Nel 2020, l’ex sindaco Pirozzi aveva promesso di riportare un istituto superiore sul territorio e di attivarsi per raggiungere l’obiettivo. Nel 2024 Calvizzanoweb lanciò un appello: “le promesse non bastano più, servono i fatti”. Oggi, dopo la vittoria elettorale di Noi X Calvizzano e l’elezione a sindaco di Luciano Borrelli, lo stesso obiettivo è nuovamente scritto nel programma amministrativo. Ma c’è un dato che rende questa sfida ancora più importante: Calvizzano è l’unico Comune del comprensorio giuglianese a non avere un istituto di istruzione superiore. Un gap che il territorio non può più permettersi e che la nuova amministrazione è chiamata a colmare
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| Nelle foto in alto e in basso, le due zone di via Peep (indicata nel puc come via Bachelet) destinate a Istruzione Scolastica (IS) |
La
storia dell’istituto superiore a Calvizzano non nasce oggi
Era già uno degli impegni contenuti nel programma elettorale con il quale l’ex sindaco Giacomo Pirozzi si presentò alle elezioni del 2020: riportare sul territorio calvizzanese un istituto di istruzione superiore e attivarsi per raggiungere questo obiettivo. Un impegno che, negli anni successivi, non si è però trasformato nella realizzazione di una nuova scuola superiore. Ed è proprio per questo che nell’ottobre del 2024 Calvizzanoweb decise di rilanciare la questione, rivolgendosi agli amministratori e ai politici del territorio con un messaggio inequivocabile: “le promesse non bastano più, servono i fatti”. All’epoca Calvizzano era amministrata da Pirozzi e Luciano Borrelli era consigliere comunale e, contemporaneamente, consigliere della Città Metropolitana di Napoli, l’ente sovraordinato competente per la programmazione e l’edilizia scolastica degli istituti superiori. L’appello partiva da una considerazione precisa: le condizioni per cominciare a lavorare concretamente al progetto non sembravano mancare. Il Piano urbanistico approvato nel giugno 2020 dai Commissari straordinari prevede infatti aree del territorio destinate all’istruzione scolastica. Tra quelle più ampie figurano quelle situate lungo via Peep, nell’area che collega le zone cooperative di via Aldo Moro e via Nenni. C’era quindi, almeno sul piano urbanistico, una possibile base dalla quale partire. Ma per trasformare un’area individuata dal piano urbanistico in una scuola occorrono atti amministrativi, progettazione, programmazione e soprattutto un interlocutore istituzionale disposto a sostenere il progetto. Nel 2024 Calvizzanoweb sottolineava proprio la necessità di predisporre una progettazione adeguata per poter successivamente intercettare eventuali finanziamenti pubblici, comprese le risorse allora disponibili o quelle che sarebbero state messe a disposizione attraverso i successivi strumenti di programmazione. Un gap che Calvizzano deve colmare
La
questione, però, non riguarda soltanto la realizzazione di un nuovo edificio
scolastico.
Calvizzano si
trova infatti in una posizione particolare rispetto al territorio circostante:
è l’unico Comune del comprensorio giuglianese a non disporre di un istituto di
istruzione superiore. Questo significa che ogni anno numerosi ragazzi
calvizzanesi sono costretti a frequentare le scuole superiori nei Comuni viciniori,
con inevitabili spostamenti quotidiani. La presenza di un istituto superiore
sul territorio avrebbe quindi una duplice valenza: da un lato offrire ai
giovani calvizzanesi una possibilità formativa direttamente nel proprio Comune;
dall’altro rafforzare il ruolo di Calvizzano all’interno del comprensorio,
contribuendo a colmare un evidente divario rispetto ai Comuni circostanti. Non
si tratta, dunque, soltanto di costruire una scuola. Si tratta di eliminare un
gap territoriale che dura da troppo tempo.
Due
programmi elettorali, sei anni di distanza
Oggi il quadro
politico è cambiato. Alle elezioni amministrative del maggio 2026 la lista Noi
X Calvizzano ha conquistato il Comune e Luciano Borrelli è stato eletto
sindaco. E nel programma elettorale della nuova amministrazione compare
nuovamente l’obiettivo dell’istituto superiore. Il passaggio è particolarmente
significativo: “sono ormai maturi i tempi per cercare di portare sul territorio
di Calvizzano un Istituto di Istruzione scolastica superiore”.
Il programma
evidenzia la crescita demografica di Calvizzano e individua nella possibile
pianificazione urbanistica di un’area da destinare a un istituto scolastico,
già prevista dall’attuale strumento urbanistico, una “formidabile opportunità”.
La nuova
amministrazione dichiara inoltre di voler perseguire l’obiettivo “in sinergia
con l’Amministrazione provinciale”, individuando un indirizzo scolastico
coerente con l’offerta formativa dei Comuni vicini. La finalità indicata è
quella di garantire a Calvizzano un’offerta formativa più ampia e completa e,
soprattutto, un istituto scolastico pubblico sul proprio territorio.
Ed
è qui che il passato incontra il presente
Il punto politicamente interessante è proprio questo. Nel 2020 l’istituto superiore era una promessa del programma elettorale di Pirozzi. Nel 2024, dopo anni senza che quella promessa si fosse concretizzata, Calvizzanoweb chiedeva pubblicamente di passare dalle parole ai fatti. Nel 2026, lo stesso obiettivo torna nel programma elettorale della nuova amministrazione guidata da Luciano Borrelli. Ma oggi c’è una differenza sostanziale: Borrelli non è più soltanto il consigliere comunale e metropolitano al quale chiedere di impegnarsi. È il sindaco della città. E questo cambia inevitabilmente il livello della responsabilità politica. Quali dovrebbero essere i primi passi? Se l’obiettivo è realmente quello di portare una scuola superiore a Calvizzano, ora dovrebbe aprirsi una fase operativa. Il primo passo potrebbe essere una ricognizione delle aree previste dal Piano urbanistico, verificandone disponibilità, proprietà, destinazione urbanistica, accessibilità e condizioni per ospitare una struttura scolastica di dimensioni adeguate.
Contestualmente,
sarebbe necessario aprire formalmente il confronto con Città Metropolitana (ci risulta
che già sia stato aperto) per comprendere se e come l’istituto possa essere
inserito nella programmazione dell’edilizia e dell’offerta scolastica
superiore. Poi dovrebbe arrivare la progettazione, con una stima dei costi e
uno studio sulle esigenze formative del territorio. E proprio la scelta
dell’indirizzo scolastico sarà uno dei nodi più importanti. Il programma di
Borrelli parla infatti di un’offerta da coordinare con quella dei Comuni
limitrofi. Sarà quindi necessario capire quali siano gli indirizzi già presenti
nel comprensorio e quali, invece, possano rappresentare una reale integrazione
dell’offerta. Infine, ci sarà la partita dei finanziamenti. Un progetto pronto
e condiviso con gli enti sovraordinati permetterebbe di candidare l’intervento
alle eventuali risorse disponibili, siano esse nazionali, europee, regionali o
della stessa Città Metropolitana.
La
città ora aspetta il cronoprogramma
Dopo sei anni,
però, la questione non può più essere soltanto quella di inserire l’istituto
superiore in un programma elettorale. Calvizzano ha già visto questo obiettivo
scritto nero su bianco nel 2020. Ha visto poi, nel 2024, un appello pubblico
affinché dalle promesse si passasse ai fatti. Oggi lo stesso obiettivo viene
nuovamente assunto dalla nuova amministrazione. E c’è, a nostro avviso, una
ragione in più per accelerare: Calvizzano deve colmare il gap con gli altri
Comuni del comprensorio giuglianese e dotarsi finalmente di una propria scuola
superiore.
Per questo sarebbe interessante che il Comune rendesse pubblico un vero cronoprogramma: individuazione dell’area, studio di fattibilità, interlocuzione con Città Metropolitana, progettazione, individuazione delle possibili fonti di finanziamento e, infine, candidatura dell’intervento. Sarebbe il modo più concreto per capire se questa volta la storia dell’istituto superiore di Calvizzano è destinata a essere diversa. Perché oggi non manca una promessa. Manca ancora, però, il progetto. E la vera sfida per il sindaco Borrelli sarà dimostrare che quella che per anni è stata una promessa elettorale può finalmente diventare una scelta amministrativa e, soprattutto, un’opera concreta per il futuro di Calvizzano. Un’opera capace non soltanto di offrire nuove opportunità formative ai giovani, ma anche di eliminare finalmente quel gap che vede Calvizzano come l’unico Comune del comprensorio giuglianese ancora privo di un istituto superiore.
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| Le due zone di via Peep (via Bachelet nel grafico) destinate a Istruzione |
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| Un'altra zona Istruzione è in via Caduti di Superga, difronte al Palaraffaella |
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| Un'altra area Istruzione si trova nella zona ex Palmentata, nei pressi di via Giotto |




