Marano. Tavola rotonda: dalla confisca al riutilizzo, ostacoli e soluzioni per un vero riscatto

Lunedì 12 ottobre 2026, ore 18, presso La Casa dei Diritti – I Cento Passi, Via Roma 5, Marano di Napoli

Un'iniziativa di Sinistra Italiana, La Città dei Diritti, Free Marano e Progetto Civico

Intervengono: Stefania Fanelli, segretaria cittadina Sinistra Italiana e componente  Direzione Nazionale Sinistra Italiana

Josi  Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli

Luigi Nave, senatore,  componente della Commissione Antimafia

Mariano Di Palma, Ufficio  Presidenza Nazionale dell' ass.ne Libera

Domenico Marrazzo, consigliere della Città Metropolitana con delega ai fondi comunitari e nazionali per le politiche di coesione

Tonino Scala, scrittore e segretario regionale di Sinistra Italiana Campania

Il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata è una delle sfide più importanti per i territori che hanno ereditato un grande patrimonio immobiliare, ma faticano a trasformarlo in una risorsa concreta per la collettività. Marano di Napoli è un caso emblematico: il Comune amministra oggi 199 beni, ma soltanto 51 risultano effettivamente utilizzati. Altri 33 sono già destinati al Comune ma non ancora consegnati, e ne sono in arrivo 109 oggi gestiti dall'Agenzia Nazionale (ANBSC).

La tavola rotonda partirà da una domanda: a che punto è l'effettiva attuazione della legge Rognoni-La Torre, che ha introdotto la confisca dei beni mafiosi, e della legge 109/1996, che ha stabilito il loro riutilizzo sociale? Le norme esistono da decenni, ma la confisca da sola non basta: il bene deve tornare davvero alla comunità.

Affronteremo anche un problema che pesa da troppo tempo: troppe volte i beni sono stati consegnati con le famiglie dei criminali ancora al loro interno. Un bene occupato non è un bene restituito, e senza sgomberi tempestivi nessun progetto può partire.

Servono poi progetti di inclusione sociale capaci di dare ai beni una funzione concreta. Un immobile confiscato può diventare una casa famiglia, un alloggio per chi vive un'emergenza abitativa, un centro antiviolenza, uno spazio per giovani e famiglie, un presidio culturale, un servizio per persone con disabilità, una sede per associazioni e Terzo settore, un luogo di formazione e di inserimento lavorativo. Può generare lavoro e attività economiche legali e rafforzare la rete dei servizi sociali. Così il bene cambia significato: da patrimonio della criminalità a patrimonio della comunità.

Tutto questo richiede risorse, personale tecnico e una strategia condivisa tra Comune, Città Metropolitana, Regione, ANBSC e Stato. Per questo parleremo anche del nuovo bando della Regione Campania e delle opportunità offerte dai fondi europei di coesione: il FESR per il recupero degli immobili, il FSE+ per le attività sociali, formative e occupazionali.

La tavola rotonda affronterà ostacoli e soluzioni lungo tutto il percorso: confisca → trasferimento → progettazione → finanziamento → recupero → assegnazione → gestione → utilizzo → valore per la comunità.

Perché il successo della politica sui beni confiscati non si misura da quanti immobili vengono sottratti alla criminalità, ma da quanti vengono restituiti davvero alla società.

Comunicato stampa Sinistra italiana/ AVS Marano

La Città dei Diritti

FreeMarano

Progetto Civico - Marano

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