Calvizzano, la legalità parte dalla scuola: istituzioni e giovani a confronto contro l’illegalità

 

Grande partecipazione all’Istituto Comprensivo “Marco Polo” per il convegno “Cosa può fare uno scoglio contro un mare di illegalità?”. Presenti rappresentanti delle istituzioni, autorità e studenti delle terze classi della scuola secondaria di primo grado

Si è svolta in maniera eccellente la mattinata del 27 ottobre dedicata al convegno “Cosa può fare uno scoglio contro un mare di illegalità?”, ospitato presso la tensostruttura dell’Istituto Comprensivo “Marco Polo” di Calvizzano. Un appuntamento importante, che ha messo al centro un tema fondamentale per il futuro della comunità: la cultura della legalità, da costruire quotidianamente attraverso l’educazione, il dialogo e l’impegno condiviso delle istituzioni.

A confrontarsi su un argomento tanto delicato quanto attuale sono stati autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’impegno sociale: la procuratrice aggiunta del Tribunale di Napoli Nord, Maria Di Mauro, il sindaco di Calvizzano, Luciano Borrelli, il prefetto Michele Di Bari e don Luigi Merola, da anni impegnato sul fronte della prevenzione del disagio giovanile e della lotta alla criminalità attraverso l’educazione.

A fare gli onori di casa è stata la dirigente scolastica Francesca Schiattarella, che ha accolto gli ospiti insieme ai docenti e agli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado, presenti in rappresentanza dell’istituto. Non sono mancate diverse autorità del comprensorio, a testimonianza dell’importanza attribuita all’iniziativa.

Presenti anche i consiglieri comunali di maggioranza, con l’unica eccezione di Giuseppe Santopaolo, assente per improrogabili impegni personali.

La scuola come primo presidio di legalità

Il filo conduttore dell’incontro è stato chiaro: la lotta all’illegalità deve partire dalle scuole, luoghi in cui si formano le coscienze dei cittadini di domani. Parlare di legalità ai ragazzi significa aiutarli a comprendere il valore delle regole, del rispetto reciproco, della responsabilità individuale e della partecipazione attiva alla vita della comunità.

È proprio tra i banchi di scuola che possono nascere gli anticorpi culturali necessari a contrastare ogni forma di prevaricazione, indifferenza e sopraffazione. Un percorso che richiede la collaborazione di famiglie, insegnanti, istituzioni e società civile.

Gli interventi e le testimonianze

Particolarmente apprezzati gli interventi del prefetto Michele Di Bari e di don Luigi Merola, accompagnato da due educatori cresciuti nell’esperienza della fondazione ‘A Voce d’e Creature, oggi impegnati professionalmente con un contratto a tempo indeterminato. Una testimonianza concreta di come l’educazione, l’accompagnamento e le opportunità lavorative possano contribuire a costruire percorsi di crescita e di riscatto.

Di grande rilievo anche l’intervento della dottoressa Maria Di Mauro, che ha offerto un contributo significativo al dibattito, affrontando il tema della legalità dal punto di vista della giustizia e del ruolo delle istituzioni.

Consegna fiori e targa alla dott.ssa Di Mauro

L'abbraccio della dott.ssa Di Mauro al giovane studente che le ha donato un disegno raffigurante uno scoglio contro l'illegalità

Una mattinata che ha saputo mettere in relazione esperienze e competenze diverse, accomunate dalla consapevolezza che contrastare l’illegalità non significa soltanto reprimere i comportamenti illeciti, ma soprattutto prevenirli attraverso la cultura, l’educazione e la responsabilizzazione delle nuove generazioni.

Nei prossimi articoli spazio agli interventi dei protagonisti

Il convegno si è distinto per l’organizzazione e per la qualità dei contributi offerti dai relatori. Ma il racconto non si esaurisce qui.

Nei prossimi articoli riproporremo gli interventi dei protagonisti, così da consentire ai lettori di conoscere più da vicino le riflessioni, le esperienze e i messaggi emersi nel corso dell’incontro.

Perché parlare di legalità significa affrontare una questione che riguarda tutti. E se è vero che uno scoglio può sembrare poca cosa di fronte a un mare di illegalità, è altrettanto vero che proprio da un singolo gesto, da una scelta consapevole e da un percorso educativo può cominciare il cambiamento.

La legalità non è soltanto un principio da proclamare, ma un valore da coltivare ogni giorno. E la scuola rappresenta uno dei luoghi privilegiati in cui farlo crescere.

Un plauso ai volontari dell'associazione Malala e alla sua presidente, Maria Teresa Mauriello, per la preziosa collaborazione al convegno.


 

Visualizzazioni della settimana