L’admin di Agorà Calvizzano Gennaro Ricciardiello rilancia Elisa Chimenti: “l’underdog della cultura che può riscattare Calvizzano”

                                             

Un’intervista, un’identità da riscoprire e una proposta per cambiare paradigma partendo dalla scuola e dalla toponomastica

Questa intervista vale più di tremila murales e duemila panchine”. È con queste parole che Gennaro Ricciardiello, amministratore del gruppo social Agorà Calvizzano, ha commentato l’intervista della prof.ssa Camilla Maria Cederna, studiosa di Elisa Chimenti, figura straordinaria quanto dimenticata della cultura mediterranea del Novecento. Le sue parole non sono solo un elogio, ma un manifesto, una chiamata all’azione per un intero paese.

Elisa Chimenti, scrittrice, pedagogista, mediatrice culturale ante litteram, è stata una pioniera della comprensione tra mondi che oggi sembrano sempre più distanti: l’islamico, l’ebraico e il cristiano. In un’epoca in cui la storia scolastica continua a celebrare imperatori, conquistatori e figure legate alla violenza e alla sopraffazione, Chimenti rappresenta una voce fuori dal coro. Eppure, proprio per questo, attualissima.

La lezione di una donna “in anticipo sui tempi”

Ricciardiello lo dice chiaramente: “È paradossale professare una pretesa civiltà quando si studiano i vari Cesari mentre personaggi come Elisa Chimenti vengono pressoché cancellati dalla storia”.

La sua proposta, che merita ascolto e approfondimento, è quella di fare di Elisa Chimenti il simbolo di un cambio di paradigma culturale, partendo dall’insegnamento scolastico. Una didattica che non impone una supremazia culturale o religiosa, ma che costruisce ponti, partendo dall’umanità per arrivare alla spiritualità – non il contrario.

Da Calvizzano al mondo: il potere della toponomastica

Il legame tra Elisa Chimenti e Calvizzano, sottolineato da Ricciardiello con la metafora calcistica del “cross in area che non si può non mettere in rete”, è un’occasione preziosa per un piccolo comune di raccontarsi in un modo diverso.

Basta con il solito “tra Marano e Giugliano”. Calvizzano può affermare la propria identità scegliendo come simbolo una figura che incarna i valori della pace, della cultura, dell’integrazione.

Ecco perché Ricciardiello propone non solo una via, ma l’intitolazione della piazza centrale del paese a Elisa Chimenti, al posto di un monarca che – dice con forza – “non rappresenta il Sud, figuriamoci Calvizzano”. Un gesto forte, identitario, capace di restituire senso alla memoria collettiva.

Un forum per rilanciare il pensiero di Chimenti

L’altra proposta lanciata è quella di un forum permanente su Elisa Chimenti, come laboratorio culturale e didattico aperto alle scuole, ai cittadini e agli studiosi. Un’iniziativa che metta in discussione i canoni obsoleti dell’educazione e della narrazione storica, per dare spazio a figure che hanno promosso l’incontro, il dialogo, il rispetto.

In un tempo in cui le comunità cercano nuove radici e nuovi simboli per definirsi, Calvizzano ha la possibilità di scegliere una via diversa. Una via che parte da una donna dimenticata dai manuali, ma in grado di indicare una direzione nuova.

Dare spazio a Elisa Chimenti significa fare cultura, ma anche fare giustizia.

E soprattutto, significa ridare a Calvizzano una voce propria, riconoscibile, orgogliosa.

Una voce che non ha bisogno di collocarsi “fra Marano e Giugliano”, ma che può dire semplicemente: “Siamo da qui, da dove parte il cambiamento”.

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