Marano, nella frazione San Marco furono portate alla luce diverse statue di epoca romana

 Dal libro del giornalista-scrittore Enzo Savanelli sulla storia e le tradizioni di Marano

Dama
Quasi nessuno lo sapeva, ma, come già detto, nel 1911 furono fatti scavi abusivi durante i quali vennero alla luce a San Marco, nel fondo Ritiro o Croce Sant’Angelo (che all’epoca apparteneva all’opera Pia S. Maria delle Grazie) due grosse statue di grandezza naturale di un certo Dama e sua moglie Terzia. Dopo tre generazioni, ricostruendo l’episodio di cui se n’erano perse le tracce, siamo riusciti a ritrovare tali statue che pur non essendo stupende, anzi quella maschile ha la testa in pessimo stato, pur tuttavia ancora affascinano per la mestizia e la fierezza con la quale il calcare che le compone (infatti non sono di marmo) ha saputo prima affrontare per secoli l’azione erosiva dell’acqua e della terra e poi l’insulto dell’oblio in cui erano state per tantissimo anni confinate nell’enorme deposito del Museo Archeologico di Napoli, nel quale una mattinata di maggio del 1986 siamo riusciti a individuarle e fotografarle.  E’ facile immaginare che l’artista che le ha scolpite si sia ispirato sicuramente alla bella statua di Eumachia la cui posa è identica a quella di Terzia.

Dama

Dama era nato a Capri ed un tempo era schiavo di Malchione (anch’egli, a sua volta, schiavo dell’imperatore Giulio Cesare Auguso e poi reso libero). In seguito era stato affrancato ed era diventato abbastanza ricco da possedere degli schiavi personali e schiave che aveva reso liberi ed ai quali, oltre che alla moglie ed a se stesso, innalza il mausoleo.

Terzia

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