Joppolo ’76, tra memoria, amicizia e valori di una generazione: la recensione della giornalista-scrittrice Angela Mallardo
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| Angela Mallardo |
per quelli della nostra generazione, la lettura di
questo tuo “diario di viaggio” a Joppolo è stato un dolce risveglio dei ricordi
sopiti, una luce che ha riacceso quelle immagini sfocate riposte con devozione
nei meandri della memoria.
La potenza descrittiva del tuo racconto, che si avvale
di metafore e sonorità onomatopeiche, si nutre di un’abile ricerca lessicale in
grado di suscitare tutte le percezioni sensoriali vissute dai protagonisti,
unite a quel sesto senso che è il “sentire emotivo”, una grammatica dei
sentimenti di struggente spessore.
Volendolo inserire in una cornice
“antropologico-culturale”, il vostro è stato un vero e proprio “rito di
passaggio”, un frangente di vita in cui ciò che eravate alla partenza ha
lasciato il posto, al ritorno, a persone “altre”, come una crisalide che schiude
una creatura nuova, figlia della metamorfosi.
Un’altra riflessione è nata dalla consapevolezza dello
scopo: la tua storia, consegnata alla Storia, non si limita a rievocare
l’atmosfera della prima vacanza in autonomia di un manipolo di giovanissimi
amici, ma delinea un tempo in cui esistevano “valori” che possono apparire
desueti, ma che erano i pilastri di un Sistema Educativo che oggi è
visibilmente in affanno.
Altrettanto evidente è il richiamo al sentimento
identitario di appartenenza al proprio “paese”, un legame imprescindibile più
volte evocato come fonte di benessere, fattore che ha ancorato questo romanzo
ai caratteri della “paesologia”, un movimento di pensiero che elegge i piccoli
centri a “piccole patrie” da tutelare e valorizzare come ambiente e come
comunità mediante uno sguardo nuovo capace di coglierne bellezza e virtù
nascoste.
L’attenzione e la capacità di ascolto dei territori di
provincia e della vita vibrante che li popola, nel tuo racconto si affida molto
alla scrittura che diventa il filo conduttore dell’idea narrativa.
Nel campeggio di Joppolo si scrive molto! E ovviamente
si scrive a mano su carta! Lettere quotidiane, appunti di viaggio, dediche
d’amore… destinate a sfidare i decenni, con la loro romantica solidità, la loro
autentica forza esistenziale, il loro pregio stilistico.
Un invito a recuperare la leggerezza e la meraviglia
del pensiero che si fa testo, dell’idea che si fa materia e del racconto che
prende corpo nell’immaginazione, fissati attraverso medium eterni contrapposti
all’effimera consistenza della messaggistica attuale.
Coprotagonista insieme alla scrittura è anche la
musica tra i giovani di Joppolo: quanti brani impegnativi dei Beatles e di
Guccini, solo per citarne alcuni, hanno risuonato nelle calde serate di quella
memorabile vacanza…
L’Io narrante che affida alla scrittura diaristica e
alle armonie di una chitarra la nitida ed affascinante fotografia di due
settimane (forse le più importanti) della sua vita, offre anche ai giovani
contemporanei la visione di una Umanità ancora possibile se si accoglie
l’invito a vivere le relazioni con la semplicità, la poesia e la gentilezza dei
ragazzi di Joppolo ’76.
Ti auguro di continuare a pubblicare tutti gli scritti
che hai collezionato negli anni con la stessa passione per l’arte che
contraddistingue da sempre le tue esperienze creative.
Angela Mallardo, giornalista-scrittrice
Paolo Ferrillo, l’autore del libro Joppolo ‘76
Grazie Angela Mallardo,
per aver letto il mio romanzo con uno sguardo così attento e profondo.


