Nel 2016 la commissione toponomastica decise di dedicare a Carlo di Borbone il tratto calvizzanese prospiciente Alveo Camaldoli: il provvedimento fu anche trasmesso al Prefetto per gli adempimenti di legge, ma non si seppe più nulla
A fine maggio 2017, periodo ex consiliatura Salatiello, venne approvata in giunta la proposta della Commissione per la toponomastica di dedicare la strada prospiciente all’alveo Camaldoli (tratto incrocio con via Mazzini fino al confine con Villaricca) a Carlo di Borbone (1716- 1788). Il vero promotore fu il vicesindaco dell’epoca Lorenzo Grasso, in quel periodo presidente dell’associazione neo borbonica “Sud Libero per la Nazione Due Sicilie”. I cittadini interessati avrebbero potuto presentare opposizione entro trenta giorni dal termine ultimo di pubblicazione della delibera, cioè dal 28 giugno 2017. Il provvedimento fu trasmesso al Prefetto di Napoli per gli adempimenti di legge, dopodiché si sarebbe potuto ufficializzare il nome della strada. Ma non si seppe più nulla.
“Abbiamo subito trovato convergenza sul nome – affermò Lorenzo Grasso a gennaio 2016, quando era presidente della commissione toponomastica – poiché è notorio che Carlo di Borbone restituì a Napoli l’indipendenza dopo oltre due secoli di dominazione straniera e fu promotore di una politica riformista che gli valse l’appellativo di “monarca illuminato”. Inoltre, la strada che gli abbiamo dedicato è attinente alla sua figura, perché costeggia l’alveo Camaldoli, realizzato ai tempi dei Borboni per canalizzare le acque meteoriche che scendevano dalla collina, divenendo una preziosa risorsa per tutta l’agricoltura. Irrorava i campi e li rendeva rigogliosi”.
Nella provincia napoletana, solo Napoli (piazza Carlo III) e Casalnuovo hanno finora omaggiato la memoria del famoso re di sangue metà spagnolo e metà italiano (sua mamma era la principessa Elisabetta Farnese).
