Il punto di vista del nostro editorialista Giuseppe Cerullo
C'è un problema grande come una casa in Italia. La
casa. Per una famiglia, per un giovane, per uno studente o per un lavoratore,
trovare un'abitazione a un prezzo sostenibile è diventato sempre più difficile.
Acquistare è fuori dalla portata di molti. Affittare, soprattutto nelle grandi
città e nei territori a maggiore pressione abitativa, può significare destinare
una parte enorme del proprio reddito alla casa. La sinistra ha davanti una
questione politica che non può più lasciare sullo sfondo: rendere nuovamente
accessibile la casa. Da qui nasce una petizione: La casa per tutti. L'idea è
semplice: non limitarsi a costruire nuove abitazioni, ma rimettere in circolo
quelle che già esistono. Meno tasse sulla prima casa, escluse quelle di lusso.
Una fiscalità più favorevole per chi affitta stabilmente a famiglie e studenti.
Al contrario, una maggiore imposizione per le abitazioni lasciate sfitte o
destinate agli affitti brevi nei territori in cui la domanda supera
strutturalmente l'offerta. Perché una casa vuota in un territorio che perde
popolazione non è la stessa cosa di una casa vuota a Milano, Roma o Napoli. Non
si tratta di punire chi possiede una casa. Si tratta di rendere fiscalmente più
conveniente metterla a disposizione di chi cerca casa che tenerla fuori dal
mercato. E c'è anche una ragione ambientale: prima di costruire nuovo cemento,
utilizziamo meglio ciò che abbiamo già costruito. La destra ha saputo
trasformare sicurezza e immigrazione in grandi questioni politiche. La sinistra
può fare altrettanto con una questione che tocca concretamente la vita di
milioni di persone: la casa. Non una promessa irrealistica. Una proposta
semplice: più case disponibili, meno pressione sugli affitti, meno consumo di
suolo.
Firma la
petizione "La casa per tutti" e aiutami a farla conoscere. Perché una
casa deve tornare a essere, prima di tutto, un luogo in cui vivere.
https://c.org/fwCR2TfRZh
Giuseppe Cerullo
