Giovanni Salatiello torna in libreria con “Napoli canta”: un viaggio nella storia della canzone napoletana
Ottantatré anni, un legame mai interrotto con le
proprie origini e una passione per la scrittura che continua ad accompagnarlo.
Giovanni Salatiello, calvizzanese trapiantato da molti anni ad Arezzo, torna in
libreria con la sua sesta pubblicazione, dal titolo “Napoli canta – Viaggio
nella canzone napoletana dalle origini ai nostri giorni”.
Un’opera che rappresenta un nuovo capitolo nel
percorso letterario dell’autore, da sempre legato alla memoria, alle tradizioni
e alla propria terra d’origine.
Salatiello si era già fatto conoscere attraverso libri
come I volti del mio paese e Il cortile è ancora lì, nei quali
aveva raccolto ricordi, personaggi, atmosfere e frammenti di vita legati a
Calvizzano. Successivamente è arrivato Il tempo mi ha insegnato, un
racconto di vita tra affetti e fede, seguito dal romanzo Laura De Santis
e, più recentemente, da Storia di Calvizzano, un’altra testimonianza del
profondo legame con il paese in cui è nato.
Adesso il suo sguardo si allarga a Napoli e a una
delle sue espressioni culturali più conosciute nel mondo: la canzone. Con Napoli
canta, Giovanni Salatiello accompagna il lettore in un viaggio che parte
dalle origini della tradizione musicale partenopea per arrivare ai giorni
nostri. Un percorso attraverso melodie, autori, interpreti e canzoni che hanno
attraversato generazioni, raccontando l’amore, la lontananza, la sofferenza, la
speranza e l’identità di un popolo.
Da Te voglio bene assaje a ’O sole mio, da Funiculì
Funiculà a Reginella, passando per Tammurriata nera, Malafemmena, Napule è e le
grandi voci di Sergio Bruni, Renato Carosone, Peppino di Capri, Mario Merola,
Pino Daniele e tanti altri.
Sessanta capitoli e numerosi approfondimenti per
ripercorrere la storia di un patrimonio musicale che ha saputo superare i
confini di Napoli e conquistare il mondo. Non mancano le voci femminili, il
Festival di Napoli, la sceneggiata, il Neapolitan Power e le nuove espressioni
musicali, fino ad arrivare agli interpreti contemporanei.
Un lavoro nel quale la ricostruzione storica si
intreccia con i ricordi personali dell’autore, che nella sua introduzione
racconta il rapporto con la musica napoletana, nato attraverso l’ascolto alla
radio e proseguito negli anni con dischi, cassette e CD.
“Intendiamoci – spiega Salatiello – un libro non si
scrive in pochi giorni. Diversi di questi lavori li avevo già nel cassetto,
pensati e preparati durante il periodo del Covid, quando non si usciva di casa.
Adesso sto semplicemente portandoli alla pubblicazione”.
Una precisazione che racconta bene il suo metodo di
lavoro: la scrittura come compagnia, passione e occasione per custodire e
tramandare storie, ricordi e tradizioni.
Nell’introduzione di Napoli canta, Salatiello
chiarisce anche lo spirito con cui ha affrontato l’opera: non un’enciclopedia
musicale, né la pretesa di raccontare tutto, ma un percorso attraverso alcune
delle canzoni più significative, distinguendo, dove possibile, la storia
documentata dalle tante leggende nate intorno ai grandi successi.
E c’è un altro aspetto che merita di essere
sottolineato: anche il ricavato delle vendite di questo libro sarà devoluto in
beneficenza, come gesto di solidarietà che accompagna l’impegno culturale
dell’autore.
A 83 anni Giovanni Salatiello continua dunque a
scrivere, raccontare e condividere. Dalla memoria della sua Calvizzano alla
storia della canzone napoletana, il filo conduttore resta sempre lo stesso: non
dimenticare le proprie radici e lasciare qualcosa di prezioso a chi verrà dopo.

