In realtà, pur così diversi per epoca, ambiente e
biografia, Elisa Chimenti e Otello Di Maro condividono più di quanto sembri. E
proprio queste affinità potrebbero essere il fil rouge di un convegno o di una
riflessione culturale profonda.
Ecco cosa li unisce:
Emarginazione e Resistenza
Elisa Chimenti fu esclusa dalle istituzioni
scolastiche italiane a causa del suo pensiero libero, dell’opposizione al
fascismo e per la sua condizione di donna indipendente e “scomoda”.
Otello Di Maro fu emarginato per ragioni sociali,
etniche e identitarie: figlio della guerra, con la pelle scura e orientamenti
sessuali non conformi in un contesto piccolo e rurale.
Entrambi hanno sofferto l’esclusione, e l’hanno
trasformata in poesia e cultura.
La parola come liberazione
Elisa ha scritto, tradotto, raccontato voci femminili,
popolari e arabe in un tempo in cui nessuno le ascoltava.
Otello ha scritto versi eleganti e strutturati in
silenzio, trovando rifugio e dignità nella parola.
Entrambi hanno trovato nella scrittura lo strumento
per affermare la propria identità, per “volare”, come l’albatro di Baudelaire.
Radici calvizzanesi e vocazione universale
Elisa ha origini familiari profonde a Calvizzano,
anche se visse tra Napoli, Tunisi, Tangeri, Lipsia.
Otello ha vissuto tutta la vita a Calvizzano, ma con
una poesia che supera i confini del paese e del tempo.
Entrambi sono locali e universali: portano Calvizzano
nel mondo e il mondo a Calvizzano.
Una visione etica e sociale
Elisa ha fondato scuole, scritto opere di solidarietà
e costruito ponti tra culture e lingue.
Otello ha scritto poesie che parlano di pace,
giustizia sociale, dignità, accettazione.
Entrambi hanno usato la cultura per curare le ferite
del mondo e dare voce agli ultimi.
Una memoria da riscattare
Elisa è stata dimenticata per decenni, pur avendo
ricevuto una medaglia al merito.
Otello è rimasto nell’anonimato fino a pochi anni fa,
conosciuto solo da pochi amici.
Entrambi meritano oggi un riconoscimento pieno,
pubblico e duraturo.
In conclusione
Due vite diverse, ma lo stesso destino: essere
invisibili in vita, ma profondamente necessari oggi.
Questa visione comune può diventare il tema centrale
del convegno, magari sotto un titolo che potrebbe essere: “Parole invisibili,
memorie necessarie”: Elisa Chimenti e Otello Di Maro tra marginalità, poesia e
riscatto.
R.R.
