Calvizzano, villetta Don Peppino Cerullo: che fine faranno i murales, le panchine azzurre e la statua di Maradona?
Terzo capitolo dello speciale sulla
villetta dedicata al Calcio Napoli: con l’affidamento della struttura all’associazione
di volontariato di Protezione Civile, resta da chiarire il futuro delle opere
che avrebbero dovuto trasformarla in un’attrazione per il territorio
Che fine faranno i murales dedicati ai protagonisti
del Calcio Napoli, le panchine letterarie dedicate alle vecchie glorie azzurre
e la statua di Diego Armando Maradona? È questa la domanda che si pone oggi sul
futuro della villetta comunale “Don Peppino Cerullo” di via Sandro Pertini, a
Calvizzano.
Dopo aver raccontato, nei precedenti articoli, le
condizioni di degrado delle opere e le contraddizioni tra gli obiettivi
annunciati e la situazione attuale della struttura, torniamo sull’argomento per
capire quale sarà il destino di un progetto nato con l’ambizione di diventare
un simbolo del paese.
La villetta, inaugurata il 14 marzo 2023 dall’allora
sindaco Giacomo Pirozzi, era stata presentata come un vero e proprio museo
azzurro a cielo aperto. Murales raffiguranti alcuni protagonisti del Napoli,
panchine dedicate alla storia della squadra partenopea e una statua di Maradona
avrebbero dovuto rappresentare un elemento di richiamo, capace di attirare
visitatori anche da fuori città.
Il 24 maggio 2023, a poco più di due mesi
dall’inaugurazione, l’ex sindaco Pirozzi celebrava sui social i risultati del
progetto, annunciando oltre 15mila visualizzazioni su Google Maps. “Abbiamo
creato una meta turistica, un fattore di attrazione che sta portando nel nostro
paese tante persone provenienti da località diverse”, scriveva,
sottolineando come la struttura stesse contribuendo a dare maggiore visibilità
a Calvizzano.
A distanza di tempo, però, il quadro descritto negli
articoli precedenti è ben diverso dalle aspettative iniziali. La villetta
risulta chiusa al pubblico da oltre un anno e i murales dedicati a Spalletti,
Di Lorenzo, Lobotka, Kim, Anguissa, Kvaratskhelia e Osimhen presentano evidenti
segni di deterioramento, tra infiltrazioni d’acqua, umidità e rigonfiamenti
delle superfici.
Anche le panchine dedicate alle vecchie glorie del
Napoli e la statua di Maradona attendono di conoscere quale sarà il loro
futuro. Saranno restaurate e recuperate nell’ambito di un progetto complessivo
di riqualificazione oppure alcune opere verranno rimosse? Al momento, in
assenza di indicazioni precise, si tratta di interrogativi ai quali sarebbe
opportuno dare una risposta.
L’affidamento all’associazione di volontariato
di Protezione Civile e il futuro della villetta
Nel frattempo, la villetta comunale è stata affidata a
un’associazione di volontariato di Protezione Civile, sulla base degli
indirizzi definiti con la deliberazione di Giunta comunale n. 321 del 24
ottobre 2025 e della successiva convenzione sottoscritta con il Comune alla
fine di dicembre. L’affidamento, valido fino al 31 dicembre 2028, punta a
garantire la custodia, il presidio, il decoro e la fruibilità della struttura.
L’associazione dovrà collaborare con l’Amministrazione comunale per la pulizia
ordinaria delle aree utilizzate, l’apertura e la chiusura degli spazi secondo
le modalità concordate e la segnalazione di eventuali danni o necessità di
manutenzione.
La struttura potrà inoltre essere utilizzata come
punto di riferimento per le attività istituzionali, logistiche e organizzative
dell’associazione, oltre che per iniziative di informazione, formazione e
sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.
L’affidamento, tuttavia, non chiarisce di per sé quale
sarà il destino delle opere artistiche presenti nella villetta. La convenzione
disciplina la gestione funzionale della struttura, mentre il Comune conserva la
proprietà del bene e le competenze relative alla manutenzione straordinaria e
alla vigilanza sul suo corretto utilizzo.
Nello stesso provvedimento viene indicata la necessità
di avviare un percorso di riqualificazione e restyling della villetta e delle
aree circostanti, con l’obiettivo di recuperare il decoro e restituire alla
cittadinanza uno spazio accogliente, funzionale e sicuro. Resta da capire quali
interventi saranno effettivamente programmati, con quali risorse e,
soprattutto, se il progetto di riqualificazione comprenderà anche il recupero
dei murales, delle panchine e della statua di Maradona.
Un patrimonio da recuperare o un progetto
da ripensare?
La questione non riguarda soltanto la conservazione di
alcune opere legate alla passione per il calcio. Riguarda anche il futuro di
uno spazio pubblico che, nelle intenzioni iniziali, sarebbe dovuto diventare un
luogo di aggregazione e un elemento di promozione del territorio. Se
l’obiettivo è restituire la villetta alla comunità, sarà necessario chiarire
quale funzione avrà in futuro e come si intenderà conciliare la presenza
dell’associazione di Protezione Civile con la fruizione pubblica dell’area.
Andrà inoltre stabilito se mantenere l’identità
originaria del museo azzurro, recuperando le opere danneggiate, oppure se
ripensare alcuni aspetti del progetto. Qualunque scelta venga compiuta, sarebbe
auspicabile che fosse accompagnata da indicazioni pubbliche e da un programma
concreto di interventi.
Dopo gli annunci, le campagne social e le aspettative
suscitate dall’inaugurazione, i cittadini hanno interesse a sapere come verrà
gestito questo spazio e quale sarà la sorte delle opere che lo caratterizzano.
La domanda, dunque, resta aperta: i murales saranno
restaurati, le panchine dedicate alle vecchie glorie del Napoli verranno
recuperate e la statua di Maradona resterà al suo posto?
Il futuro della villetta Don Peppino Cerullo passa
anche da queste risposte. Perché valorizzare un bene pubblico non significa
soltanto inaugurarlo o promuoverlo, ma garantirne nel tempo la manutenzione, la
cura e la fruibilità.
