BOSCO DELLA SALANDRA: DAL CONVEGNO DEL 2024 A UN PROGRAMMA PER IL FUTURO DI MARANO: DIECI PRIORITA’ PER LE PROPOSTE IN INTERVENTI VERIFICABILI
Premessa comune a tutte le puntate
Domenica 17
novembre 2024, presso il teatro Vittorio Alfieri di Marano, si svolse il
convegno “Il Bosco della Salandra: per un’economia verde nel futuro di Marano
di Napoli”, promosso dal circolo territoriale di Sinistra Italiana.
L’iniziativa coinvolse amministratori, professionisti, tecnici, esponenti del
mondo accademico, associazioni di categoria e realtà ambientaliste, con
l’obiettivo di individuare proposte concrete per la valorizzazione di un
patrimonio naturalistico, agricolo e archeologico di grande interesse per il
territorio.
Nel corso
dell’incontro furono affrontati temi che vanno ben oltre il recupero di un’area
boschiva: la realizzazione di un parco urbano integrato, la tutela ambientale,
la valorizzazione delle masserie e delle produzioni agricole, la salvaguardia
delle testimonianze archeologiche, il consumo di suolo zero, la rigenerazione
urbana e il potenziamento dei trasporti pubblici.
Il successivo
scioglimento del Consiglio comunale nel settembre 2025, disposto per
infiltrazioni della criminalità organizzata, ha segnato una cesura nella vita
amministrativa della città. Le questioni affrontate durante quel convegno,
tuttavia, restano centrali per discutere del futuro di Marano.
Con questa
rubrica intendiamo ripercorrere, una per una, le principali questioni emerse in
quell’occasione, ricostruendo le proposte formulate, verificando gli atti e i
risultati effettivamente conseguiti e individuando le azioni che potrebbero
essere inserite in un programma di rilancio della città.
Non si tratta
soltanto di ricordare un’iniziativa del passato, ma di contribuire a un
confronto pubblico informato sulle opportunità del territorio e sulle
responsabilità delle istituzioni. Il nostro obiettivo è semplice: capire che
cosa è stato proposto, che cosa è stato realizzato e che cosa resta da fare
affinché il Bosco della Salandra possa diventare una risorsa ambientale,
culturale ed economica per tutta Marano.
Dalle idee a un programma concreto
Le puntate precedenti hanno affrontato le principali
questioni emerse dal convegno del 17 novembre 2024: tutela ambientale, parco
urbano, pianificazione metropolitana, archeologia, agricoltura, recupero
edilizio e trasporti.
Il quadro che emerge è quello di un progetto
articolato, nel quale ogni intervento dipende da una serie di condizioni
amministrative, tecniche e finanziarie.
Per questo il futuro del Bosco della Salandra dovrebbe
essere affrontato attraverso un programma unitario, capace di coordinare le
diverse politiche comunali e metropolitane.
Il primo passo consiste nel distinguere le azioni
urgenti dagli interventi che richiedono studi, autorizzazioni, acquisizioni o
investimenti più consistenti.
Dieci priorità da cui ripartire
1. Conoscere il territorio. Predisporre un quadro
aggiornato delle aree boschive, agricole e archeologiche, delle proprietà e dei
vincoli.
2. Tutelare il bosco. Programmare manutenzione,
prevenzione degli incendi, monitoraggio ambientale e controllo delle situazioni
di degrado.
3. Definire il progetto del parco. Elaborare uno
studio di fattibilità che individui le aree coinvolte, le funzioni previste e
le modalità di gestione.
4. Coordinarsi con la Città Metropolitana. Verificare
gli strumenti di pianificazione, le competenze e le opportunità di
finanziamento.
5. Proteggere il patrimonio archeologico. Avviare
approfondimenti scientifici e concordare con gli enti competenti le misure di
tutela.
6. Recuperare le masserie. Individuare gli edifici
suscettibili di riuso e le attività compatibili con il paesaggio e la
normativa.
7. Promuovere il consumo di suolo zero. Favorire la
rigenerazione urbana e il recupero del patrimonio edilizio esistente.
8. Verificare le tutele del PUC. Accertare quali
disposizioni urbanistiche siano vigenti e come incidano sull’area della
Salandra.
9. Migliorare la mobilità. Integrare il progetto del
parco con il trasporto pubblico locale e con i collegamenti metropolitani.
10. Garantire trasparenza e partecipazione. Pubblicare
obiettivi, costi, scadenze, finanziamenti e stato di avanzamento degli
interventi.
Un programma da accompagnare con tempi e
risorse
Per essere credibili, queste priorità devono tradursi
in un cronoprogramma.
Nel breve periodo si potrebbero privilegiare le
ricognizioni tecniche, la verifica degli atti, il monitoraggio ambientale e
l’individuazione degli interventi urgenti.
Nel medio periodo si potrebbero sviluppare lo studio
di fattibilità, gli accordi istituzionali, i progetti di recupero e le
procedure necessarie per rendere disponibili le aree.
Nel lungo periodo si potrebbero programmare gli
interventi più complessi, subordinatamente alla disponibilità delle risorse e
al completamento delle procedure autorizzative.
La tempistica effettiva dovrà essere stabilita dopo
aver verificato lo stato attuale delle attività e la fattibilità delle singole
azioni.
La trasparenza come strumento di
partecipazione
Ogni progetto dovrebbe essere accompagnato da
informazioni pubbliche che consentano ai cittadini di seguirne l’evoluzione.
Un quadro di monitoraggio potrebbe indicare, per
ciascun intervento, l’ente responsabile, gli atti adottati, i finanziamenti
disponibili, le scadenze e i risultati conseguiti.
In questo modo, il confronto sul Bosco della Salandra
non dipenderebbe soltanto dalle dichiarazioni delle forze politiche, ma
potrebbe basarsi su elementi verificabili.
Una prospettiva per il futuro di Marano
Il convegno del 2024 aveva proposto una visione nella
quale ambiente, lavoro, agricoltura, cultura e pianificazione urbanistica
fossero parti di una stessa strategia.
Il successivo scioglimento del Consiglio comunale ha
interrotto la precedente esperienza amministrativa, ma non ha eliminato la
necessità di affrontare le questioni strutturali del territorio.
Il futuro del Bosco della Salandra richiede un
confronto pubblico capace di andare oltre la contrapposizione politica e
concentrarsi sui problemi da risolvere, sugli strumenti disponibili e sulle
responsabilità delle istituzioni.
La vera sfida è trasformare una prospettiva
condivisibile in un progetto concreto: con obiettivi chiari, risorse
individuate, tempi realistici e risultati controllabili dai cittadini.
