Campi Flegrei, Marano e Quarto: occorre uno studio serio. Ultimi due articoli della nostra serie. Terza e ultima uscita: ora la domanda passa alle istituzioni

Accanto all'Eremo di Pietraspaccata il vallone inquinato che arriva a Quarto: era un asse viario del '600. Calone: “ per la sua bellezza, questa zona dovrebbe essere preservata ancora di più del bosco della Salandra”

Per tre giorni, con due articoli al giorno, Calvizzanoweb ha provato a guardare oltre i confini amministrativi per porre una domanda sul futuro di Marano, Quarto e dell’area flegrea. Abbiamo parlato del Bosco della Salandra, della continuità ambientale, del rapporto con il sistema delle Colline di Napoli e della possibilità di organizzare un confronto pubblico. Ora arriva il passaggio più importante: chi può trasformare questa domanda in un percorso concreto?

Nel primo articolo di oggi affrontiamo il ruolo della politica, delle amministrazioni e del territorio. Nell’ultimo raccogliamo il senso dell’intera proposta e lanciamo una domanda precisa: esistono le condizioni per avviare uno studio sulla possibile estensione del sistema dei Campi Flegrei verso alcune aree di Marano e Quarto?

Non pretendiamo di conoscere oggi la risposta. Chiediamo che qualcuno abbia la volontà di cercarla.

Campi Flegrei, Marano e Quarto: la proposta di Calvizzanoweb chiede uno studio serio

Chi ha il coraggio di verificare?

Chi ha il coraggio di studiare davvero la possibilità di un ampliamento del Parco Regionale dei Campi Flegrei verso alcune aree di Marano e Quarto?

La domanda, arrivati a questo punto della nostra riflessione, è inevitabile. Non stiamo chiedendo oggi di cambiare i confini del Parco, ma no stiamo neanche dicendo che il Bosco della Salandra debba necessariamente entrarvi. Non stiamo sostenendo che questa sia l’unica strada possibile per il futuro ambientale di Marano.

Stiamo chiedendo una cosa molto più semplice: perché non verificare?

La normativa regionale oggi offre una procedura per affrontare anche la modifica della perimetrazione provvisoria delle aree protette già confermate. Questo non significa che un ampliamento sia automaticamente possibile o che debba essere realizzato: significa che la questione può essere sottoposta a un percorso di analisi e confronto istituzionale (Portale Istituzionale | Regione Campania).

A questo punto non servono slogan. Servono competenze, cartografie, analisi territoriali e confronto istituzionale. La strada più seria è una sola: studiare prima di decidere.

Il Bosco della Salandra può essere un punto di partenza

Il Bosco della Salandra potrebbe rappresentare uno dei primi territori da sottoporre a valutazione. Non perché sia già destinato a diventare parte del Parco, ma perché è un’area che merita di essere studiata per le sue caratteristiche ambientali, paesaggistiche e storico-archeologiche. Da qui si potrebbe partire per affrontare una questione più ampia: esiste una continuità territoriale che possa giustificare, almeno sul piano della pianificazione, una nuova relazione tra Marano, Quarto e i Campi Flegrei? Questa è la domanda.

Adesso tocca alla politica, alle istituzioni e al territorio

Calvizzanoweb può sollevare il tema, ma una proposta di questo tipo non può rimanere soltanto sulle pagine di un giornale. Serve qualcuno disposto a convocare un incontro. Un’amministrazione, un’associazione, una forza politica, un gruppo civico o un’istituzione potrebbe assumersi il compito di mettere intorno a un tavolo i soggetti competenti. E soprattutto serve la disponibilità ad ascoltare anche una risposta diversa da quella che ci si aspetta. Se dagli studi emergerà che l’ampliamento non è possibile, sarà comunque utile averlo accertato. Se invece emergerà che una parte di Marano o Quarto può entrare in una strategia più ampia di tutela e valorizzazione dei Campi Flegrei, allora potrebbe aprirsi una prospettiva completamente nuova. In entrambi i casi, lo studio avrebbe prodotto un risultato.

Ed è da quella conoscenza che dovrebbe partire ogni decisione seria sul futuro del territorio.

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