La sfida del Bosco della Salandra
Dopo aver posto la questione generale, è necessario guardare a un territorio concreto.Uno dei luoghi dai quali potrebbe partire questa
riflessione è il Bosco della Salandra.
Nel territorio di Marano, al confine con Quarto,
esiste infatti un’area che racchiude elementi naturalistici, paesaggistici,
storici e archeologici di particolare interesse.
È proprio questa complessità a renderla interessante per una discussione sul futuro delle aree protette. Sia chiaro: non stiamo sostenendo che il Bosco della Salandra debba automaticamente entrare nel Parco Regionale dei Campi Flegrei. Non sarebbe serio affermarlo senza uno studio. La proposta è diversa: perché non verificare se quest’area possa rappresentare uno dei territori da prendere in considerazione nell’ipotesi di una futura modifica del perimetro del Parco? La normativa regionale oggi prevede una procedura per la modifica della perimetrazione provvisoria delle aree protette già confermate. È quindi possibile affrontare il tema in una sede istituzionale, attraverso gli strumenti previsti dalla legge. (Portale Istituzionale Regione Campania).
Un territorio che va letto nel suo insieme
Il Bosco della Salandra non dovrebbe essere osservato
come un’isola. Bisogna guardare al territorio circostante: Marano, Quarto, le
colline, le aree agricole, i percorsi naturalistici, le testimonianze
archeologiche e il sistema dei Campi Flegrei.
Solo mettendo insieme questi elementi sarà possibile
capire se esiste una continuità territoriale sufficientemente forte da
giustificare un approfondimento. E se lo studio dovesse dimostrare che non
esistono le condizioni? Sarebbe comunque un risultato utile. Un territorio
serio deve conoscere non soltanto le proprie possibilità, ma anche i propri
limiti.
La domanda è aperta
Il Bosco della Salandra potrebbe quindi diventare un
caso di studio, non una promessa. Ed è forse proprio questo il modo più
corretto per iniziare una discussione.
La domanda che Calvizzanoweb pone è semplice: il Bosco
della Salandra può rappresentare uno dei punti di collegamento tra Marano,
Quarto e il sistema dei Campi Flegrei? Una risposta seria può arrivare soltanto
mettendo insieme istituzioni, tecnici e territorio.
