Fanelli: “La consulta dei disabili che Marano ancora non ha”

 

In questi giorni si è parlato molto di disabilità. Non solo per quanto accaduto a Raffaele a Marano, dove la sua auto è stata data alle fiamme mentre era parcheggiata in uno stallo riservato, ma anche per quanto denunciato da alcuni genitori a Scampia. Episodi diversi, che però pongono la stessa domanda: dove sta andando la nostra società?

Servono sicuramente politiche nazionali, ma i comuni possono e devono fare molto, a partire da due cose concrete. La prima è una comunicazione istituzionale puntuale: sui diritti delle persone con disabilità, sulle misure a cui possono accedere. Per questo ho chiesto maggiore trasparenza anche sull'assistenza domiciliare integrata, sia per gli anziani che per i disabili, perché non tutti sanno di potervi accedere e come accedervi.

La seconda è la partecipazione. Il nostro statuto comunale prevede le consulte, proprio per condividere le scelte con chi vive questi temi ogni giorno, lo Statuto   vale come una Carta Costituzionale per ogni Comune. Ed è qui che la storia si fa amara.

In una precedente consiliatura presentammo diverse mozioni, tra cui una per istituire la consulta dei disabili. L'ex amministrazione portò poi in consiglio comunale il regolamento della consulta, che fu approvato.

Un regolamento approvato, però, non equivale a un organismo attivo. Così, nella consiliatura successiva, a luglio del 2024 presentai una nuova mozione per dare finalmente vita alla consulta, mentre il regolamento esisteva già, andava solo attuato.

Durante quella seduta, alcuni rappresentanti della maggioranza, nello specifico i componenti della commissione politiche sociali, mi chiesero di inserire nella mozione la richiesta di una modifica del regolamento: la mozione sarebbe passata a condizione che la modifica di alcuni articoli arrivasse in consiglio comunale entro settembre 2024. Nonostante le mie sollecitazioni, fatte moltissime volte alla commissione politiche sociali, quella modifica non è mai arrivata: la commissione non ha mai provveduto a modificarla, né a portare in consiglio comunale le proposte che avrebbero dato vita alla consulta.

Da settembre 2024 a settembre 2025, quando il consiglio comunale è stato sciolto, quell'impegno è rimasto lettera morta.

Una consulta dei disabili non è un organismo simbolico. Serve a conoscere le associazioni e le famiglie che lavorano ogni giorno su questi temi, ad ascoltarne i bisogni, a costruire davvero una città inclusiva. È da lì che deve partire anche il piano di eliminazione delle barriere architettoniche, che a mio avviso va inserito come parte integrante del piano urbanistico comunale. Oggi, con la città commissariata, non è a chi amministra in via straordinaria che si può chiedere una visione politica su questi temi. Ma restano temi che riguardano l'idea di città che vogliamo, e dovranno tradursi in azioni concrete che la prossima amministrazione eletta sarà chiamata a mettere in atto fin dal primo giorno a partire da una consulta dei disabili finalmente viva, e non solo scritta su un regolamento.

Perché un regolamento approvato non basta. Una Consulta deve esistere, funzionare e dare voce a chi ogni giorno vive la disabilità.

Comunicato stampa Stefania Fanelli Segretaria Sinistra Italiana Marano

 

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