Marano, Alveo Santa Maria al Pigno: dopo 17 anni la gara entra nella fase decisiva

 

Dai fondi delle compensazioni ambientali del 2009 alla proposta di aggiudicazione del settembre 2026. Approvato il progetto revisionato, il Comune aderisce alla CUC di Agrorinasce e avvia la procedura per affidare i lavori: la Socea di Corvino Pasquale prima in graduatoria con un ribasso del 38,564%

Diciassette anni di attese, passaggi amministrativi, incarichi tecnici e revisioni progettuali. La vicenda del risanamento ambientale e idraulico dell’Alveo Santa Maria al Pigno, nel tratto adiacente al cimitero comunale di Vallesana, si avvicina a un passaggio decisivo. Il 7 settembre 2026, al termine della seconda seduta pubblica del seggio di gara, è stata formulata la graduatoria definitiva con proposta di aggiudicazione a favore della ditta Socea di Corvino Pasquale, con sede a Caserta, che ha offerto un ribasso del 38,564%, per un importo complessivo di 324mila508 euro.

Un risultato che riporta al centro dell’attenzione un’opera attesa da anni, finanziata con i fondi delle cosiddette compensazioni ambientali, stanziati per gli interventi destinati a compensare i danni legati alla discarica di Chiaiano, oggi chiusa.

Le origini del progetto: l’accordo del 2009

La storia dell’intervento comincia nel 2009, quando il Ministero dell’Ambiente, la Regione Campania, attraverso ARCADIS, e il Comune di Marano sottoscrivono un programma strategico per la realizzazione delle opere di compensazione ambientale. Il progetto relativo all’Alveo Santa Maria al Pigno viene inserito nel programma triennale delle opere pubbliche 2009-2011.

Il finanziamento iniziale ammonta a 495mila euro. A questa somma si aggiungono successivamente 167mila359,80 euro, provenienti dai residui dei fondi ex legge 219/81, relativi agli interventi post-terremoto e stanziati dall’ex amministrazione Morra.

La disponibilità economica complessiva raggiunge così 662mila359,80 euro, destinati a un intervento che comprende la sistemazione idraulica dell’alveo, il consolidamento delle aree interessate da fenomeni franosi e la riqualificazione della viabilità adiacente.

Dal 2012 al 2017: gli incarichi tecnici e la progettazione

Nel corso degli anni vengono affidati diversi incarichi per predisporre gli studi e gli elaborati necessari alla realizzazione dell’opera.

Con la convenzione n. 2012 del 5 dicembre 2012, successivamente modificata nel 2014, la Regione Campania demanda al Provveditorato alle Opere Pubbliche di Napoli il ruolo di stazione appaltante e il coordinamento delle attività tecniche relative agli interventi di compensazione ambientale nei Comuni campani.

Il 18 ottobre 2013 viene affidata all’ingegnere Salvatore Napolitano la progettazione definitiva idraulica, geotecnica e di ingegneria naturalistica. Il 26 novembre dello stesso anno viene conferito all’architetto Migliaccio l’incarico per il rilievo topografico.

Il 3 settembre 2014 l’affidamento delle indagini geologico-tecniche e della relazione geologica viene assegnato alla società LASPED Engineering Service di Cava de’ Tirreni. Il 2 agosto 2017 viene invece affidata all’ingegnere Roberto Falasca la redazione del progetto esecutivo.

Un percorso tecnico articolato, necessario per definire le caratteristiche delle opere e individuare le soluzioni più adeguate alle criticità idrauliche e ambientali dell’area.

Il nodo delle risorse economiche nel 2016

Una delle principali difficoltà emerge nel gennaio 2016. Il 13 gennaio, il Comitato Tecnico per l’Ambiente esprime una valutazione favorevole sul progetto definitivo, ritenendolo meritevole di approvazione. Il quadro economico, tuttavia, prevede una spesa complessiva di 779mila euro, superiore di circa 229mila euro rispetto alle risorse disponibili.

Il 12 maggio 2016 la Regione Campania chiede al Comune di autorizzare l’utilizzo delle economie derivanti da altri appalti per coprire la differenza. Quelle risorse, però, risultano già impegnate con una delibera di Giunta del 18 febbraio 2016.

Si rende quindi necessario procedere con un progetto esecutivo stralcio, limitato alle somme effettivamente disponibili.

La rimodulazione mantiene tutte le opere necessarie alla messa in sicurezza idraulica, mentre esclude alcuni interventi di ingegneria naturalistica, tra cui la fornitura e la posa di circa 600 alberi delle specie Betula pendula e Acer campestre.

Nel 2023 il Comune diventa soggetto attuatore

Un nuovo passaggio si registra il 14 marzo 2023, quando la Regione Campania sottoscrive una convenzione con il Comune di Marano, individuando l’ente come soggetto attuatore dell’intervento.

Si apre così una nuova fase amministrativa, finalizzata a portare avanti il progetto e ad aggiornare gli elaborati tecnici necessari per arrivare all’affidamento dei lavori.

Dicembre 2025: approvata la revisione del progetto esecutivo

Il percorso entra in una fase importante nel 2025. Con la determinazione del Settore Lavori pubblici n. 120 viene affidato al raggruppamento temporaneo di professionisti composto dagli ingegneri Falasca e Cola il servizio di revisione tecnico-contabile del progetto, oltre agli incarichi relativi alla direzione dei lavori e al coordinamento della sicurezza.

La revisione del progetto esecutivo viene approvata dalla Commissione straordinaria del Comune di Marano con la delibera n. 30 dell’11 dicembre 2025.

Il quadro economico conferma una spesa complessiva di 662mila359,80 euro. Per la procedura di affidamento vengono previsti 500mila euro per i lavori a base di gara e 17.mila328 euro per gli oneri della sicurezza, non soggetti a ribasso, per un importo complessivo dei lavori pari a 517mila328 euro, oltre Iva.

Gennaio 2026: il Comune aderisce alla CUC di Agrorinasce

Il successivo passaggio amministrativo arriva il 29 gennaio 2026, quando, con delibera di Consiglio comunale n. 6, la Commissione straordinaria dispone l’adesione del Comune di Marano alla Centrale unica di committenza istituita presso Agrorinasce Scarl. La decisione consente di procedere con l’affidamento dei lavori attraverso la struttura incaricata della gestione della procedura di gara.

Il 4 febbraio 2026, con determinazione RC n. 144/13, il responsabile del Settore Lavori pubblici trasmette alla CUC gli atti necessari per avviare la procedura di affidamento dell’intervento.

Luglio 2026: pubblicata la procedura di gara

La Centrale unica di committenza stabilisce di procedere mediante una procedura negoziata ai sensi dell’articolo 50, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 36/2023, in modalità telematica attraverso la piattaforma di e-procurement Net4market.

Il criterio individuato per l’aggiudicazione è quello del prezzo più basso.

Il 15 luglio 2026 gli atti di gara vengono trasmessi alla piattaforma per la pubblicità legale presso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici e pubblicati sul portale di Amministrazione trasparente della CUC di Agrorinasce. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte viene fissato alle ore 12 del 4 agosto, mentre la prima seduta pubblica è programmata per il giorno successivo.

Agosto e settembre 2026: la proposta di aggiudicazione

Il 5 agosto si svolge la prima seduta pubblica del seggio di gara. La procedura prosegue il 7 settembre, quando viene aperta la busta economica e viene formulata la graduatoria definitiva, con proposta di aggiudicazione a favore dell’impresa prima classificata.

A ottenere il miglior risultato è la Socea di Corvino Pasquale, con sede in via Eleuterio Ruggiero 139, a Caserta. L’impresa ha presentato un’offerta con un ribasso del 38,564%, per un importo complessivo indicato negli atti di gara pari a 324.508 euro.

Si tratta, allo stato degli atti riportati, di una proposta di aggiudicazione formulata dal seggio di gara, ai sensi dell’articolo 17, comma 5, del decreto legislativo 36/2023, e non necessariamente dell’aggiudicazione definitiva.

Gli interventi previsti: sicurezza idraulica, fognature e viabilità

Il progetto riguarda un insieme di opere destinate a migliorare le condizioni ambientali e idrauliche dell’Alveo Santa Maria al Pigno, nel tratto vicino al cimitero comunale di Vallesana.

Gli interventi comprendono il decespugliamento delle scarpate invase da rovi ed erbe infestanti e la realizzazione di opere di ingegneria idraulica per il consolidamento dei pendii franosi lungo i tratti interessati.

È prevista anche la riqualificazione e manutenzione della strada limitrofa all’alveo, via Vallesana, nel tratto terminale di circa 250 metri che conduce al cimitero comunale.

Un altro capitolo riguarda il sistema di raccolta delle acque: il progetto prevede la realizzazione di una fognatura mista per le acque pluviali e reflue, collegata alle condotte già esistenti a valle, oltre alla posa di caditoie laterali e griglie per la raccolta delle acque piovane.

Dopo 17 anni, l’attesa per l’apertura del cantiere

Dall’inserimento nel programma delle compensazioni ambientali del 2009 alla proposta di aggiudicazione del settembre 2026, l’intervento sull’Alveo Santa Maria al Pigno ha attraversato numerose fasi progettuali e amministrative. Le difficoltà legate alla disponibilità delle risorse, la necessità di rimodulare il progetto e i successivi adempimenti per l’affidamento hanno allungato i tempi di un’opera destinata a intervenire su criticità idrauliche e ambientali in un’area importante per il territorio.

Con la graduatoria definitiva e la proposta di aggiudicazione alla Socea, la procedura compie un ulteriore passo verso la realizzazione. L’attenzione si sposta ora sui successivi adempimenti amministrativi e sull’effettivo avvio dei lavori, attesi per migliorare la sicurezza idraulica dell’alveo e le condizioni della viabilità nel tratto di via Vallesana adiacente al cimitero comunale.

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