel nostro tempo la libertà di stampa raramente viene negata apertamente. Più spesso viene logorata, scoraggiata, resa fragile attraverso strumenti che producono autocensura: querele temerarie, minacce di azioni legali, pressioni che non mirano a vincere un processo ma a spegnere una voce. È un meccanismo particolarmente efficace contro chi fa giornalismo di prossimità, contro chi racconta il territorio senza le protezioni e le risorse delle grandi testate nazionali.

In questo scenario, Calvizzanoweb, diretto da Mimmo Rosiello, rappresenta un presidio informativo essenziale. Non un giornale di parte, ma uno spazio in cui i fatti vengono portati alla luce, le decisioni pubbliche osservate, le dinamiche locali raccontate a una comunità che altrimenti resterebbe spesso esclusa dalla conoscenza di ciò che la riguarda direttamente.

Il giornalismo di prossimità non è mai comodo. È, per sua natura, una spina nel fianco di chi amministra, di chi detiene potere, di chi preferirebbe che alcune domande non venissero poste. Ma è proprio in questo ruolo scomodo che risiede la sua funzione democratica. Senza di esso, il rischio non è il conflitto, ma l’apatia; non il dissenso, ma il silenzio.

Negli anni, Mimmo Rosiello ha spesso dovuto fronteggiare ostilità, attacchi personali, tentativi di delegittimazione. È il prezzo che pagano coloro che scelgono di non arretrare davanti alle pressioni. Ma Calvizzanoweb non è il luogo delle ostilità. È, e può diventare sempre di più, un luogo di dibattito, di partecipazione, di confronto civile, aperto a tutte le voci che vogliono contribuire alla vita della comunità.

Il 2026 può e deve essere l’anno di una crescita collettiva: più partecipazione, più dialogo, più responsabilità condivisa. Difendere Calvizzanoweb significa difendere la possibilità per ogni cittadino di essere informato, di intervenire, di non sentirsi spettatore passivo delle decisioni che incidono sulla propria quotidianità.

Perché una comunità senza informazione libera non è più coesa, ma più debole. E perché senza giornalismo di prossimità, come ci insegna Mill, non resta pluralismo, non resta progresso: restano solo vuoto e silenzio.

Giuseppe Cerullo

L’articolo è firmato da un editorialista di Calvizzanoweb. I riferimenti alla testata vanno intesi in chiave generale e riflettono una riflessione sul ruolo dell’informazione locale e del giornalismo di prossimità, tema che riguarda l’intera comunità e non una singola esperienza editoriale.

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