Due Martina Ferrillo, un solo orgoglio: Calvizzano celebra due scienziate di caratura internazionale

 

Hanno lo stesso nome e cognome, non sono parenti, ma condividono qualcosa di ancora più importante: il talento, la passione per la ricerca e un profondo legame con Calvizzano. Dopo Nando Fioretto, il nostro territorio torna a raccontare due eccellenze della ricerca scientifica: due donne, due percorsi diversi, due carriere di assoluto prestigio che stanno portando il nome di Calvizzano ben oltre i confini nazionali.

La coincidenza è di quelle che non passano inosservate. Martina Ferrillo e Martina Ferrillo sono due scienziate calvizzanesi, entrambe affermatesi in ambito internazionale, ma impegnate in settori differenti della ricerca. Non sono parenti, eppure entrambe rappresentano motivo di grande orgoglio per la comunità. Una è ricercatrice nel campo medico e odontoiatrico presso l’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro; l’altra è fisica e ricercatrice universitaria presso l’Università di Zurigo, uno degli atenei più prestigiosi d’Europa, legato anche alla figura di Albert Einstein.

Due storie diverse, dunque, accomunate da un elemento: la capacità di trasformare studio, sacrificio e passione in risultati scientifici di livello internazionale.

Martina Ferrillo, tra il 2% dei migliori scienziati al mondo

Della prima Martina Ferrillo abbiamo già raccontato, nel settembre 2025, un risultato straordinario: per il secondo anno consecutivo il suo nome è comparso nella prestigiosa classifica World’s Top 2% Scientists, elaborata dalla Stanford University in collaborazione con Elsevier.

Un riconoscimento che inserisce la ricercatrice tra il 2% degli scienziati più citati e influenti al mondo nel proprio settore, all’interno di una platea di milioni di ricercatori.

Il risultato è legato a indicatori rigorosi della produzione scientifica, tra cui citazioni, H-index e altri parametri bibliometrici. Un traguardo che racconta una carriera costruita attraverso anni di studio, ricerca, pubblicazioni e collaborazione con altri studiosi. Martina Ferrillo è ricercatrice presso l’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro. Figlia del geometra calvizzanese Marco Ferrillo e della dottoressa Paola Mariani, stimata dentista con studio a Calvizzano, ha costruito il proprio percorso accademico distinguendosi fin dagli anni universitari. Dopo la Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria con 110 e lode presso l’Università “Luigi Vanvitelli” della Campania, ha conseguito la specializzazione in Ortognatodonzia all’Università di Torino, anche in questo caso con il massimo dei voti. Nel corso degli anni sono arrivati premi nazionali e internazionali, partecipazioni a conferenze in Italia e in Europa e una crescente produzione scientifica. A rendere ancora più prestigioso il percorso familiare è anche il marito, il dottor Alessandro De Sire, docente presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro e professore associato di Medicina Fisica e Riabilitativa dal 2021, anch’egli riconosciuto tra i migliori ricercatori del proprio settore. Nel 2024, inoltre, Martina Ferrillo è stata proclamata Personaggio dell’Anno nell’ambito del Premio Culturale Città di Calvizzano.

La motivazione ne sintetizzava perfettamente il legame con il paese: “Per rigore di impegno civile e di dedizione alla ricerca e allo studio. È nella classifica mondiale dei migliori scienziati in campo medico. Vive a Catanzaro, ma nelle sue vene scorre sangue calvizzanese.”

L’altra Martina Ferrillo e le frontiere della fisica

Ma c’è un’altra Martina Ferrillo, con lo stesso nome e cognome, che ha scelto una strada scientifica completamente diversa: quella della fisica nucleare, subnucleare e particellare.Anche in questo caso siamo di fronte a un percorso accademico di grande rilievo. Dopo il diploma conseguito con il massimo dei voti e la lode al Liceo Segrè di Marano, Martina ha proseguito gli studi all’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove ha conseguito la Laurea Magistrale in Fisica con 110 e lode.

Da Napoli è poi arrivata in Svizzera, dove ha intrapreso un lungo e impegnativo percorso di specializzazione culminato in un dottorato quinquennale in Fisica nucleare e subnucleare presso l’Università di Zurigo. Un cammino internazionale che l’ha portata anche negli Stati Uniti, al Fermilab di Chicago, uno dei più importanti centri mondiali per la ricerca nella fisica delle particelle, e ad Amburgo, in Germania, dove ha potuto ampliare ulteriormente le proprie esperienze scientifiche. All’Università di Zurigo ha inoltre assunto responsabilità accademiche, collaborando all’organizzazione degli esami e alla preparazione e correzione degli elaborati di Fisica e Matematica. Un riconoscimento delle sue competenze e della fiducia che l’ambiente universitario ha riposto nella sua preparazione.

Ma è soprattutto una notizia recentissima ad aver acceso i riflettori sul suo percorso: Martina è risultata vincitrice di un importante progetto di ricerca collegato al CERN di Ginevra, dedicato allo studio delle nuove frontiere della fisica nucleare, subnucleare e particellare.

Un risultato di grande prestigio, ottenuto in un settore altamente competitivo e attraverso un percorso di selezione internazionale. E il suo interesse scientifico guarda anche al futuro: Martina ha infatti sviluppato competenze e interessi nel campo dell’Intelligenza Artificiale, una delle grandi frontiere della ricerca e dell’innovazione contemporanea.

Dopo aver raccontato le eccellenze del nostro territorio e dopo aver celebrato figure come Nando Fioretto, oggi possiamo raccontare due giovani donne che rappresentano un altro volto della nostra comunità: quello della ricerca, dello studio, del merito e dell’ambizione internazionale.

Due Martina Ferrillo, due storie straordinarie, due mondi scientifici lontanissimi tra loro.

Un solo nome sulla carta d’identità, ma soprattutto un unico comune denominatore: Calvizzano.

E quando due figlie della stessa terra arrivano a confrontarsi con la ricerca scientifica ai massimi livelli, il loro successo non è soltanto personale. È anche un motivo per cui un’intera comunità può sentirsi orgogliosa.

 

 

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