![]() |
| Maestro Lino Santoro |
Perché abbiamo scelto di inserire la storia del maestro Pasquale “Lino” Santoro e dei suoi allievi ne “I Sabati di Cultura”? La risposta sta nel significato che questa vicenda assume al di là della storia personale del maestro. Quella di Santoro è infatti una storia di musica, territorio e memoria. È la storia di un uomo che, nel dopoguerra, attraverso la banda e l’insegnamento, contribuì a formare generazioni di giovani musicisti di Piscinola. Ma è anche la storia di una continuità: dai ragazzi che imparavano il solfeggio e lo strumento nella tradizione bandistica ai musicisti che, negli anni successivi, avrebbero portato il sax e le proprie conoscenze dentro i nuovi complessi, il beat e il rhythm & blues. Le vicende di Antonio Carandente, Antonio Palladino e Peppe Montesano, ma anche di tanti altri suoi allievi, rappresentano, con percorsi diversi, una parte di questo passaggio generazionale. Ed è proprio questo che ci interessa raccontare attraverso “I Sabati di Cultura”: non soltanto i personaggi più conosciuti, ma anche quelle esperienze nate nei quartieri e nelle comunità che hanno contribuito a costruire la storia culturale di un territorio. Piscinola e Miano hanno avuto una stagione musicale importante. Una storia che comprende la tradizione bandistica, i giovani musicisti, i complessi moderni e figure conosciute come Mario Musella e James Senese.
La storia di Lino Santoro ci permette di guardare a questa storia da un punto di vista particolare: quello di un maestro e dei suoi allievi. E forse è proprio attraverso gli allievi che si comprende meglio l’eredità di un maestro. Per questo abbiamo voluto inserirla ne “I Sabati di Cultura”: perché anche una banda di quartiere, un maestro, un sax e le fotografie conservate per decenni possono raccontare una parte importante della memoria collettiva. Come ripetiamo spesso: raccontare queste storie significa impedire che una parte della nostra memoria musicale vada perduta.
