“Incapace di fare il sindaco”: così lo definì Pirozzi 10 mesi fa. 120 giorni dopo l’elezione, Borrelli governa e convince Calvizzano

 

Quelli eran altri giorni...Borrelli e Pirozzi insieme in una delle edizioni del Calvizzano Festival D'Autore

Sono passati circa dieci mesi da quella frase pronunciata in Consiglio comunale. Era il 25 novembre 2025 quando Giacomo Pirozzi definì Luciano Borrelli “incapace di fare il sindaco”. Una dichiarazione politicamente pesante, soprattutto perché arrivava da un ex sindaco con il quale Borrelli aveva condiviso un’esperienza amministrativa, prima come assessore e poi come vicesindaco. Oggi, a dieci mesi di distanza da quelle parole, lo scenario è completamente cambiato. Nel frattempo Borrelli è diventato sindaco di Calvizzano. E da quando ha conquistato la fascia tricolore sono trascorsi circa 120 giorni. Due periodi di tempo diversi, dunque, che raccontano però la stessa storia: dieci mesi dalla frase di Pirozzi, circa 120 giorni dall’elezione di Borrelli. Ed è proprio dopo questi primi quattro mesi di amministrazione che quella dichiarazione torna inevitabilmente al centro del confronto politico cittadino.

Dalle parole del 2025 al voto del 2026

Quando Pirozzi pronunciò quella frase, Borrelli non era ancora sindaco. Era un esponente della sua precedente amministrazione, con alle spalle l’esperienza di assessore e vicesindaco. Poi sono arrivate le elezioni amministrative e il giudizio è passato dalle parole degli avversari al voto dei cittadini. Borrelli ha conquistato la fascia tricolore con il 68,62% dei voti, imponendosi proprio su Pirozzi. Un risultato molto ampio che ha aperto una nuova fase politica per Calvizzano.

120 giorni di governo

Da quel momento sono trascorsi poco più di quattro mesi, un periodo che consente già di tracciare un primo bilancio, pur senza pretendere di giudicare l’intera consiliatura. E il bilancio di questa prima fase, sotto il profilo politico e amministrativo, appare positivo. Borrelli ha mostrato presenza, impegno e attenzione alla vita del Comune, mantenendo un rapporto diretto con la cittadinanza e seguendo da vicino le questioni amministrative. È apparso, in questi primi mesi, come un sindaco presente e disponibile al confronto, con l’obiettivo di mantenere le porte del Comune aperte ai cittadini.

Un sindaco per tutti

Uno degli aspetti che caratterizzano questa prima fase è la volontà di non trasformare la vittoria elettorale in una divisione permanente tra vincitori e sconfitti. Borrelli ha scelto di proporsi come sindaco di tutta Calvizzano, cercando di ascoltare tutti, indipendentemente dalla posizione assunta durante la campagna elettorale. È anche questo che significa governare una comunità: dopo le elezioni non esistono più soltanto gli elettori di una parte, ma cittadini con problemi, esigenze e aspettative diverse. In questi primi 120 giorni Borrelli ha dato l’impressione di voler interpretare il ruolo proprio in questa direzione.

La risposta a quella frase è arrivata nei fatti

E allora quella frase del 25 novembre 2025, pronunciata dieci mesi fa, assume oggi un significato particolare. Pirozzi aveva sostenuto che Borrelli non fosse capace di fare il sindaco. Dieci mesi dopo, Borrelli non soltanto è diventato sindaco: da circa 120 giorni è chiamato quotidianamente a governare Calvizzano. E, finora, ha dimostrato di saperlo fare. Naturalmente quattro mesi non possono bastare per dare un giudizio definitivo su un’amministrazione. Le sfide che attendono Calvizzano sono numerose e molte delle questioni più importanti richiederanno tempo per essere affrontate e risolte. Ma se l’obiettivo è tracciare il bilancio dei primi 120 giorni, il dato politico che emerge è quello di un’amministrazione partita con presenza, impegno e attenzione alla comunità.

Adesso toccherà ai risultati

Il prossimo passaggio sarà inevitabilmente quello dei risultati concreti. Sarà lo stesso sindaco, come è giusto che sia, a informare la cittadinanza su quanto è stato fatto in questi primi mesi, sulle iniziative avviate e sugli obiettivi che l’amministrazione intende raggiungere. Anche perché il consenso del 68,62% appartiene al giorno delle elezioni. Il governo della città, invece, si misura ogni giorno. E proprio per questo, a distanza di dieci mesi da quella dichiarazione e dopo circa 120 giorni dalla sua elezione, la risposta di Borrelli a Pirozzi sembra essere arrivata nel modo più semplice possibile: non con altre parole, ma con il lavoro da sindaco. La cosa certa è che Borrelli, in questi primi 120 giorni, ha dimostrato di saper governare la città.

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