Marano. Alveo Santa Maria al Pigno, Stefania Fanelli l’unica a denunciare gli scarichi fognari abusivi
Dopo i precedenti approfondimenti sull’iter dei lavori di risanamento dell’alveo Santa Maria al Pigno, già aggiudicati, l’attenzione si sposta su un’altra questione fondamentale: gli scarichi fognari abusivi e i liquami che interessano l’area. A denunciarli pubblicamente, recandosi direttamente sul posto, è stata Stefania Fanelli, segretaria di Sinistra Italiana Marano, che ha richiamato l’attenzione sul degrado ambientale e sulla necessità di fare chiarezza. Fanelli è stata l’unica esponente politica di Marano a denunciare direttamente sul posto questa situazione, ponendo l’accento non soltanto sul risanamento atteso da anni, ma anche sulla tutela ambientale e sulla salute dei cittadini.
Ripubblichiamo di seguito il testo integrale del suo
intervento, apparso sulla pagina Facebook il 3 settembre 2026, che si inserisce
nel percorso di ricostruzione della vicenda dell’alveo e dei lavori destinati
al suo risanamento.
Dalla pagina facebook di Stefania Fanelli: post del 3 settembre 2026
ALVEO SANTA MARIA DEL PIGNO: ANCORA SCARICHI ABUSIVI .
DOVE È FINITA L' OPERA DEL RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ?
Continua la nostra azione di denuncia sugli scarichi
fognari abusivi e sui liquami neri che continuano a interessare anche l’alveo
Santa Maria del Pigno.
Il risanamento dell’alveo è un’opera pubblica che la
città aspetta da diciassette anni, come il resto di altre opere pubbliche ,come
documentato dagli approfondimenti di CalvizzanoWeb
https://calvizzanoweb.blogspot.com/.../marano-fondi-di...
e dagli interventi che io stessa ho portato in
Consiglio comunale, sollevando più volte il problema e chiedendo risposte e
soluzioni quando si è discusso del Piano Triennale delle Opere Pubbliche.
Prima dello scioglimento del Consiglio comunale, era
stata votata una variazione di bilancio per l’integrazione delle somme,
utilizzando i fondi della Legge 219. Un intervento che la città aspetta come il
pane.
Eppure, nonostante gli atti di gara siano stati
inviati nel febbraio 2026 alla Centrale Unica di Committenza Agrorinasce da
allora non se ne è più saputo nulla.
E mentre l’iter resta fermo, sul posto continuano a
sentirsi odori nauseabondi, . Una situazione che non può essere ignorata e che
rende ancora più urgente fare chiarezza sugli scarichi abusivi che continuano a
interessare l’alveo.
MA COSA SIGNIFICA RISANARE E METTERE IN SICUREZZA UN
TERRITORIO?
Significa molto più che realizzare dei semplici
lavori.
Significa restituire dignità a un luogo, tutelare
l’ambiente e garantire maggiore sicurezza ai cittadini.
Il risanamento ambientale dell’alveo Santa Maria del
Pigno significa intervenire sulle cause del degrado, contrastare gli scarichi
abusivi, ripristinare la funzionalità dell’alveo e ridurre i rischi legati
all’inquinamento e al degrado ambientale.
La messa in sicurezza significa invece proteggere il
territorio e chi lo vive, prevenendo condizioni di pericolo e garantendo che
l’alveo possa svolgere correttamente la propria funzione.
Non stiamo parlando, quindi, soltanto di sistemare un
canale.
Stiamo parlando di salute pubblica, tutela ambientale,
sicurezza, prevenzione e qualità della vita.
Ecco perché il risanamento dell’alveo Santa Maria del
Pigno non può essere considerato un intervento secondario né può continuare a
essere rinviato.
Diciassette anni di attesa sono troppi.
La città ha diritto di sapere a che punto è l’iter,
perché non si è ancora proceduto e quando finalmente partiranno i lavori di
risanamento e messa in sicurezza.
Io continuerò a portare questa battaglia dentro e
fuori dalle istituzioni, perché il nostro territorio merita attenzione,
rispetto e soprattutto risposte concrete.
Un territorio risanato è un territorio più sicuro, più
sano e più vivibile.
Basta attese. È tempo di fatti.