A Marano un immobile confiscato alla
criminalità diventa uno spazio per costruire autonomia, socialità e futuro.
Dopo quattro anni di impegno, Autismo Sociale APS ETS ottiene la concessione di
via Castelbelvedere 60
Quattro anni di impegno, una comunità di famiglie, un
progetto nato dall’amore per i propri figli e finalmente una casa dove
trasformare le idee in realtà.
È una bella storia di partecipazione, inclusione e
rinascita quella che arriva da Marano, dove un bene confiscato alla criminalità
organizzata è stato assegnato ad Autismo Sociale APS ETS, l’associazione nata
dall’impegno di un gruppo di genitori di ragazzi autistici. Il Comune di Marano
ha approvato la convenzione per la concessione gratuita dell’immobile di via
Castelbelvedere 60, destinandolo alla realizzazione del progetto presentato
dall’associazione per lo sviluppo dell’autonomia e dell’inclusione sociale
delle persone adulte con disturbo dello spettro autistico.
Un traguardo che ha un significato speciale perché
arriva dopo un percorso iniziato nel 2022.
Quattro anni fa una richiesta, oggi una
risposta
Quando Autismo Sociale muoveva i primi passi, la sede
era ancora provvisoria e l’associazione era composta da un gruppo di genitori
accomunati dalla stessa esigenza: costruire per i propri figli un futuro fatto
di opportunità, relazioni e autonomia. Già allora il presidente Sabatino De
Blasio aveva indicato una strada precisa: trovare un bene confiscato sul
territorio nel quale realizzare le attività dell’associazione. Una richiesta
che oggi trova finalmente una risposta concreta.
Il bene di via Castelbelvedere, assegnato al Comune
dall’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni
Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata, potrà così vivere una
nuova stagione.
Non più soltanto un immobile, ma uno spazio al
servizio delle persone e delle famiglie.
Quando la legalità diventa inclusione
C’è anche un forte valore simbolico nella destinazione
scelta. Un patrimonio sottratto alla criminalità organizzata viene restituito
alla collettività e trasformato in un luogo nel quale costruire autonomia e
inclusione. È esattamente la visione che Autismo Sociale aveva raccontato già
nel gennaio 2024, quando parlava dei beni confiscati come di possibili “simboli
di rinascita sociale e avamposti di legalità”. Oggi quella visione prende forma
concreta a Marano.
Il futuro dei ragazzi al centro del
progetto
Al centro dell’iniziativa ci sono i ragazzi e le loro
famiglie. L’associazione è nata con l’obiettivo di accompagnare i giovani
adulti con disturbo dello spettro autistico anche nella fase successiva alla
maggiore età, creando occasioni di socializzazione, partecipazione e sviluppo
dell’autonomia. È il grande tema del “dopo di noi”, che per tante famiglie
rappresenta soprattutto una domanda sul futuro. Autismo Sociale ha scelto di
affrontarla costruendo una risposta nel presente: fare rete, creare opportunità
e preparare percorsi che mettano al centro la persona. Via Castelbelvedere
potrà diventare proprio questo: un luogo dove incontrarsi, imparare,
condividere esperienze e sviluppare nuove possibilità.
Un risultato che appartiene a tutta la
comunità
La procedura avviata dal Comune si è conclusa con la
valutazione delle proposte da parte della commissione esaminatrice e con
l’individuazione del progetto presentato da Autismo Sociale APS ETS. La
determinazione del 22 settembre 2026 approva quindi la convenzione per la
concessione gratuita dell’immobile e apre ufficialmente una nuova pagina per
l’associazione. Per i genitori che hanno iniziato questo percorso quattro anni
fa è un momento importante. Ma soprattutto è l’inizio di qualcosa di ancora più
grande. Perché una sede non è soltanto un luogo fisico. È il punto di partenza
per costruire attività, relazioni e opportunità. E in questo caso c’è qualcosa
in più: un bene confiscato diventa un bene per tutti.
Diventa uno spazio nel quale la legalità incontra la
solidarietà, dove l’impegno delle famiglie incontra quello delle istituzioni e
dove un progetto nato dalla volontà di alcuni genitori può trasformarsi in una
risorsa per l’intero territorio.
Autismo Sociale ha finalmente la sua casa. E da questa
casa può cominciare un nuovo percorso di autonomia, inclusione e futuro.
