Prosegue il confronto su Marano, Quarto e i Campi Flegrei: seconda uscita

 

Prosegue la serie di sei articoli, due al giorno, con la quale Calvizzanoweb sta affrontando una domanda sul futuro dell’area a nord dei Campi Flegrei.

Nei primi due articoli abbiamo posto il problema dei confini del Parco e concentrato l’attenzione sul Bosco della Salandra. Oggi allarghiamo lo sguardo.

Il primo articolo di questa seconda uscita affronta il rapporto tra il Parco Regionale dei Campi Flegrei e il sistema delle Colline di Napoli, chiedendosi se Marano possa assumere un ruolo di collegamento tra territori ambientalmente vicini.

Il secondo fa invece un passo ulteriore e trasforma la riflessione in una proposta concreta: un confronto pubblico tra istituzioni, tecnici, università, associazioni e territorio. Ripetiamo: la nostra non è una campagna per una decisione già presa. È un percorso per capire quali siano le possibilità reali. Ecco il terzo articolo:

Due Parchi, una scelta per Marano: il futuro può essere nei Campi Flegrei?

Dal Parco delle Colline di Napoli ai Campi Flegrei

Il dibattito sul possibile coinvolgimento di alcune aree di Marano e Quarto nel Parco Regionale dei Campi Flegrei non può essere affrontato guardando soltanto a una linea tracciata su una carta. Bisogna guardare all’intero sistema territoriale.

E qui emerge un altro elemento importante: il rapporto tra Marano e il Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, che la normativa regionale conferma nell’ambito del sistema delle aree protette regionali. (Portale Istituzionale - Regione Campania).

Il tema, quindi, non è soltanto quello dei confini di un singolo parco. È quello di capire come territori ambientalmente vicini possano dialogare all’interno di una visione più ampia.

Non una contrapposizione tra parchi

Il punto non dovrebbe essere scegliere semplicemente tra un parco e l’altro. Non avrebbe senso sostenere: Campi Flegrei contro Parco delle Colline. La prospettiva potrebbe essere completamente diversa: come collegare meglio sistemi ambientali che già oggi sono territorialmente vicini? Da Napoli alle colline. Dalla Selva di Chiaiano a Marano. Da Marano a Quarto. Da Quarto al sistema flegreo.

Una possibile rete nella quale ogni territorio conservi la propria identità, ma possa contribuire a una strategia più ampia di tutela e valorizzazione.

Marano può diventare un ponte

In questa prospettiva Marano potrebbe assumere un ruolo particolare. Non più soltanto territorio di confine, ma possibile cerniera ambientale e territoriale tra il sistema delle colline napoletane e quello flegreo. È una prospettiva che merita di essere verificata. Il Bosco della Salandra potrebbe essere uno degli elementi da studiare. La Selva di Chiaiano rappresenta un altro tassello. Quarto costituisce un ulteriore punto di connessione.

Serve una visione

La vera sfida, allora, non è stabilire oggi quale territorio debba appartenere a quale parco. È capire se sia possibile costruire una visione ambientale metropolitana più coerente, capace di superare le frammentazioni amministrative e valorizzare le continuità del paesaggio. Per farlo servono istituzioni disponibili a confrontarsi e tecnici chiamati a studiare il territorio. Perché il verde, il paesaggio e l’ambiente non conoscono le scadenze amministrative. Marano potrebbe avere davanti a sé una scelta importante: interrogarsi sul proprio ruolo all’interno dei grandi sistemi ambientali che la circondano. La risposta non è ancora scritta, ma  vale la pena cominciare a cercarla.

 

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