Prosegue la rubrica "I Sabati di Cultura" con un'altra esclusiva Calvizzanoweb - Tiberio Cavallo, fisico del 700', era di origini calvizzanesi. Uno studio genealogico partendo da Elisa Chimenti

 

Continuiamo a parlare della famiglia Cavallo, la famiglia calvizzanese che ha dato al paese quattro sindaci e diversi parroci.
Nell'ultimo articolo abbiamo appurato come la famiglia Cavallo fosse imparentata con la poetessa italiana Elisa Chimenti, fondatrice della Scuola Italiana di Tangeri; tuttavia la sequela di parentele eccellenti potrebbe non finire qui.

Partiamo proprio da Elisa Chimenti: la poetessa affermava infatti che fosse discendente di Lord Tiberio Cavallo, fisico e filosofo.

Chi era Lord Tiberio Cavallo?

Tiberio Cavallo nacque a Napoli il 30 marzo 1749. Si sa che il padre era medico, e che nel 1771 decise di partire per Londra. Non si sa se avesse fatto studi accademici a Napoli, ma a Londra si cimentò in molti esperimenti e a frequentare i circoli scientifici londinesi.
I suoi interessi iniziarono nei confronti dell'elettricità, fenomeno che ai tempi era ancora ai primi studi: la sua prima pubblicazione fu l'articolo “Extraordinary electricity of the atmosphere observed at Islingto”n (Straordinaria elettricità dell'atmosfera osservata a Islington, ottobre 1775), pubblicato nelle Philosophical Transactions for 1776 della Royal Society. Nel 1777 seguì, sempre a Londra, la sua opera più vasta sull'argomento, “A complete treatise on electricity in theory and practice, with original experiments” (Un trattato completo sull'elettricità in teoria e pratica, con esperimenti originali), sollecitamente tradotta in italiano, tedesco e francese, e più volte ristampata in Inghilterra con correzioni ed aggiunte. A seguire pubblicò “Theory and practice of medical electricity” (Teoria e pratica dell'elettricità medica, Londra 1780), che occupa uno dei primi posti nell'indagine sui rapporti tra elettricità e meccanismi fisiologici.

Il 9 dicembre 1779 diventa membro della Royal Society, una delle più antiche e prestigiose associazioni accademiche, e a partire da questo periodo le sue ricerche subiscono una parziale deviazione: i suoi studi si concentrano ora sulla fisica terrestre nei suoi aspetti barologici, idraulici, geodetici e meteorologici. Il primo scritto di questa fase è il “Treatise on the nature and properties of air, and other permanently elastic fluids. To which is prefixed an introduction to chemistry” (Trattato sulla natura e le proprietà dell'aria, e altri fluidi permanentemente elastici. A cui si prefissa un'introduzione alla chimica), del 1781.

Questi studi lo portarono a studiare il volo aerostatico, e a ipotizzare già nel 1782 la fattibilità di un dirigibile a idrogeno e a scrivere, nel 1785, una delle sue opere più importanti, “The history and practice of aerostation” (La storia e la pratica dell'aerostato). La produzione scritta successiva al questo trattato comprende alcune comunicazioni accademiche su argomenti quali gli esperimenti sui colori, il raffreddamento mediante evaporazione, le rilevazioni termometriche e la verifica di alcuni lavori di Volta sull'accumulazione di corrente; si possono inoltre ricordare una serie di note illustrative per tavole mineralogiche e l'importante “Treatise on magnetism in theory and practice, with original experiments” (Trattato Sul magnetismo in teoria e in pratica, con esperimenti originali) del 1787.

Accanto alla ricerca pura, Tiberio Cavallo dovette occuparsi di costruire strumenti scientifici, i cui requisiti di accuratezza eccedevano quelli della produzione dell'epoca: realizzò infatti vari strumenti, tra cui un elettrometro (per misurare le cariche elettriche) ed un micrometro (originale nella sua costruzione).

La produzione scientifica riprese nel 1798 con il “Essay on the medical properties of factitious airs, with an appendix on the nature of the blood” (Saggio sulle proprietà mediche dei gas fittizi, con un'appendice sulla natura del sangue), riprendendo la tematica fisico-medica.
Il più ambizioso ed ampio tra i suoi scritti è “The elements of natural or experimental philosophy” (Gli elementi della natura o filosofia sperimentale), edito nel 1803 in quattro volumi: un tentativo di disegnare, in un quadro omnicomprensivo, la visione del mondo resa possibile dal livello raggiunto dalle scienze dell’epoca, ed in particolare dalla fisica e dalla chimica, facendo il punto su tutti i fenomeni analizzati da esse.

Tra gli scritti minori degli ultimi anni si può ancora citare l’articolo “On the multiplier of electricity” (Sulla moltiplicazione dell’elettricità) del 1797, nel quale il fisico napoletano espone i risultati di alcune sue ricerche sulla accumulazione delle cariche elettriche. Interessanti furono anche i suoi tentativi d’impiego dell’elettricità nello studio delle soluzioni colloidali, per colorare di tessuti.

Sempre vissuto a Londra, vi morirà il 21 (o 26) dicembre 1809.

Quale può essere la parentela con i Cavallo di Calvizzano?

La relazione tra il fisico e la famiglia calvizzanese parte da una dichiarazione fatta da Elisa Chimenti nella prefazione di una sua opera inedita, “A fairy tale” (Una favola).
In questa prefazione, infatti, Elisa Chimenti afferma che:

“Madame Elisa Chimenti l’auteur de plusieurs livres sur le Maroc est de par son père, l’arrière-petite-fille du célèbre physicien anglais Lord Tiberio Cavallo.”

Ovvero che fosse pronipote di Lord Tiberio Cavallo da parte del padre.
Come sappiamo, la nonna di Elisa Chimenti era Elisabetta Cavallo, figlia di Nicola Cavallo, sindaco dal 1810 al 1811. Il padre Rosario, per essere pronipote del fisico, dovrebbe essere nipote di uno dei fratelli del fisico, e quindi questo renderebbe Lord Tiberio Cavallo fratello di Nicola Cavallo.

Finora l'unica prova di questa parentela sono state le affermazioni di Elisa Chimenti, che affermava anche di essere parente da parte di madre del viceré di Sardegna Alberto Azuni.
Sebbene il periodo possa combaciare (suo bisnonno Nicola nacque nel 1771, Lord Tiberio era del 1749), tuttavia risulta sospetto: seguendo anche le ricerche genealogiche dello storico locale Giuseppe Barleri Biondi in "Famiglie antiche di Calvizzano" (che lega pure lui il fisico alla famiglia locale), risulta che, di tutti i figli di Girolamo Cavallo con Marianna Visconti, il fisico napoletano londinese d'adozione sia l'unico nato nel periodo del 1750, mentre i primi figli successivi ad esso ci saranno dal 1761 con un picco verso il 1770.

Albero genealogico della famiglia Cavallo di Calvizzano, ramo di Silvio. Fonte “Antiche Famiglie di Calvizzano”, Giuseppe Barleri Biondi, 2005, pag. 188

Questa distanza praticamente ventennale rende un po' sospetto tutto, considerato anche come ai tempi fosse inusuale non fare figli con una certa continuità.

Inoltre, il legame con Lord Tiberio Cavallo è indicato poche volte da Elisa Chimenti: oltre questa opera inedita, ritrovata da Maria Pia Tamburlini, questo aneddoto è citato solo in una lettera scritta al Presidente della Repubblica nel 1964, per sottolineare le sue origini italiane. Queste ultime sono rivendicate dalla Chimenti soprattutto da parte di madre, indicando più spesso la relazione con il viceré Azuni, cercando anche e soprattutto di smuovere la sensibilità tra gli anni 50’ e 60’ del Presidente della Repubblica Antonio Segni, anch'esso sardo come la famiglia d'origine della madre.


Lettera di supplica al Presidente della Repubblica Antonio Segni da parte di Elisa Chimenti, 8 aprile 1964, particolare.
Si noti come abbia elencato in modo specifico la parentela materna, tralasciando quella paterna.
Fonte
https://elisachimenti.org/biographie_fr.html, nota 65.

È risaputo, inoltre, che il padre di Tiberio Cavallo fosse medico. Di Girolamo Cavallo, padre di Nicola (e forse anche il suo), non è riportato da alcuna parte che fosse un “Dottore Fisico”. Questo lo si può leggere innanzitutto nell’atto di morte di Nicola Cavallo, che morì il 21 luglio 1835. In questo atto, il padre è indicato come “proprietario”:

https://antenati.cultura.gov.it/ark:/12657/an_ua17973596/5GenBB3

A questo, si aggiunge una testimonianza nel Libro di Memoria della famiglia Mirabelli, trascritto da Bruno Davide, erede dei Mirabelli, sul suo sito. Qui, nel periodo tra il 1740 e il 1790, Girolamo Cavallo è nominato più di una volta, ma sempre con il titolo di “signore”, senza professione specifica a dargli un altro titolo:

Libro di Memoria della Famiglia Mirabelli, pagg. 37-39. Si noti come sia indicato come “Sr. Girolamo Cavallo”. Fonte https://www.brunodavide.eu/

A chiarire tutto però ci ha pensato Tiberio Cavallo stesso, o meglio la sua morte: nell'archivio del Dorset Council, un organo amministrativo della contea omonima, vicino Londra, è presente una raccolta legata a tale famiglia Rackett di Spetisbury, nel Dorset.
Questa raccolta è basata soprattutto su documenti del Reverendo Thomas Rackett, anglicano amico di Lord Tiberio Cavallo.
Tra i documenti presenti, infatti, ci sono lettere scritte a seguito del suo decesso. Tra queste, un disegno abbozzato dell'albero genealogico del fisico e degli scambi epistolari con tali Girolamo e Ippolito Cavallo, quest’ultimo indicato esplicitamente come suo fratello.

https://archive-catalogue.dorsetcouncil.gov.uk/records/D-RAC/J/149

Nel fare una ricerca tra i documenti dell'Archivio di Stato di Napoli mediante il Portale Antenati del Ministero della Cultura, ho trovato un atto di morte di tale Architetto Ippolito Cavallo, residente nel rione Vicaria, in vico Sedil Capuano 4, figlio di fu Ambrogio e Anna Datomo. Secondo l’età che aveva al decesso, pare fosse nato circa nel 1751, molto più vicino a Lord Tiberio Cavallo, e quindi potrebbe essere effettivamente suo fratello.

https://antenati.cultura.gov.it/ark:/12657/an_ua18065124/wORmxXB

Secondo il libro di Cettina Lenza “Monumento e tipo nell'architettura neoclassica: L'opera di Pietro Valente nella cultura napoletana dell'800”, a pag. 188, Ippolito Cavallo prese le misure di un appezzo di un’area del Palazzo Reale di Napoli.

Fonte http://www.fedoa.unina.it/10901/1/Tesi%20di%20dottorato%20Alessandra%20Veropalumbo.pdf, pag 96.

Vico Sedil Capuano, 4, abitazione in cui è deceduto Ippolito Cavallo fu Ambrogio. Fonte Google Maps

Ho inviato quindi una mail al Dorset Council Archive, a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti per l’aiuto e la disponibilità, per sapere quale fosse il nome del padre di Lord Tiberio indicato nel disegno del suo albero genealogico, e la risposta è stata la seguente:

Secondo quanto si può ricavare anche dall’albero genealogico su FamilySearch, quel Girolamo padre di Nicola, Ambrogio e Giuseppe è proprio Girolamo Cavallo, padre di Nicola Cavallo sindaco di Calvizzano; e questo quindi significa che Tiberio Cavallo non è figlio di Girolamo ma del fratello di Girolamo, ovvero tale Ambrogio (che per conoscenze accademiche sul figlio sappiamo essere stato dottore), che sposandosi con Anna Datomo ha dato vita a Lord Tiberio e Ippolito.

Albero genealogico di Tiberio e Girolamo Cavallo, di Calvizzano. Fonte https://familysearch.org

Tiberio Cavallo è quindi di origine calvizzanese, cugino di Nicola Cavallo e pro-cugino di Girolamo Cavallo, il sindaco dal 1866 al 1867; e di conseguenza è anche realmente imparentato con Elisa Chimenti, solo di una parentela più lontana (sarebbe un tris-procugino, cioè un cugino del bisnonno).

D’altronde, a conferma di ciò c'è da fare una dovuta osservazione: Tiberio, Ambrogio, Girolamo, Ippolito, sono nomi molto comuni nella famiglia Cavallo di Calvizzano, e questo poteva essere già segno di una possibile parentela testé confermata.

Finora, né la Fondation Mediterranée Elisa Chimenti, né storici e curatori della biografia della poetessa, come la professoressa Camilla Maria Cederna dell'Università di Lille, o Maria Pia Tamburlini (autrice di varie biografie), erano riusciti a ricostruire questo grado di parentela.

Questo dà ancora più lustro a Calvizzano, e ancora più importanza nel rivalutare la sua storia.

Gianpaolo Cacciapuoti

 




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