Claudio Barone, l’arte che scuote le coscienze: da Calvizzano-Marano alla Biennale internazionale di Genazzano

 

Dopo la menzione speciale conquistata con “La spirale del potere”, l’artista del territorio torna protagonista con una nuova opera: “L’oro… Quello che non vediamo”. Dal 17 al 25 ottobre esporrà al Castello Colonna di Genazzano, insieme a oltre 180 artisti internazionali

Claudio Barone, artista poliedrico, 74 anni, conosciuto e apprezzato soprattutto a Marano, Calvizzano e nell’intera area a nord di Napoli, continua a raccogliere soddisfazioni e a portare la propria ricerca creativa in importanti contesti espositivi.

Dopo il riconoscimento ottenuto lo scorso aprile alla Biennale di arte contemporanea “Dentro il rosso”, ospitata nella suggestiva cornice della Casina Vanvitelliana di Bacoli, dove la sua opera “La spirale del potere” ha ricevuto una menzione speciale nella sezione pittura concettuale, Barone si prepara a una nuova importante esperienza. Dal 17 al 25 ottobre 2026, sarà infatti tra gli oltre 180 artisti internazionali protagonisti della prima Biennale internazionale d’arte contemporanea – Premio della critica, in programma presso il Castello Colonna di Genazzano, in provincia di Roma. Un nuovo traguardo per l’artista del nostro territorio, che prosegue con determinazione un percorso nel quale la sperimentazione artistica si intreccia con la volontà di affrontare temi sociali e stimolare le coscienze.

Nome degli artisti (clicca sopra foto per ingrandire)
“L’oro… Quello che non vediamo”: oltre lo splendore, alla ricerca di ciò che è nascosto

Per questa nuova rassegna, intitolata “Dentro l’oro”, Claudio Barone presenterà un’opera realizzata appositamente per l’occasione e dal titolo fortemente evocativo: “L’oro… Quello che non vediamo”. Si tratta di un lavoro materico realizzato con acrilico, foglia d’oro, pasta materica e rilievo ligneo su tela, nel quale la ricerca sui materiali diventa parte integrante di una riflessione che va ben oltre il semplice valore estetico dell’opera.

L’oro, da sempre simbolo di ricchezza, prestigio e potere, viene osservato da una prospettiva diversa. L’artista intende richiamare l’attenzione su ciò che si cela dietro il suo fascino, invitando a riflettere sulla ricerca e sulla lavorazione del prezioso metallo e su quegli aspetti meno visibili che spesso rimangono ai margini della nostra percezione. Infatti, non sempre ciò che luccica racconta tutta la verità. Dietro la bellezza di una superficie possono nascondersi realtà complesse, interrogativi e contraddizioni che meritano di essere portati alla luce.

È proprio questa la forza del lavoro di Barone: utilizzare la materia, i contrasti e la libertà espressiva per stimolare una riflessione che coinvolga direttamente chi osserva.

Da “La spirale del potere” a una nuova denuncia attraverso l’arte

La partecipazione alla Biennale di Genazzano rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso nel quale l’arte non è soltanto espressione estetica, ma anche uno strumento per raccontare il presente e affrontarne le contraddizioni.

Lo scorso aprile, con “La spirale del potere”, Barone aveva scelto di confrontarsi con uno dei drammi più dolorosi del nostro tempo: la tragedia di Gaza. Attraverso la sua opera, l’artista ha voluto denunciare la violenza e i meccanismi di sopraffazione che colpiscono le popolazioni più deboli, richiamando l’attenzione sulla sofferenza umana e sulla responsabilità di chi esercita il potere.

Un messaggio forte, che ha trovato un riconoscimento nella menzione speciale ricevuta alla Biennale di Bacoli.

Con “L’oro… Quello che non vediamo”, il tema cambia, ma resta centrale la volontà di andare oltre le apparenze, cercando di portare alla luce ciò che spesso sfugge allo sguardo comune. Due opere differenti, unite da un filo conduttore: la convinzione che l’arte possa e debba essere anche uno spazio di libertà, consapevolezza e riflessione civile.

In un mondo attraversato da conflitti, disuguaglianze e interessi economici, Barone continua a credere nella possibilità che una tela, attraverso la forza delle immagini e dei materiali, riesca a porre domande e a smuovere le coscienze.

Una vita tra creatività, artigianato e spirito pionieristico

Claudio Barone è la dimostrazione di come una passione autentica possa accompagnare una persona per tutta la vita, trovando nuove strade anche quando il percorso professionale sembra condurre altrove.

Fin da giovane coltiva un forte interesse per l’arte, ma intraprende inizialmente una carriera nel settore alberghiero che lo porta a viaggiare e a conoscere diverse realtà europee. La creatività, tuttavia, rimane una presenza costante nella sua vita. Negli anni si dedica alla lavorazione artigianale del cuoio e alla produzione di borse, sviluppando una sensibilità personale per i materiali, le forme e la ricerca estetica.

Negli anni Novanta si distingue inoltre come pioniere della diffusione dell’arte del tatuaggio nell’area a nord di Napoli, contribuendo a introdurre sul territorio una forma espressiva che allora era ancora poco conosciuta e valorizzata.

Con il pensionamento, Barone riesce finalmente a dedicarsi a tempo pieno alla sua vocazione artistica. La pittura e la scultura diventano il centro della sua ricerca, dando vita a una produzione che comprende dipinti e opere realizzate con materiali diversi, tra cui legno e ferro. Il suo linguaggio si caratterizza per una forte componente materica e per una sensibilità astratto-informale, attraverso le quali la materia non è soltanto elemento compositivo, ma diventa un mezzo per esprimere emozioni, tensioni e riflessioni sulla società contemporanea.

La sua storia racconta anche il valore della perseveranza: non è mai troppo tardi per dare spazio a una passione, svilupparla e trasformarla in un progetto di vita.

Il sostegno di Mary Sarracino e il valore delle passioni condivise

Mary Sarracino
Importante, in questa nuova stagione artistica, è stato anche l’incoraggiamento di Mary Sarracino, affettuosamente chiamata da Barone “zia Mery”. Dettaglio che non è più una novità, poiché l'abbiamo riportato nel precedente articolo di aprile scorso dedicato all'arte di Barone.

Artista di Calvizzano e figura legata al movimento Nos Revolution, Mary ha sempre affiancato alla sensibilità creativa un forte impegno civile, distinguendosi anche per le sue battaglie ambientaliste. Il suo sostegno ha contribuito a riaccendere e alimentare quella scintilla artistica che oggi Claudio Barone porta avanti con rinnovato entusiasmo, attraverso nuove opere e occasioni di confronto con il pubblico. Una storia che dimostra quanto possano essere importanti gli incontri e le persone capaci di riconoscere il talento e incoraggiarlo, aiutandolo a trovare nuovi spazi per esprimersi.

Un nuovo traguardo che dà lustro al territorio

La partecipazione alla Biennale internazionale di Genazzano rappresenta un’altra tappa significativa per Claudio Barone, che continua a portare la propria sensibilità artistica in contesti di rilievo, mantenendo saldo il legame con le proprie radici.

Per Calvizzano, Marano e l’intera area nord di Napoli, il suo percorso è anche l’occasione per riscoprire il valore degli artisti che operano sul territorio e che, attraverso il proprio lavoro, contribuiscono ad arricchirne il panorama culturale.

Barone non smette di sperimentare, di mettersi in gioco e di affidare all’arte domande che riguardano tutti noi. La sua ricerca non si limita alla bellezza formale, ma cerca un dialogo con chi osserva, lasciando spazio all’interpretazione personale e alla riflessione.

La nuova opera, “L’oro… Quello che non vediamo”, si inserisce proprio in questo percorso: un invito a non fermarsi alla superficie, a cercare ciò che è nascosto e a interrogarsi sul significato autentico del valore, del potere e delle apparenze.

Date e orari per visitare la mostra

La Biennale internazionale d’arte contemporanea “Dentro l’oro” sarà inaugurata sabato 17 ottobre 2026, cioè oggi, con apertura al pubblico dalle ore 17 alle 21, presso il Castello Colonna di Genazzano, in provincia di Roma.

La mostra resterà visitabile fino al 25 ottobre, secondo il seguente calendario: dal lunedì al venerdì, dalle ore 17 alle 20. Sabato e domenica: dalle ore 10:30 alle 13 e dalle ore 17 alle 21. Un’occasione per ammirare le opere dei numerosi artisti partecipanti e scoprire da vicino il lavoro con cui Claudio Barone torna a confrontarsi con il panorama internazionale dell’arte contemporanea. L’invito è rivolto ai cittadini di Calvizzano, Marano e dell’intera area nord di Napoli a seguire e sostenere il percorso dell’artista, che con passione, sensibilità e libertà espressiva continua a dimostrare come l’arte possa superare i confini geografici e parlare direttamente alle coscienze. A conclusione dell’articolo, ribadiamo un concetto importante: il vero valore di un’opera non si misura soltanto da ciò che mostra, ma anche dalle domande che riesce a lasciare dentro chi la guarda.

Visualizzazioni della settimana