Marano. Alla Ranucci l’anno scolastico si inaugura con il cuore: il messaggio della dirigente Antonietta Guadagno commuove la scuola
Un’inaugurazione dell’anno scolastico che ha avuto il
sapore di un abbraccio collettivo. Alla scuola primaria Ranucci, parte
dell’Istituto Comprensivo “Amanzio-Ranucci-Alfieri”, il nuovo anno è iniziato
nel segno delle emozioni, dell’educazione come responsabilità condivisa e,
soprattutto, dell’attenzione alla persona.
A rivolgersi agli alunni, alle famiglie e al personale
scolastico è stata la dirigente scolastica Antonietta Guadagno, con un discorso
capace di andare oltre i tradizionali auguri di buon anno. Parole semplici, ma
profonde, rivolte innanzitutto ai bambini e ai ragazzi, ai quali la dirigente
ha affidato un messaggio che tocca uno dei temi più delicati del percorso
scolastico: il rapporto con il voto e con il proprio valore personale.
“Ragazzi, vi auguro oltre a un buon anno scolastico di
non misurare il vostro valore attraverso un voto. Un voto non può raccontare
quanto è grande la vostra persona. Voi siete più di un voto”.
Un concetto che racchiude una precisa idea di scuola:
un luogo nel quale valutare significa certamente misurare apprendimenti e
competenze, ma nel quale nessun numero può definire interamente la persona che
sta crescendo. E proprio agli adulti che accompagnano questo percorso, la
dirigente ha ricordato una responsabilità altrettanto importante: “noi abbiamo
il dovere di accompagnarvi senza sostituirci a voi”.
La scuola, nelle parole della Guadagno, non è dunque
soltanto il luogo nel quale si trasmettono conoscenze, ma una comunità chiamata
a prendersi cura della crescita dei suoi studenti.
“Questa scuola – ha continuato - oggi non inaugura
solo un anno ma inaugura una promessa: che continueremo a prenderci cura della
qualità dell’istruzione”.
Una promessa rivolta ai ragazzi, ma anche alle loro
famiglie. La dirigente ha voluto infatti ringraziare in modo particolare i
genitori, ricordando come l’educazione non possa essere affidata a una sola
componente.
“Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio
e in primis voglio dire grazie alle famiglie perché affidate alla scuola ciò
che per voi è più prezioso”.
Da qui il richiamo alla collaborazione tra scuola e
famiglia: due realtà che, secondo la dirigente, non possono “percorrere
strade separate”. Educare, ha sottolineato, è una responsabilità che
coinvolge tutti.
Poi il passaggio dedicato ai docenti. Un
ringraziamento particolare, pronunciato con una partecipazione emotiva che non
è passata inosservata.
“Gli insegnanti non devono essere lasciati soli, la
loro autorevolezza è un bene pubblico, è un pilastro della nostra democrazia”.
Ed è stato proprio in quel momento che la voce e
l’emozione della dirigente hanno raccontato qualcosa che andava oltre le
parole. La Guadagno si è commossa mentre ringraziava gli insegnanti. Dalla
platea è partito un lungo e fragoroso applauso, quasi una risposta spontanea a
un rapporto umano e professionale costruito nel tempo.
Un momento particolarmente significativo per una
dirigente che, negli anni, ha legato il proprio nome alla scuola maranese.
“Una vita per la scuola”
A raccontare il lato più umano di Antonietta Guadagno
era stato già qualche anno fa un articolo pubblicato dal periodico L’Attesa e
ripreso nel 2023 da Mimmo Rosiello. Il ritratto che emergeva era quello di una
dirigente schiva, lontana dalla ricerca della visibilità, profondamente legata
alla sua professione e alla comunità scolastica.
Già allora alcuni docenti la descrivevano come una
persona capace di coniugare autorevolezza e umiltà, competenza professionale e
attenzione alle persone. Un’immagine sintetizzata dalla stessa Guadagno con una
frase di disarmante semplicità, quando alla domanda sul perché del grande
affetto che la circondava rispose: “non lo so. Ritengo solo di essere una
persona normale che fa cose normali”.
Ed è forse proprio questa normalità, fatta di presenza
quotidiana, dedizione e attenzione agli altri, ad aver costruito nel tempo un
legame così forte con il mondo della scuola. Il vecchio articolo raccontava di
una dirigente spesso tra le prime ad arrivare a scuola e tra le ultime ad
andare via, di una professionista profondamente coinvolta nei problemi
dell’istituzione che dirigeva e, soprattutto, di una persona attenta alle difficoltà
degli altri. A distanza di anni, quelle parole sembrano trovare una nuova
conferma nel modo in cui la Guadagno ha scelto di inaugurare questo nuovo anno
scolastico: non mettendo al centro se stessa, ma i bambini, le famiglie e gli
insegnanti. E proprio quel lungo applauso finale rivolto ai docenti ha
restituito l’immagine di una comunità scolastica che si riconosce in valori
come rispetto, collaborazione e cura. Alla Ranucci, dunque, il nuovo anno
scolastico è iniziato con una promessa che va oltre il calendario e le lezioni:
ricordare a ogni ragazzo che il proprio valore non può essere racchiuso in un
voto e che educare significa camminare insieme, senza lasciare indietro
nessuno.
