Grande partecipazione all’Istituto
Comprensivo “Marco Polo” per il convegno “Cosa può fare uno scoglio contro un
mare di illegalità?”. Presenti rappresentanti delle istituzioni, autorità e
studenti delle terze classi della scuola secondaria di primo grado
A confrontarsi su un argomento tanto delicato quanto
attuale sono stati autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo
dell’impegno sociale: la procuratrice aggiunta del Tribunale di Napoli Nord,
Maria Di Mauro, il sindaco di Calvizzano, Luciano Borrelli, il prefetto Michele
Di Bari e don Luigi Merola, da anni impegnato sul fronte della prevenzione del
disagio giovanile e della lotta alla criminalità attraverso l’educazione.
A fare gli onori di casa è stata la dirigente
scolastica Francesca Schiattarella, che ha accolto gli ospiti insieme ai
docenti e agli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo
grado, presenti in rappresentanza dell’istituto. Non sono mancate diverse
autorità del comprensorio, a testimonianza dell’importanza attribuita
all’iniziativa.
Presenti anche i consiglieri comunali di maggioranza,
con l’unica eccezione di Giuseppe Santopaolo, assente per improrogabili impegni
personali.
La scuola come primo presidio di legalità
Il filo conduttore dell’incontro è stato chiaro: la
lotta all’illegalità deve partire dalle scuole, luoghi in cui si formano le
coscienze dei cittadini di domani. Parlare di legalità ai ragazzi significa
aiutarli a comprendere il valore delle regole, del rispetto reciproco, della
responsabilità individuale e della partecipazione attiva alla vita della
comunità.
È proprio tra i banchi di scuola che possono nascere
gli anticorpi culturali necessari a contrastare ogni forma di prevaricazione,
indifferenza e sopraffazione. Un percorso che richiede la collaborazione di
famiglie, insegnanti, istituzioni e società civile.
Gli interventi e le testimonianze
Particolarmente apprezzati gli interventi del prefetto
Michele Di Bari e di don Luigi Merola, accompagnato da due educatori cresciuti
nell’esperienza della fondazione ‘A Voce d’e Creature, oggi impegnati
professionalmente con un contratto a tempo indeterminato. Una testimonianza
concreta di come l’educazione, l’accompagnamento e le opportunità lavorative
possano contribuire a costruire percorsi di crescita e di riscatto.
Di grande rilievo anche l’intervento della dottoressa
Maria Di Mauro, che ha offerto un contributo significativo al dibattito,
affrontando il tema della legalità dal punto di vista della giustizia e del
ruolo delle istituzioni.
![]() |
| Consegna fiori e targa alla dott.ssa Di Mauro |
![]() |
| L'abbraccio della dott.ssa Di Mauro al giovane studente che le ha donato un disegno raffigurante uno scoglio contro l'illegalità |
Una mattinata che ha saputo mettere in relazione
esperienze e competenze diverse, accomunate dalla consapevolezza che
contrastare l’illegalità non significa soltanto reprimere i comportamenti
illeciti, ma soprattutto prevenirli attraverso la cultura, l’educazione e la
responsabilizzazione delle nuove generazioni.
Nei prossimi articoli spazio agli
interventi dei protagonisti
Il convegno si è distinto per l’organizzazione e per la qualità dei contributi offerti dai relatori. Ma il racconto non si esaurisce qui.
Nei prossimi articoli riproporremo gli interventi dei
protagonisti, così da consentire ai lettori di conoscere più da vicino le
riflessioni, le esperienze e i messaggi emersi nel corso dell’incontro.
Perché parlare di legalità significa affrontare una
questione che riguarda tutti. E se è vero che uno scoglio può sembrare poca
cosa di fronte a un mare di illegalità, è altrettanto vero che proprio da un
singolo gesto, da una scelta consapevole e da un percorso educativo può
cominciare il cambiamento.
La legalità non è soltanto un principio da proclamare,
ma un valore da coltivare ogni giorno. E la scuola rappresenta uno dei luoghi
privilegiati in cui farlo crescere.
Un plauso ai volontari dell'associazione Malala e alla sua presidente, Maria Teresa Mauriello, per la preziosa collaborazione al convegno.





