Calvizzano. Via Eduardo De Filippo-via dell’Indipendenza, il collegamento che può alleggerire via Garibaldi: Borrelli ora deve passare dalle idee agli atti
Tra le opere
contenute nel programma elettorale di “Noi X Calvizzano”, con Luciano
Borrelli candidato sindaco, ce n’è una che potrebbe rappresentare un primo
intervento concreto per affrontare uno dei nodi più delicati della viabilità
cittadina: il collegamento tra via Eduardo De Filippo, l’ex via Commone, e via
dell’Indipendenza. Chiariamo. Non si tratta, però, di un’idea nata oggi. Il
progetto di creare un nuovo collegamento viario tra le due strade viene da
lontano ed è stato più volte oggetto di discussioni e proposte. La questione,
tuttavia, assume oggi un peso diverso perché l’opera è stata inserita nel
programma della nuova amministrazione e dovrà quindi, necessariamente,
tradursi in atti concreti se si vuole evitare che resti l’ennesima ipotesi
sulla carta.
![]() |
| Programma Borrelli: la strada in oggetto è rappresentata dal tratto più piccolo segnato in rosso |
Nel programma di “Noi X Calvizzano” si legge testualmente: “il problema di uscire da Calvizzano non è solo dei residenti della zona (via Eduardo De Filippo ex via Commone), ma anche degli altri cittadini, tutti costretti infatti a utilizzare una strada stretta come via Garibaldi per poter raggiungere il Lagno o via dell’Indipendenza. Per questo, pensiamo sia necessario aggiungere un altro collegamento: collegare via Eduardo De Filippo a via dell’Indipendenza. Estendendo questa strada, infatti, creeremo un’altra uscita, più agibile di via Garibaldi”.
L’idea,
dunque, è quella di utilizzare l’appezzamento di terreno compreso tra le due
strade per realizzare un nuovo asse viario. Un intervento che consentirebbe di
creare un’ulteriore possibilità di uscita dalla zona di via De Filippo,
evitando di concentrare tutto il traffico sul tratto iniziale di via Garibaldi,
caratterizzato da una carreggiata particolarmente stretta e dall’assenza di
adeguati marciapiedi.
Un
progetto che arriva da lontano
Come ricordato
anche in un articolo di Calvizzanoweb del gennaio 2026, a firma di Gianpaolo
Cacciapuoti, esperto di viabilità, il collegamento tra via dell’Indipendenza e
via Eduardo De Filippo era già stato ipotizzato diversi anni fa. Se ne parlava
addirittura nel 2014, quando nella proposta di Piano urbanistico comunale
dell’allora amministrazione guidata da Salatiello era previsto il possibile
prolungamento di via dell’Indipendenza fino a via Eduardo De Filippo. All’epoca
la soluzione appariva particolarmente interessante proprio per le ricadute
sulla viabilità. Il nuovo collegamento avrebbe consentito alle auto provenienti
da via De Filippo e dirette verso Napoli o verso la circumvallazione esterna di
evitare l’intersezione con il traffico di via Sandro Pertini, all’altezza di
piazza San Pietro, raggiungendo direttamente la parte più larga di via
Garibaldi. In sostanza, si sarebbe potuto bypassare il tratto iniziale e più
problematico di via Garibaldi, con possibili benefici sia sulla fluidità della
circolazione sia sulla sicurezza stradale. La proposta, inoltre, si inseriva in
un quadro più ampio di interventi sulla viabilità cittadina. Nel Piano
triennale delle opere pubbliche 2015-2017 furono infatti stralciati i lavori
per il collegamento tra via Garibaldi e via Lavinaio Grande, un’opera dal costo
previsto di circa 500mila euro che avrebbe presentato, tra l’altro, rilevanti
criticità per la presenza della conduttura idrica di Acqua Campania e del
canalone dell’Alveo Camaldoli.
Il
nodo urbanistico
Il problema,
oggi, è soprattutto di natura urbanistica. La proposta di PUC
dell’amministrazione Salatiello venne infatti revocata dalla triade
commissariale insediatasi nell’aprile 2018, dopo lo scioglimento del Consiglio
comunale.
Nel PUC
attualmente vigente, approvato nel 2020 dagli ex Commissari straordinari,
l’area interessata dall’ipotizzato tracciato risulta classificata come “verde
attrezzato”.
Ed è proprio questo l’aspetto sul quale l’amministrazione Borrelli dovrà fare chiarezza. Se il nuovo collegamento resterà confermato come opera da realizzare, occorrerà capire quale sarà lo strumento urbanistico necessario per renderlo concretamente possibile: una variante urbanistica oppure l’inserimento dell’intervento nell’ambito della revisione del PUC già avviata durante la precedente amministrazione Pirozzi, poco prima della sua caduta agli inizi di febbraio 2026.
Entro
il 2027 bisognerà capire cosa vuole fare l’amministrazione
La nuova
amministrazione ha davanti a sé una finestra temporale importante.
Il
collegamento tra via Eduardo De Filippo e via dell’Indipendenza potrebbe
essere, infatti, il primo intervento ex novo sulla viabilità da mettere
realmente in agenda, proprio perché avrebbe l’obiettivo di alleggerire almeno
in parte il traffico che oggi grava sul tratto iniziale di via Garibaldi. Ma
per evitare che anche questa proposta faccia la fine delle tante opere rimaste
per anni nel limbo delle intenzioni, sarà necessario procedere rapidamente. Entro
il 2027 dovranno essere chiare almeno le tappe fondamentali: fattibilità
tecnica, disponibilità delle aree, compatibilità urbanistica, eventuale
variante al PUC, progettazione e reperimento delle risorse economiche. Non va
dimenticato che il rischio è sempre lo stesso: discutere per anni della
necessità di una nuova strada, riconoscerne l’utilità, inserirla nei programmi
elettorali e poi arrivare alla fine del mandato senza aver mosso un passo
decisivo.
Calvizzano,
sul fronte della viabilità, non può permettersi altri cinque anni di attesa.
Il
collegamento tra via Eduardo De Filippo e via dell’Indipendenza non
risolverebbe certamente da solo tutti i problemi del traffico cittadino, ma
potrebbe rappresentare un primo tassello di una strategia più ampia di
alleggerimento della viabilità, soprattutto nella zona oggi penalizzata dalla
strettoia di via Garibaldi. Adesso, però, dalle parole bisogna passare agli
atti. E sarà proprio la capacità dell’amministrazione Borrelli di trasformare
entro i prossimi mesi questa proposta in un percorso amministrativo concreto a
dire se quella indicata nel programma elettorale sarà davvero una priorità
oppure resterà, ancora una volta, soltanto un progetto sulla carta.
Anche perché
ogni anno trascorso senza intervenire è un anno in più nel quale il problema
della viabilità resta esattamente dove è sempre stato.

