Il Bosco della Salandra: un convegno due anni fa, il futuro verde di Marano rimandato alla prossima amministrazione

  L'interessante intervento di Giampaolo Calone, medico, appassionato di storia locale: “quando cinque anni fa abbiamo iniziato a esplorare il bosco, era una discarica"                       

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Circa due anni fa, precisamente il 17 novembre 2024, il Teatro Alfieri di Marano di Napoli ospitava il convegno “Il Bosco della Salandra: un futuro verde per Marano di Napoli”, un’iniziativa che mirava a ridare centralità al versante maranese della collina dei Camaldoli, con Faragnano e la Salandra, proponendo la creazione di un grande parco naturale capace di valorizzare le risorse ambientali, culturali ed economiche del territorio.

All’epoca, l’ex sindaco Morra si era detto favorevole al progetto, in linea con il suo programma elettorale, sottolineando l’importanza di rivalutare questa vasta area verde. Il convegno, organizzato dal Circolo territoriale di Sinistra Italiana di Marano di Napoli, rappresentava un’occasione di confronto e riflessione su una “rivoluzione copernicana” per riportare l’attenzione sulla collina e sul Bosco della Salandra, promuovendo una progettazione partecipativa e sostenibile del futuro della città.

I promotori, tra cui Fanelli e Francesco Panzetti, evidenziarono come il Bosco potesse diventare non solo un’area da preservare, ma anche un volano per una nuova economia verde, capace di combattere la crisi economica e sociale che da tempo caratterizza Marano. L’obiettivo era quello di unire organizzazioni sociali, politiche e istituzioni per creare un parco urbano simbolo di rinascita e di riscoperta dell’identità economica e sociale della città, offrendo una concreta alternativa alla cementificazione selvaggia.

Tuttavia, l’iter del progetto ha subito un brusco stop agli inizi di settembre 2025, con lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni malavitose e l’insediamento di una commissione straordinaria. Tutto è dunque rimandato al 2027, quando Marano avrà nuovamente un sindaco e un consiglio comunale eletti, e si potrà riprendere il cammino verso la realizzazione di un progetto lungimirante per il territorio.

Il convegno di due anni fa resta un punto di riferimento per le idee e le proposte concrete emerse, e segna l’inizio di una battaglia culturale e politica che continua: valorizzare il Bosco della Salandra significa investire sul futuro della città, sul verde, sull’economia sostenibile e sulla comunità. Come ricordava Fanelli: “Se non ora, quando?”.

 

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