Nando Fioretto, il cervello calvizzanese che aiuta l’America a costruire la rete elettrica del futuro
Lo scienziato di origini calvizzanesi
scelto dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti per guidare un progetto
della Genesis Mission. Un nuovo straordinario riconoscimento internazionale per
un talento che da anni porta nel mondo il nome e le radici della sua terra
C’è anche un pezzo di Calvizzano nella grande sfida
scientifica americana per costruire le reti elettriche del futuro. Quel pezzo
porta il nome di Ferdinando “Nando” Fioretto, scienziato di origini
calvizzanesi e professore di informatica alla University of Virginia School of
Engineering and Applied Science.
La notizia arrivata dagli Stati Uniti è di quelle che
riempiono d’orgoglio una comunità intera: Fioretto è stato scelto per guidare
un importante progetto di ricerca nell’ambito della Genesis Mission del
Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, la nuova grande iniziativa
nazionale che mette insieme intelligenza artificiale, calcolo ad alte
prestazioni e competenze scientifiche per affrontare alcune delle più
importanti sfide strategiche del Paese.
Il progetto affidato al ricercatore si intitola “From
Static to Adaptive Grids: Autonomous Topology Control at Scale” e punta
a sviluppare metodi basati sull’intelligenza artificiale per consentire alle
reti elettriche di adattarsi autonomamente alle condizioni che cambiano. Un
incarico di enorme prestigio che conferma, ancora una volta, il livello
raggiunto da Fioretto nel panorama internazionale della ricerca
sull’intelligenza artificiale e sui sistemi complessi.
Dietro il titolo apparentemente tecnico del progetto c’è una sfida destinata ad avere conseguenze molto concrete sul futuro dell’energia. Le reti elettriche sono sistemi estremamente complessi: cambiano continuamente la domanda di energia, la produzione e le condizioni operative. La crescente presenza delle fonti rinnovabili rende inoltre necessario disporre di infrastrutture sempre più flessibili e capaci di reagire rapidamente. Il gruppo guidato da Fioretto lavorerà proprio su questo punto: sviluppare strumenti di intelligenza artificiale capaci di controllare autonomamente la configurazione delle reti elettriche, consentendo loro di modificarsi dinamicamente, migliorare la propria resilienza e funzionare in maniera più efficiente. In altre parole, si vuole passare da reti sostanzialmente statiche a reti intelligenti e adattive, capaci di rispondere autonomamente alle nuove esigenze energetiche. È una frontiera nella quale informatica, intelligenza artificiale ed energia si incontrano. E proprio su questa frontiera oggi lavora uno scienziato che affonda le proprie radici a Calvizzano.
278 progetti per una sfida scientifica
senza precedenti
Il prestigio dell’incarico emerge ancora più
chiaramente considerando le dimensioni della Genesis Mission. Il Dipartimento
dell’Energia degli Stati Uniti ha selezionato 278 progetti, scelti nell’ambito
di quella che l’agenzia ha definito la più grande risposta nella propria storia
a un’opportunità di finanziamento. I progetti coinvolgono università, laboratori
nazionali, aziende e organizzazioni non profit distribuiti in tutti i 50 Stati
americani. I gruppi di ricerca lavoreranno su settori strategici che
comprendono sistemi energetici, calcolo avanzato, materiali, energia nucleare e
ingegneria. I partecipanti avranno inoltre accesso alla Genesis Mission
Platform, che riunisce modelli avanzati di intelligenza artificiale, sistemi di
agenti AI e risorse di calcolo ad alte prestazioni provenienti dai laboratori
nazionali del Dipartimento dell’Energia e dai suoi partner industriali. (Fonte Università
della Virginia Engineering). In questo straordinario contesto scientifico c’è
dunque anche il nome di Ferdinando Fioretto.
Un talento che Calvizzano aveva già
riconosciuto
Per la comunità calvizzanese, però, quello di Nando
Fioretto non è un nome nuovo.
Molto prima che arrivassero gli incarichi prestigiosi
e i riconoscimenti internazionali, Calvizzano aveva già intuito il valore di
quel giovane ricercatore. Nel 2017, il Comitato del Premio Culturale Città di
Calvizzano lo proclamò Personaggio dell’anno, riconoscendone il rigore
dell’impegno civile e la dedizione allo studio e alla ricerca. Un
riconoscimento che assume oggi un significato particolare, alla luce della
strada percorsa da allora. Nello stesso periodo arrivò anche il prestigioso
Premio per Neo Dottori di Ricerca dell’Associazione Italiana di Intelligenza
Artificiale (AI*IA), intitolato a Marco Cadoli. La sua tesi di dottorato,
“Exploiting the Structure of Distributed Constraint Optimization Problems”,
sviluppata nell’ambito di un programma congiunto tra l’Università di Udine e la
New Mexico State University, affrontava già temi legati alla comunicazione
intelligente tra sistemi complessi, con applicazioni alle smart city e alle
smart grid energetiche. Era, in qualche modo, già scritto nel suo percorso
scientifico il futuro che oggi sta contribuendo a costruire.
Dalle smart grid alla genesis mission
La distanza tra quella giovane ricerca e il progetto
che oggi gli Stati Uniti gli affidano è grande, ma il filo conduttore è
evidente. Allora Fioretto studiava come rendere più intelligente la
comunicazione tra sistemi complessi. Oggi lavora per rendere intelligente una
delle infrastrutture più importanti della società moderna: la rete elettrica. L’intelligenza
artificiale diventa così lo strumento attraverso il quale sistemi estremamente
complessi possono essere ottimizzati, coordinati e resi più resilienti.
È questa la forza della ricerca di Fioretto: non
fermarsi alla teoria, ma cercare applicazioni capaci di incidere concretamente
sulla vita delle persone e sul funzionamento delle infrastrutture del futuro.
Una carriera costruita tra Italia e Stati
uniti
Il percorso di Nando Fioretto è quello di un talento
che ha saputo trasformare studio, ricerca e determinazione in una carriera
internazionale. La sua formazione si è sviluppata tra l’Italia e gli Stati
Uniti, fino alle esperienze in importanti realtà accademiche americane. Ha
lavorato all’Università del Michigan e al Georgia Institute of Technology, è
stato docente alla Syracuse University e oggi insegna alla University of
Virginia. Nel frattempo la sua attività scientifica si è consolidata nei campi
dell’intelligenza artificiale, dell’ottimizzazione e della gestione di sistemi
complessi. Un percorso che lo ha portato progressivamente ai vertici della
ricerca internazionale. E proprio nel 2026 la University of Virginia ha
registrato anche la sua promozione al ruolo di Associate Professor of Computer
Science, effettiva dal 25 agosto.
Il Mario Gerla Award, un altro
riconoscimento di prestigio
Nel 2021 era arrivata un’altra importante
consacrazione internazionale. Fioretto fu selezionato dall’Italian Scientists
and Scholars in North America Foundation – ISSNAF tra i giovani scienziati
italiani di particolare rilievo operanti in Nord America. In quell’occasione
gli venne assegnato il prestigioso “Mario Gerla” Award for Research in Computer
Science, dedicato alla memoria del professor Mario Gerla, importante figura
dell’informatica internazionale. Un premio che contribuì a consacrare
definitivamente il suo nome nel panorama degli scienziati italiani affermatisi
negli Stati Uniti.
Nelle sue vene scorre sangue calvizzanese
Dietro il professore, il ricercatore e lo scienziato
che oggi lavora negli Stati Uniti c’è però una storia familiare che parte da
Calvizzano. Ferdinando Fioretto è figlio di Biagio Fioretto e Anna Ferrillo,
famiglie legate alla comunità calvizzanese. Nando è cresciuto in Puglia e ha
costruito la propria formazione e la propria carriera tra l’Italia e gli Stati
Uniti, ma le proprie radici non sono mai state dimenticate.
È questa la parte più bella della sua
storia.
Perché il successo di Fioretto non è soltanto quello
di un brillante scienziato italiano che ha trovato negli Stati Uniti le
condizioni per esprimere pienamente il proprio talento. È anche la storia di un
figlio di emigranti culturali, se così si può dire, che ha portato con sé il
patrimonio umano e familiare della propria terra e lo ha trasformato in una
presenza internazionale. Oggi il suo nome compare accanto a quello di
ricercatori e istituzioni impegnati nelle grandi sfide scientifiche del nostro
tempo.
E in quella storia, tra le prestigiose università
americane e i laboratori della ricerca più avanzata, c’è anche Calvizzano.
