Marano-Calvizzano. Alveo del Carmine, l’inferno dei liquami non si ferma

 Scarico reflui fognari: il video di Gaetano Acri, attivista di Sinistra Italiana, girato il 1° settembre 2026 alle ore 9.00

Nuovo sopralluogo con gli attivisti di Sinistra Italiana: “va fermato questo scempio”. Da anni si susseguono controlli, sanzioni e intimazioni, ma nel vallone continuano a scorrere liquami provenienti dal versante maranese. La soluzione potrebbe essere un nuovo collettore collegato all’adduttore di via Adda.

Video con gli interventi di Braibanti-Fanelli-Di Maro

Un ruscello di liquami continua a scorrere nell’Alveo del Carmine, tra Marano e Calvizzano. Un corso che non dovrebbe esserci, perché in quel solco naturale dovrebbe defluire esclusivamente l’acqua piovana. E invece, ancora oggi, il vallone è attraversato da scarichi maleodoranti che rendono l’aria irrespirabile.

Siamo tornati sull’Alveo del Carmine ieri, 1 settembre 2026, insieme agli attivisti di Sinistra Italiana, per documentare nuovamente una situazione che si trascina da anni e che, nonostante i provvedimenti adottati in passato, non è stata ancora risolta.

Una sponda del vallone insiste sul territorio di Marano, mentre l’altra ricade in quello di Calvizzano. Gli scarichi di liquami che alimentano il corso, tuttavia, provengono dal versante maranese. Già alcuni anni fa, l’Ufficio tecnico del Comune di Marano aveva individuato e sanzionato una parte degli autori degli sversamenti abusivi. Ai proprietari di alcune abitazioni era stato inoltre intimato di eliminare gli scarichi illeciti attraverso la realizzazione di pozzi a tenuta. Provvedimenti importanti, ma evidentemente non sufficienti a mettere la parola fine al problema. Oggi, infatti, il fenomeno degli sversamenti appare ancora evidente. Nel solco naturale continua a scorrere un corso perenne di liquami, mentre il cattivo odore, soprattutto in alcuni punti, è costante e insopportabile.

Una fogna a cielo aperto

La denuncia degli attivisti è netta: non è più possibile limitarsi a intervenire sugli effetti del problema. Occorre affrontarne definitivamente la causa.

“Va fermato questo scempio”, è il messaggio rilanciato durante il sopralluogo. L’Alveo del Carmine non può continuare a essere trasformato in una sorta di fogna a cielo aperto, con conseguenze evidenti sul decoro, sull’ambiente e sulla vivibilità dell’area. La strada da percorrere potrebbe essere quella di un intervento strutturale sulla rete fognaria, attraverso la realizzazione di un collettore capace di intercettare gli scarichi e convogliarli correttamente. Tra le ipotesi c’è il possibile innesto nell’adduttore di via Adda. Una soluzione che, se tecnicamente percorribile, permetterebbe di sottrarre finalmente l’alveo alla funzione impropria che gli è stata di fatto attribuita. La richiesta, dunque, è quella di un intervento deciso da parte degli enti competenti, con nuovi controlli sugli scarichi e, soprattutto, con la realizzazione delle infrastrutture necessarie a risolvere definitivamente il problema. Dopo anni di sopralluoghi, multe e ordinanze, l’Alveo del Carmine ha bisogno di una soluzione definitiva. E soprattutto ha bisogno che gli scarichi provenienti dal versante maranese (non risulterebbero sversamenti dal lato di Calvizzano, almeno sulla parte del sopralluogo) vengano finalmente intercettati e convogliati nella rete fognaria, restituendo al vallone la sua funzione naturale.

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