La scuola sarà
una sede distaccata della Scuola d’Italiano “Ibrahim Manneh” dell’Ex OPG Je so’
Pazzo di Napoli, una realtà che da anni costruisce percorsi di formazione e
mutualismo insieme alle persone migranti. Abbiamo scelto di chiamare questo
percorso “Organizziamoci a casa nostra” perché vogliamo partire dai bisogni
concreti delle persone e costruire insieme strumenti di autonomia, solidarietà
e partecipazione.
Imparare
l’italiano significa poter comunicare, orientarsi nei servizi, conoscere ed
esercitare i propri diritti, affrontare la vita quotidiana con maggiore
autonomia e accedere ai percorsi previsti dalla legge per il permesso di
soggiorno e, quando ne ricorrono i requisiti, per la cittadinanza.
Ma
la scuola è anche uno strumento per costruire alleanze.
Perché ciò che
serve alle persone migranti serve anche a noi: una casa, un lavoro che non sia
sottopagato, una scuola e una sanità efficienti, un ambiente salubre, servizi
accessibili e una vita dignitosa.
È su questi bisogni comuni che possiamo incontrarci e organizzarci insieme. Non vogliamo mettere gli ultimi gli uni contro gli altri, ma costruire la forza necessaria per rivendicare diritti che riguardano tutte e tutti. Ed è proprio questa la direzione opposta a quella che vediamo nelle politiche del Governo. Mentre si interviene sulla presenza degli alunni stranieri nelle scuole prevedendo un limite e si rischia di costringere bambini e ragazzi a spostarsi dal territorio in cui vivono per frequentare la scuola, noi scegliamo di costruire sul territorio gli strumenti che servono: una scuola che accolga, insegni e metta in relazione. La nostra iniziativa nasce inoltre in un momento nel quale la destra di governo alimenta la paura dello straniero e rilancia parole d’ordine come “remigrazione”, indicando nelle persone migranti il capro espiatorio di problemi sociali che hanno ben altre cause.
Noi
scegliamo un’altra strada: costruire alleanze a partire dai bisogni comuni.
Per questo
“Organizziamoci a casa nostra” vuole essere anche una risposta concreta alla
logica dei CPR, dove la condizione migratoria viene affrontata attraverso
controllo e detenzione. Noi crediamo invece che una società più giusta si
costruisca garantendo diritti, servizi, conoscenza e possibilità di
organizzarsi.
La scuola sarà
uno spazio di incontro, nel quale persone con storie, culture e provenienze
diverse possano conoscersi e condividere esperienze.
Particolare
attenzione sarà rivolta alle donne migranti, che spesso incontrano ulteriori
ostacoli nell'accesso alla formazione a causa del lavoro di cura. Per questo la
Casa del Popolo lavorerà per organizzare, durante le lezioni, attività dedicate
ai bambini, così da facilitare la partecipazione delle madri. Non vogliamo
soltanto insegnare l’italiano. Vogliamo costruire relazioni, alleanze e
strumenti di autonomia.
Perché ciò che
ci divide serve a chi governa sulla paura. Ciò che abbiamo in comune può invece
diventare la forza con cui organizzarci.
Questo per noi
significa Organizzarci a casa nostra. La scuola prenderà il via lunedì 5
ottobre presso la Casa del Popolo di Marano. E il percorso non si fermerà alle
lezioni di italiano. Una volta al mese sarà possibile prendere appuntamento con
il nostro SMEP, lo Sportello Legale del Lavoro e del Mutuo Soccorso, per avere
un ulteriore strumento di orientamento e supporto.
Per
informazioni, per iscriversi ai prossimi corsi, per diventare volontarie e
volontari o per sostenere economicamente l’iniziativa, è possibile contattare
la pagina Facebook Potere al Popolo Marano – Casa del Popolo oppure scrivere su
WhatsApp al 376 076 3034.
Abbiamo bisogno di persone, competenze e risorse per far crescere questo progetto. Anche tu puoi organizzarti con noi.
Comunicato stampa Potere al Popolo Marano – Casa del Popolo
