Dagli scavi alle classi alla mostra del Levi: Marano riscoprì la sua storia, poi su quel progetto calò il silenzio
Il 30 gennaio 2020 il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico di Marano arrivò nelle aule del Levi grazie a un progetto biennale che coinvolse studenti, docenti, studiosi e istituzioni. I ragazzi diventarono “Ambasciatori Culturali” e “Promotori della Comunità Paesaggi”. Poi, però, quella esperienza sembra essersi fermata a quella mostra. Che fine hanno fatto i materiali e le ricerche realizzate dagli studenti?
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| Il manifesto che annunciava la Mostra del 30 gennaio 2020 |
Dagli scavi alle classi. Dalla storia studiata sui libri alla storia del proprio territorio, quella che si incontra ogni giorno passando davanti a un edificio antico, a un bene architettonico, a una testimonianza del passato. È questo il filo che avevamo già seguito raccontando l’esperienza di Calvizzano con l’articolo “Dagli scavi alle classi, Calvizzano portò la sua storia a scuola”.
Ma anche a pochi chilometri di distanza, a Marano,
c’era stato un progetto che aveva provato a fare qualcosa di molto simile:
portare il patrimonio locale tra i banchi di scuola e affidarne la conoscenza
ai giovani. La data da ricordare è 30 gennaio 2020.
Quel giorno, nell’aula magna dell’Istituto Superiore
Levi di Marano, venne presentata una mostra realizzata al termine di un
progetto biennale dedicato all’educazione al patrimonio culturale, artistico e
paesaggistico locale.
Un progetto finanziato attraverso i fondi europei Pon
2014-2020, nel quale gli studenti non erano semplici spettatori. Furono loro
stessi a illustrare il lavoro svolto e i risultati della ricerca. L’idea era
quella di avvicinare gli studenti alla conoscenza del territorio attraverso la
sua storia e le sue testimonianze.
A seguirli c’erano docenti, coordinatori, studiosi ed
esperti. Tutor del progetto era il professor Antonio Guarino, architetto e
autore di ricerche storico-architettoniche sul territorio maranese. Alla
manifestazione erano inoltre annunciati gli interventi del sindaco Rodolfo
Visconti, dell’assessore alla Pubblica Istruzione e alla Cultura Bianca Perna,
del dirigente scolastico del Levi Franco Porcelli, del direttore della
Biblioteca di Giugliano Emanuele Coppola, degli studiosi di storia locale
Domenico De Luca e Gaetano D’Ischia e del giornalista e scrittore Enzo
Savanelli.
A coordinare le attività Pon erano Michela Conte,
Margherita Lonardo, Maria Grazia Fontanella, Michele Albano, Marco Puzzo e
Diego Ettari. Il progetto aveva ricevuto anche il patrocinio morale e
scientifico del Comune di Marano.
Insomma, attorno a quell’esperienza si era costruita
una rete tra scuola, istituzioni e studiosi del territorio.
“Ambasciatori Culturali” del proprio
territorio
Uno dei momenti centrali della manifestazione fu la
consegna agli studenti degli attestati di “Ambasciatori Culturali” e di
“Promotori della Comunità Paesaggi”.
Una definizione che raccontava bene lo spirito
dell’iniziativa. I ragazzi erano stati chiamati a conoscere il patrimonio del
luogo in cui vivevano per poi raccontarlo.
È proprio questo l’aspetto che oggi merita di essere
ripreso. Perché un progetto sulla storia locale non dovrebbe necessariamente
esaurirsi con la fine delle attività o con la chiusura di una mostra. Le
ricerche degli studenti, le fotografie, i documenti, le schede, gli elaborati e
tutto il materiale prodotto potrebbero costituire una piccola ma preziosa banca
della memoria del territorio.
E dopo quella mostra? Qui nasce la domanda. Che fine
ha fatto quel patrimonio di conoscenze raccolto dagli studenti del Levi? La
manifestazione del 30 gennaio 2020 rappresentò il momento pubblico conclusivo
di un percorso biennale. Ma, almeno nella cronaca di quella iniziativa, non
emerge un successivo sviluppo organico del progetto. Non significa che il
lavoro sia andato perduto o che non ci siano state altre attività. Significa
piuttosto che oggi sarebbe interessante sapere dove siano conservati i
materiali prodotti, se siano ancora disponibili e se quelle ricerche siano
state utilizzate per nuove iniziative didattiche o culturali.
La storia locale non può vivere soltanto
nelle occasioni
Ma la cosa fondamentale, a nostro avviso, è che il
problema, in realtà, riguarda un tema più ampio. Molti territori possiedono
un patrimonio storico e culturale importante, ma spesso manca una continuità
nella sua conoscenza e nella sua divulgazione. E la scuola, dunque, può
rappresentare uno dei luoghi più importanti per interrompere questo meccanismo.
Portare la storia locale nelle classi significa permettere ai ragazzi di
conoscere ciò che hanno intorno. Significa insegnare loro a guardare con occhi
diversi un palazzo, una strada, una chiesa, un reperto, un’antica testimonianza
del paesaggio. E quando sono gli studenti stessi a fare ricerca e a
raccontare ciò che hanno scoperto, il patrimonio diventa qualcosa di vivo.
È la stessa filosofia che avevamo evidenziato parlando
dell’esperienza di Calvizzano: dagli scavi alle classi, dalla ricerca alla
scuola, dalla scuola alla comunità. Sono passati più di sei anni da quella
mattina del 30 gennaio 2020. Nel frattempo sono cambiate molte cose, anche
nella scuola e nella vita delle comunità locali. Ma proprio per questo sarebbe
interessante riaprire quella cartella e vedere cosa contiene.
Che cosa avevano scoperto gli studenti del Levi? Quali
luoghi e quali testimonianze del patrimonio maranese avevano studiato? Dove
sono oggi i materiali della mostra?
Quel progetto ha avuto un seguito? E soprattutto: è
possibile recuperare quel lavoro e renderlo nuovamente accessibile alla
cittadinanza e alle nuove generazioni?
Sono domande semplici, ma non secondarie. Perché la
memoria di un territorio non dovrebbe finire quando vengono smontati i pannelli
di una mostra. Il 30 gennaio 2020, al Levi, una parte della storia di Marano
era entrata nelle aule attraverso il lavoro degli studenti. Forse oggi è
arrivato il momento di riaprire quella mostra, almeno idealmente, per scoprire
che cosa ne è rimasto e se quella storia può tornare a parlare alle nuove
generazioni. Ma chi lo farà? La prossima amministrazione?
