Come si può rilanciare il commercio di Calvizzano? Una proposta in più parti. Parte Uno: Il Parco Commerciale del Centro Storico di Calvizzano
Gli obiettivi da porsi, quindi, non si limitano a
qualche stallo di parcheggio in più dinanzi alle attività o a qualche sgravio
fiscale, ma devono essere tutta una serie di punti che rendano il centro
storico una specie di “Parco Commerciale all’aperto”. Un parco
commerciale le cui dimensioni si può dire vadano fino a Piazzetta San Pietro, e
che possono includere anche alcune vie traverse, come via Armando Diaz, viale
Europa, via Molino, via Gaetano Morra.
In rosa, il centro storico indicato nel PUC. In blu, la delimitazione indicativa che potrebbe avere il Parco commerciale del Centro Storico
Questa idea, attenzione, non deve però limitarsi a immaginare uno sviluppo del centro storico solo dal punto di vista commerciale. Al contrario: un paese, a differenza di un centro commerciale, non sviluppa la propria attrattiva solo per essere un contenitore di negozi, ma possiede anche una identità da preservare e curare.
A questa idea va quindi affiancato anche un altro
obiettivo: il rilancio dell’identità del paese, che non solo può rappresentare
una caratteristica in grado di agevolare ulteriormente la frequentazione del
luogo, ma che, a sua volta, può fiorire anche grazie al commercio.
A questo proposito, ben si sposerebbe proprio con il rilancio del Centro storico, inteso come un tutt’uno, il Miglio calvizzanese: il percorso storico fatto di palazzi, chiese e monumenti che si sviluppa lungo tutto il corso del paese.
Il
progetto del Miglio Calvizzanese
Come auspicato anche quando è stato presentato questo progetto, il Miglio Calvizzanese potrebbe svilupparsi come percorso interattivo, fatto di targhe e QR code da apporre sui luoghi. Non solo: un elemento del genere può rientrare a pieno in quel che è tutto il progetto di decoro urbano che dovrebbe essere parte del rilancio commerciale.
Un
esempio di targa per il percorso del Miglio Calvizzanese: nel 2021 nel
quartiere del Vomero sono stati affissi sui vari palazzi del quartiere targhe
di questo tipo che raccontano la storia della zona. Fonte https://storienapoli.it/2021/01/27/targhe-di-storie-di-napoli-vomero/
Attualmente, grazie ai fondi PNRR, dalla precedente
amministrazione Pirozzi è stato avviato il restyling del Centro storico,
con nuova illuminazione, un restyling di piazza Umberto I dei marciapiedi di
via Conte Mirabelli; il grosso del degrado, però, esteticamente è dato dai palazzi
storici che si trovano lungo il corso, diversi dei quali sono in condizioni
pessime.
Questi palazzi, essendo privati, non possono certo giovare dei piani di
investimento pubblici; tuttavia potrebbe essere questa l’occasione per una
interlocuzione proprio con i proprietari degli immobili per agevolare, anche
fiscalmente, la ristrutturazione delle facciate; e inserire, in questo
contesto di rilancio commerciale quindi, anche il sistema informativo
interattivo del Miglio Calvizzanese, rendendolo parte della decorazione
ma anche soprattutto parte della narrazione del luogo.
Un
esempio del degrado del Centro storico: il palazzo al civico 51, quello che era
di “Armando ‘o barbiere” (Armando Galiero)
In aggiunta a ciò, sarebbe d’uopo anche un rifacimento
dei murales che decorano parte della città: al di là delle loro
condizioni di manutenzione, infatti, la loro principale problematica è un certo
distacco narrativo, sia tra loro che in generale con Calvizzano. Molti
murales sono in pratica fine a sé stessi, e non narrano Calvizzano ma bensì
sono rappresentazioni di figure più o meno collegate a Napoli, privando quindi
il paese anche di una propria rappresentazione (e la negazione dell’identità
del paese proprio nel paese stesso non è il massimo). In questa ottica, quindi,
rientrerebbe in un’operazione estetica propedeutica al rilancio commerciale anche
la presenza di murales che decorino il paese in modo più autentico e vicino a
sé. Discorso molto simile si può fare per le panchine letterarie.
Un
esempio: il murales di Lucio Dalla presente dinanzi la Chiesa di Santa Maria
delle Grazie. La figura di Lucio Dalla non è storicamente collegata a
Calvizzano, mentre con Napoli ha sempre avuto un rapporto d’amore che vede la
sua più plastica rappresentazione con la canzone “Caruso”. La presenza del
murales a Calvizzano, quindi, nonostante la sua bellezza, in termini
“narrativi” risulta essere distaccato dalla storia del paese in cui si trova; e
non è nemmeno narrativamente collegato agli altri murales presenti nei dintorni
(al più accomunato, in buona parte, dall’assenza di un legame con Calvizzano)
Il tutto, è giusto dirlo, non dimenticando anche di investire
nel verde urbano, che sempre più va dimostrandosi come una struttura
essenziale e indispensabile per la tenuta e la vivibilità dei luoghi, non
semplice elemento estetico.
C’è poi un aspetto dei centri commerciali che finora
non è stato ancora toccato: quello pubblicitario e d’immagine. Un
centro commerciale, in quanto tale, non solo diventa un luogo da visitare
inteso come “blocco unico”, ma riesce anche a gestire la propria immagine e
a pubblicizzarsi come un “blocco unico”, come una sola entità. Questo è un
vantaggio dal punto di vista gestionale non di poco conto, perché significa che
non solo viene visto da chi lo frequenta come un unico grande spazio da
visitare, ma può proprio pubblicizzarsi e invogliare la gente a visitarlo
proprio in quanto tale, senza dover specificare o dover usare come “cavallo di
battaglia” una singola caratteristica o una singola attività.
Con una gestione simile del Centro Storico di Calvizzano, ragionandolo come un
unico spazio da visitare, si ha quindi un’immagine molto più facile da gestire,
che permette quindi di fare pubblicità a tutto il commercio del paese sotto
un’unica insegna, prima ancora che attraverso l’attrazione di questo o quel
negozio.
Infine, non bisogna dimenticare quanto è già negli
obiettivi della politica locale e che necessita attenzione anche per il
rilancio commerciale del paese: gli eventi e la viabilità.
Gli eventi sono un volano anche per un rilancio commerciale; e in questa
ottica diventa importante che vi siano. Fino ad oggi, gli eventi sono stati
principalmente organizzati dall’amministrazione comunale, con l’avallo anche
delle attività del paese come nel caso della “Festa del Commercio”; ma
non bisogna fermarsi qui.
Pari modo, anche se il (non) funzionamento del Centro storico non dipende
principalmente da ciò, non si può negare l’enorme difficoltà che causa al
commercio la viabilità asfittica del paese e una insufficienza per i
posti auto, qualcosa che ricade anche nella gestione degli spazi pubblici
(Villa Calvisia e le scuole comunali). Per questo, è ancora più necessario
immaginare come cambiare l’urbanistica del paese, sia nelle strade che
nei parcheggi.
Riassumendo, quindi, bisogna:
- Organizzare il commercio del Centro storico di Calvizzano
come un unico luogo contenitore di varie attività
- Tutelare le attività presenti
- Agevolare l’arrivo di nuove
attività
- Investire nel decoro urbano sia
a fini estetici che a fini identitari
- Agevolare l’investimento dei
privati nel restyling dei loro immobili
- Promuovere l’area commerciale
del Centro storico, sfruttando l’approccio unitario
- Organizzare un programma di
eventi che possa ravvivare il centro storico, pianificando anche
pedonalizzazioni e serate commerciali
- Investire nella viabilità
affinché il Centro storico sia facilmente frequentabile
Tutto ciò non può essere frutto solo delle capacità
dell’ente comunale, né tantomeno ci si può affidare alla possibilità che i
commercianti possano muoversi in sinergia: è necessaria una Cabina di
regia.
L’idea quindi non è solo pensare formalmente al Centro storico come un unico
luogo, ma creare una vera e propria direzione, nata dalla collaborazione
tra enti pubblici e attività commerciali, che gestisca e coordini quanto e
quando serve, proprio come la direzione di un Centro commerciale.
Una direzione che gestisca la parte pubblicitaria e degli eventi, che gestisca
l’immagine unitaria e che investa nel decoro urbano e nell’intrattenimento
assieme al Comune.
Se il Comune avesse la possibilità di consorziarsi con
i comuni vicini, che sia Marano, Qualiano, Mugnano, Villaricca, potrebbe
partecipare anche ai Bandi regionali dei Distretti diffusi del commercio,
che agevolano appunto la collaborazione tra enti e commercianti proprio per
rilanciare l’economia di zona; rendendo quindi tutto questo progetto anche
organico in un progetto più grande che potrebbe attrarre ancora più persone e
ancora più investimenti.
Ignorando al momento questa eventualità, l’idea
proposta, in concreto, si può sviluppare in termini legali come un
Accordo di Programma, che coinvolga il Comune di Calvizzano, la Città
Metropolitana, la Regione Campania e la Camera di Commercio,
Industria, Agricoltura e Artigianato di Napoli (CCIAA), con la
partecipazione anche di rappresentanti del commercio locale e di Istituti
finanziari. Un Accordo che, nel caso, potrebbe rientrare comunque nella
partecipazione ai bandi per i Distretti del Commercio, e che quindi potrebbe
anche giovare di quella ulteriore possibilità.
A tutto questo, si può aggiungere poi la registrazione di un marchio, ad
esempio il “Parco Commerciale del Centro Storico di Calvizzano”,
per poter così anche tutelare e pubblicizzare l’immagine del commercio del
paese in termini unitari.
Un
esempio di logo per il marchio del Parco Commerciale del Centro Storico di
Calvizzano
In un Accordo di programma di questo tipo, il Comune
non si troverebbe solo a investire nel proprio centro storico, e lo farebbe in
sinergia proprio con gli enti preposti a rappresentare le imprese, oltre che
gli enti territoriali sovraordinati.
Per l’agevolazione di nuove attività, la
Cabina di regia può aiutare il Comune, con l’aiuto della CCIAA, a identificare
e catalogare gli immobili commerciali presenti nel Centro storico, e può organizzare
incontri con rappresentanti di settore e associazioni di categoria per
presentare le potenzialità del Centro storico di Calvizzano, di modo da
agevolare l’insediamento di nuovi negozi anche di catene importanti.
Inoltre, attraverso fondi di Città Metropolitana e Regione, si potrebbero compensare
delle riduzioni di imposte locali per i primi anni delle nuove attività.
Sempre attraverso contributi di enti sovraordinati, si potrebbe stabilire anche
un contributo a fondo perduto per le attività del Centro storico, e per tutelare
tutte le attività presenti il Comune può ridurre l’IMU per gli
edifici del Centro Storico. Infine, gli istituti finanziari potrebbero agevolare
la liquidità per le attività già presenti e per le nuove attività, fungendo
da investimenti per il Centro storico.
Per agevolare la rigenerazione urbana delle
facciate del Centro Storico, il Comune può ridurre i Contributi di
Costruzione; in accordo con la CCIAA può inoltre istituire fondi per la
riduzione dei costi dell’occupazione dei suoli per i ponteggi e può infine
fornire consulenze gratuite per i piani colore. Inoltre, la
partecipazione come sponsor di istituti finanziari potrebbe agevolare la
disponibilità di liquidità per i proprietari degli immobili per i lavori.
Per quanto riguarda il decoro urbano, la
Cabina di regia permetterebbe non solo il coordinamento (come appunto
possibile per le facciate degli immobili) ma anche l’investimento nel decoro
urbano, attraverso fondi della Camera di Commercio e degli enti sovraordinati
proprio per l’investimento in nuovi murales e addobbi dell’area pubblica. Per
la manutenzione, inoltre, si può occupare di uniformare, aggiornare e
coordinare pratiche di partecipazione pubblico-privato per la gestione del
decoro urbano, come le adozioni delle aree verdi e/o di porzioni di centro
storico, magari proprio in forza di sgravi fiscali sui tributi locali (come la
TARI).
Parlando invece degli investimenti in decori a fini identitari e
culturali, l’Accordo di programma potrebbe permettere rapidamente il finanziamento
e la messa in opera del Miglio Calvizzanese, ovverosia
dell’installazione di paline e QR code che definiscano un percorso culturale
che spieghi la storia del paese, dei suoi palazzi e delle sue chiese; con la
Cabina di regia a poter fungere da centro di coordinamento per l’opera.
Il ruolo di coordinamento tra le parti della Cabina di
regia diventa preminente anche nella campagna pubblicitaria, di
cui si occuperebbe direttamente. L’investimento nella campagna pubblicitaria,
invece, sarebbe suddiviso tra gli enti, in particolare vi sarebbe il contributo
del Comune e della Camera di Commercio, ma anche degli istituti finanziari come
sponsor. Parlando di sponsor, anche i singoli commercianti, magari proprio in
collaborazione con gli istituti finanziari, potrebbero contribuire alla
campagna pubblicitaria.
Gianpaolo Cacciapuoti