Come si può rilanciare il commercio di Calvizzano? Una proposta in più parti. Parte Tre: L’urbanistica per il Commercio di Calvizzano
Occupiamoci, quindi, in questa ultima parte,
dell’ultimo tassello necessario per il rilancio del commercio a Calvizzano: la programmazione
territoriale.
Su tutto questo, l’Accordo di programma e la
partecipazione di Comune, Città Metropolitana e Regione diventa fondamentale:
un coordinamento così stretto tra questi enti permette infatti una forte
accelerazione dei tempi burocratici per il rinnovo del Piano Urbanistico
Comunale e per integrarlo con ulteriori documenti; permettendo anche di
ottenere varianti vincolanti in poco tempo.
Prima di guardare alla viabilità, è bene considerare
innanzitutto la programmazione territoriale generale per il Centro storico: è
necessario per questo di il Piano particolareggiato del Centro Storico,
che permette di stabilire, all’interno dell’area così definita storica, i
vincoli e le possibilità per i vari immobili presenti, da quelli fatiscenti
a quelli ricostruiti passando per quelli storici ancora in piedi. Una
programmazione del genere permetterebbe anche di accelerare e uniformare le
pratiche utili per il restyling delle facciate dei palazzi.
Sempre nell’ottica di questo Piano, si stabiliscono caratteristiche
specifiche per i locali commerciali: in questo modo, pur nel rispetto della
libera concorrenza ed iniziativa, sarebbe possibile permettere l’insediamento e
la diversificazione merceologica delle attività nel Centro storico, in modo da
tutelare sia il luogo storico che il tessuto economico del paese, evitando
mercimoni e speculazioni.
Infine, un coordinamento di questo tipo potrebbe permettere anche l’erogazione
di fondi per la demolizione di immobili in danno ai proprietari, in caso di
evidente pericolo e/o necessità, nonché la possibilità di finanziamento di
eventuali opere urbanistiche.
Un Piano Particolareggiato di questo tipo è già stato
consegnato questa estate agli Uffici Comunali, e quindi queste possibilità
potrebbero essere già al vaglio da parte del Municipio.
Un esempio di immobile da demolire: il palazzo fatiscente di fianco al comune, in condizioni inagibili da quarant’anni. Fonte Apple Maps
Passiamo ora alla viabilità: come detto già altre volte, il Comune ha problemi in tema che, sebbene in forma minore, hanno danneggiato anche l’economia del paese.
La situazione attuale, è che il principale ingresso è ancora solo via Conte Mirabelli, nulla di sbagliato in questo, ma soprattutto che non v’è un adeguato collegamento alle strade di uscita del paese, tra tutte via dell’Indipendenza, che permette di sbucare sul Corso Italia, e via Tagliamento, che permette di uscire verso Marano.
Inoltre, il Comune è carente di posti auto, specie in posizioni adeguate per soddisfare i maggiori punti di interesse; e in ultimo il nuovo PUC presenta punti di debolezza e mancanze che danneggiano anche il Centro storico e il suo rinnovamento.
PREMESSO CHE SI TRATTA ESCLUSIVAMENTE DI PROPOSTE E IPOTESI DI RIFLESSIONE, È POSSIBILE CHE, IN UN TERRITORIO DENSAMENTE URBANIZZATO COME CALVIZZANO, ALCUNE DI ESSE POSSANO INTERESSARE ANCHE AREE O IMMOBILI DI PROPRIETÀ PRIVATA. IL RIFERIMENTO A TALI PROPRIETÀ È DA INTENDERSI UNICAMENTE COME PARTE DI UNA RIFLESSIONE SULLE POSSIBILI OPPORTUNITÀ PER IL TERRITORIO E NON INTENDE IN ALCUN MODO ESPRIMERE GIUDIZI, FORMULARE PRETESE O LEDERE I DIRITTI E GLI INTERESSI DEI PROPRIETARI. EVENTUALI SOLUZIONI, QUALORA MAI VALUTATE, DOVRANNO NECESSARIAMENTE NASCERE DAL CONFRONTO E DAL DIALOGO CON TUTTI I SOGGETTI COINVOLTI, NEL RECIPROCO RISPETTO. L’OBIETTIVO È SEMPLICEMENTE STIMOLARE IDEE PER UN TERRITORIO PIÙ VIVIBILE, CERCANDO POSSIBILI PUNTI DI INCONTRO TRA INTERESSE PUBBLICO E INTERESSE PRIVATO, A BENEFICIO DELL’INTERA COMUNITÀ.
Passiamo ora alla viabilità: come detto
già altre volte, il Comune ha problemi in tema che, sebbene in forma minore,
hanno danneggiato anche l’economia del paese.
La situazione attuale, è che il principale ingresso è ancora solo via Conte
Mirabelli, nulla di sbagliato in questo, ma soprattutto che non v’è un
adeguato collegamento alle strade di uscita del paese, tra tutte via
dell’Indipendenza, che permette di sbucare sul Corso Italia, e via
Tagliamento, che permette di uscire verso Marano.
Inoltre, il Comune è carente di posti auto, specie in posizioni adeguate
per soddisfare i maggiori punti di interesse; e in ultimo il nuovo PUC presenta
storture e mancanze che danneggiano anche il Centro storico e il suo
rinnovamento.
Premetto una cosa: essendo queste delle proposte, sono
puramente ipotetiche; e coinvolgendo un territorio denso come
Calvizzano, non possono che coinvolgere queste ipotesi anche delle proprietà
private. Nonostante ciò, l’obiettivo ovviamente non è quello di fare screzio a
qualcuno nel proporle, ma bensì di poter fornire degli spunti che, nel caso
venissero attuati, si spera comunque possano essere applicati adottando
soluzioni che possano essere di vantaggio a tutti. Il bene comune e il bene
singolo possono e devono coesistere, e con ciò quindi non voglio né si vuole
suggerire prevaricazioni, ma solo soluzioni per un ambiente più vivibile.
Vediamo quindi quali sono le opere che potrebbero
aiutare il Comune ad avere un’area commerciale ben tutelata e una viabilità che
sopporti tanto il traffico attuale quanto il traffico di natura commerciale.
· Via
Carlo Alberto Dalla Chiesa e allargamento viale Pietro Nenni
UUna strada che attualmente può fungere da secondo ingresso al paese è via Francesco Baracca: questa, spuntando su via Tagliamento a Marano, permetterebbe infatti l’ingresso in paese dalla zona delle Cooperative, saltando tutto il corso principale del paese provenendo dal Corso Italia.
Il problema attuale, però, è che la strada di ingresso, viale Pietro Nenni,
in questo tratto è troppo stretto, al punto che l’ingresso è definito in
senso alternato. Inoltre, la strada non ha nemmeno una sede pedonale, e questo
la rende pericolosa anche per i pedoni.
Per questo motivo, diventa essenziale permettere di
accedere in paese adoperando una seconda via, e questa seconda via può
essere via Carlo Alberto Dalla Chiesa, che attualmente termina
nei terreni presenti in zona; ma che è anche una delle poche strade che
presenta terreni liberi fino a via Tagliamento e che quindi può procedere a
fare da parallela a viale Pietro Nenni fino all’incrocio con via PEEP.
Data la presenza di un autolavaggio inutilizzato nei pressi proprio di viale
Pietro Nenni, ad angolo con via Tagliamento, questa potrebbe essere l’occasione
anche per affiancare le due strade, allargare viale Pietro Nenni nel suo tratto
finale, e costruire nell’area un parcheggio a servizio dei residenti e dei
frequentatori della Vittorio Alfieri, che è presente con un ingresso proprio su
via Tagliamento.
· Collegamento
via Aldo Moro – via Caduti di Superga e allargamento ingresso via Caduti di
Superga
Sempre in zona Cooperative, attualmente via Aldo Moro è particolarmente satura di traffico, dato che è l’unica strada di tutta l’area, densamente abitata, che esce sul corso di Calvizzano, su via Sandro Pertini. Ad aggravare la situazione anche il traffico che si forma quotidianamente quasi tutto l’anno per la presenza dell’Istituto Comprensivo “Marco Polo”. Potrebbe essere utile, di conseguenza, avere un’altra via che permetta il deflusso sul corso di Calvizzano, particolarmente utile soprattutto per chi non necessitasse di passare davanti la scuola. Per questo, è giusto mettere in pratica un’idea che è presente già nella Pianificazione territoriale dagli anni ’80 e nel vigente Puc, redatto dagli ex Commissari straordinari, ovvero il collegamento di via Aldo Moro con via Caduti di Superga. Con una strada del genere, il deflusso sarebbe migliore, e permetterebbe anche il collegamento con la zona del Campo Italia, il campo sportivo comunale (attualmente nel degrado). L’unico, ulteriore, aspetto da considerare per rendere pienamente funzionale questa viabilità alternativa riguarda il tratto di via Caduti di Superga in corrispondenza dell’imbocco da via Sandro Pertini, che rappresenta invece il tratto finale per chi proviene da via Aldo Moro. La realizzazione del collegamento previsto dall’attuale PUC, con l’innesto da via Aldo Moro su via Caduti di Superga e quindi su via Sandro Pertini, consentirebbe di creare un’alternativa alla viabilità esistente; sarebbe tuttavia opportuno valutare anche un adeguamento di questo tratto, così da renderne più agevole la percorribilità in condizioni ipotetiche di traffico. L’allargamento del tratto iniziale di via Caduti di Superga non è infatti previsto dall’attuale PUC: si trattava di una previsione contenuta nel precedente Piano Regolatore Generale, il cui intervento era stato inoltre programmato dalla precedente amministrazione Salatiello.
L'imbocco di via Caduti di Superga lato via Sandro Pertini è una strettoia. Fonte Apple Maps
· Collegamento
via dell’Indipendenza – via Eduardo De Filippo
Infine, non per importanza (al contrario), si presenta la necessità di un collegamento fondamentale: quello tra via dell’Indipendenza e via Eduardo De Filippo.
Via dell’Indipendenza è ora la principale via d’uscita di Calvizzano
verso il Corso Italia e quindi Napoli, ma il suo raggiungimento è il vero choke
point della viabilità locale: attualmente, è infatti raggiungibile solo
tramite via Garibaldi, il cui tratto nel centro storico è molto molto stretto e
per nulla adatto al traffico.
Collegando via Eduardo De Filippo a via dell’Indipendenza, si ottiene la vera e
propria “chiave di volta”, con un risvolto duplice: da una parte di permette
un’uscita agevole agli abitanti della zona, che sono costretti oggigiorno a
uscire su Piazzetta San Pietro e quindi aggregarsi all’immane traffico che si
crea lì verso l’unica via d’uscita, ma soprattutto permette di ottenere una
vera e propria strada parallela autentica al corso di Calvizzano,
raggiungibile da più punti.
In questo modo, infatti, via dell’Indipendenza sarebbe raggiungibile non solo
da via Garibaldi, ma anche dall’ingresso di via Eduardo De Filippo su Piazzetta
San Pietro, che a questo punto converrebbe fosse a senso unico di marcia ad
entrare fino all’incrocio con questa strada, e da via Giuseppe Di
Vittorio, ben lontani dal Centro storico cittadino.
L’ingresso
di via Giuseppe Di Vittorio. Fonte Google Maps
Quest’ultima possibilità, si badi bene, è di importanza
fondamentale: unendo infatti tutte le proposte menzionate, si otterrebbe
infatti la possibilità di bypassare completamente via Conte Mirabelli:
entrando da via Francesco Baracca, raggiungendo via Tagliamento, scendendo in
viale Pietro Nenni (o via Carlo Alberto Dalla Chiesa), percorrendo via PEEP,
raggiungendo via Caduti di Superga, uscendo su via Sandro Pertini, andando in
direzione Qualiano, entrando in via Giuseppe Di Vittorio, svoltando a destra in
via Eduardo De Filippo, percorrendola tutta fino a via dell’Indipendenza e
sbucando di nuovo in Corso Italia tramite Strada Comunale Murelle.
Ecco
come sarebbe il percorso di bypass del Centro storico
In aggiunta a queste proposte, si potrebbero
aggiungere altri progetti, sebbene di priorità inferiore, che uniti a quelli
appena proposti potrebbero migliorare ulteriormente la viabilità:
· Collegamento
via Rodolfo Morandi – via Luigi Pirandello
Dato che il passaggio per via Giuseppe Di Vittorio
potrebbe essere troppo distante dal centro del paese, potrebbe essere utile ottenere
una via di collegamento più vicina che possa permettere comunque di
raggiungere via Eduardo De Filippo e permettere di uscire da Calvizzano, senza
dover necessariamente passare per il suo ingresso in Piazzetta San Pietro (il
quale, nonostante sia comunque più agevole di via Garibaldi, comunque è un po’
stretto).
Per questo, si potrebbero collegare due strade, via Rodolfo
Morandi, che affaccia su via Sandro Pertini, e via Luigi
Pirandello, che si trova a 50m alla destra di via Morandi e sbuca su
via Eduardo De Filippo. Unendo queste due vie, infatti, si otterrebbe lo stesso
collegamento che si ottiene in via Giuseppe Di Vittorio, senza dover allungare
il tragitto.
· Collegamento
via Lavinaio – via Garibaldi e via Lavinaio – via Alessandro Scarlatti
Il collegamento tra via Eduardo De Filippo e via
dell’Indipendenza è utile e utilizzabile soprattutto come uscita dal paese;
questo di conseguenza potrebbe togliere agli abitanti di via De Filippo la
possibilità anche di entrare nella strada senza dover necessariamente passare
per il centro storico del paese. Per questo motivo, si potrebbe garantire
l’ingresso in via De Filippo anche dalla zona del Lagno con un progetto
attualmente presente nel PUC: il collegamento tra via Garibaldi e via Lavinaio.
Via Lavinaio, la strada progettata e costruita durante la prima amministrazione
Pirozzi e poi bloccata dall’acquedotto di Acqua Campania, è collegata con via
Eduardo De Filippo e tutta la zona della masseria Commone, così com’era una
volta nominata, da via Giuseppe Verdi. Realizzando questo collegamento, quindi,
si garantirebbe effettivamente la presenza di collegamenti paralleli per tutte
le zone che circondano il centro storico, e si garantirebbe ancor di più la
possibilità di poter pedonalizzare, all’occorrenza, il Centro storico senza
paralizzare il paese.
Sempre seguendo il PUC del 2020, collegare via Lavinaio con via Alessandro
Scarlatti permetterebbe anche di aggirare il restringimento di via Eduardo De
Filippo tra via Luigi Pirandello e via Giuseppe Verdi, permettendo anche più
facilmente l’istituzione in quel tratto del senso unico di percorrenza.
Il Comune però non necessita solo di strade, bensì
anche di parcheggi. Attualmente, il Comune è dotato di tre aree parcheggio,
quella di via Ritiro, quella di via Galiero e quella di via Aldo Moro, ma non
bastano. Vediamo quindi quali sono le zone dove potrebbero nascere nuovi posti
auto e che possono giovare anche all’economia locale.
· Parcheggio
“Armando Diaz – San Liguoro”
Un primo fondamentale accorgimento si ottiene
attraverso la realizzazione di un parcheggio a servizio della scuola
elementare “Armando Diaz”, in via Alcide De Gasperi. Su quella zona,
infatti, insiste da più di trent’anni un palazzo fatiscente facente parte del
complesso di Palazzo San Liguoro, l’area che storicamente è appartenuta alla
Congrega di San Gregorio Armeno di Napoli (che in dialetto è appunto distorta
anche in “San Liguoro”). Più di una volta le amministrazioni comunali hanno
avanzato la proposta, appoggiata anche con una larga maggioranza, di buttare
giù quei palazzi ormai irrecuperabili per ricavarci un’area parcheggio.
Così facendo, si eliminerebbe del degrado nella zona e si creerebbero posti
auto importantissimi data la presenza della scuola. In aggiunta a ciò, un
parcheggio in quella zona sarebbe ottimo anche come zona “d’ingresso” al paese,
che possa coadiuvare quello presente in via Galiero per accogliere gente da
fuori.
Il
palazzo fatiscente parte di Palazzo San Liguoro al posto del quale potrebbe
nascere il parcheggio. Fonte Apple Maps
· Parcheggio
“Villa Calvisia”
Se all’ingresso del paese vi si trovano due (anzi tre)
aree parcheggio, non si può dire lo stesso dell’altro suo estremo, all’ingresso
della zona delle Cooperative: attualmente, in zona sono presenti solo degli
stalli in via PEEP, i quali però non solo sono lontani dal Centro storico, ma
anche da un’altra importante attrazione in zona: Villa Calvisia.
Numerosi sono gli eventi che la villa comunale ospita durante l’anno, e
puntualmente il parcheggio diventa uno degli ostacoli che peggiora la viabilità
di zona.
Per questo motivo, si può ipotizzare una soluzione: l’ingresso della villa
affaccia anche su via Ferruccio Parri, e questa via, che circumnaviga la
villa fino al lato posteriore (dov’è presente una seconda uscita), è a
pochissima distanza da via Carlo Levi, una delle strade del Centro
storico (la cosiddetta “via Case nuove”). Le due strade sono divise da un
appezzamento di terreno, pare appartenente all’area del Palazzo Ducale; e
questo potrebbe essere proprio quel che fa al caso nostro. Se infatti si istituisse
un parcheggio comunale in quel terreno, si otterrebbe un parcheggio a
servizio tanto di Villa Calvisia quanto del Centro storico, potendo infatti
arrivare a pochi passi dal Municipio; e questo farebbe certamente il favore
dell’economia locale ma anche degli eventi che Calvizzano ospita durante
l’anno.
L’istituzione di aree parcheggio potrebbe essere utile
anche per cambi radicali della gestione delle arterie stradali. Tutte le
proposte finora adottate, utilizzano via Francesco Baracca come ingresso e
via dell’Indipendenza come uscita. Se però si volesse garantire un’uscita
dalla zona di Piazza Umberto I° senza attraversare via Conte Mirabelli, via
Francesco Baracca non potrebbe che diventare un’uscita (tra l’altro
agevolata dalla presenza di via San Giacomo che permette di arrivare
alla rotonda del Titanic senza attraversare Marano); ma così si perderebbe
una via d’ingresso alternativa fondamentale, che permetterebbe anche di
arrivare nella zona delle Cooperative che, con le modifiche qui indicate,
sarebbe anche ricca di aree parcheggio proprio per residenti e visitatori.
Una soluzione per questo potrebbe essere l’ingresso da via Lazio, a Marano,
ma un’altra soluzione potrebbe anche essere effettuare l’ingresso da via
Murelle e rendere via dell’Indipendenza a doppio senso di marcia (sostituendone
l’uscita con quella di via Alcide De Gasperi). Via dell’Indipendenza, infatti,
è larga 6m, quindi teoricamente è regolamentare per il passaggio di auto a
doppio senso di marcia (e anzi è abbastanza larga da permettere ciò anche se si
allargasse, in alcuni punti, la sede pedonale, cosa anch’essa necessaria); e il
limite a ciò oggi è dato dalla presenza di auto che si parcheggiano lungo la
via, occupando di fatto una corsia. Per ovviare a ciò, si potrebbe smaltire le
auto parcheggiate attraverso aree parcheggio in zona.
· Parcheggio
via Indipendenza
Una parte delle automobili parcheggiate lungo via
dell’Indipendenza potrebbe benissimo essere spostata nel parcheggio di via
Galiero; ma l’area nei pressi di via Garibaldi, invece, si ritroverebbe
scoperta. Per questo motivo, si potrebbe istituire una seconda area
parcheggio nei pressi di via Fratelli Bandiera. In questo modo, sarebbe
garantito anche a loro uno spazio per parcheggiare, e via dell’Indipendenza
potrebbe essere libera da auto parcheggiate.
Si noti che questa opzione potrebbe essere utile anche evitando l’istituzione
del doppio senso, dato che potrebbe dare spazi per una sede ciclabile o
ciclopedonale.
Questo sarebbe il risultato nel rendere
via dell’Indipendenza a doppio senso di percorrenza: l’ingresso dovrebbe
avvenire da Strada Comunale Murelle, mentre l’uscita sarebbe da via Alcide De
Gasperi passando per Viale della Libertà.
All’incrocio con via Garibaldi, il collegamento con via Lavinaio fungerebbe da
ingresso verso via Eduardo De Filippo, mentre il collegamento tra quest’ultima
e via dell’Indipendenza fungerebbe da uscita. Il tutto lascerebbe libera via
Francesco Baracca e il corso principale del paese.
Infine, non si può pensare anche ad opere di restyling
estetico, che possano permettere al paese di poter gestire al meglio gli spazi
e renderli più vivibili.
· Da
Largo Caracciolo a Piazza Caracciolo
Perimetrazione
della nuova piazza
Oggi, a causa della viabilità presente, il piazzale
dinanzi al Municipio è, giocoforza, semplice parcheggio a servizio delle
auto del Comune, rendendo uno dei pochi spazi più ariosi del centro storico
a fruizione pubblica recluso.
Con le proposte finora menzionate, Largo Francesco Caracciolo non avrebbe più
bisogno di essere utilizzato in questo modo, e quindi si potrebbe finalmente trasformarla
in una piazza, dotata di una fontana o di un’area verde.
Si potrebbe approfittare anche per demolire il palazzo pericolante che da oltre
quarant’anni fa compagnia al Municipio, posto proprio dinanzi viale Pietro
Nenni, e accordarsi per il restauro dell’Arco della Masseria Fiorillo, che
potrebbe diventare parte integrante della piazza (che non sarebbe privata della
sede stradale, sia chiaro).
In questo modo, Calvizzano potrebbe darsi anche il
titolo del “paese delle Tre Piazze”, con Piazza Umberto I°,
Piazza Francesco Caracciolo e Piazzetta San Pietro.
Le “Tre
Piazze” di Calvizzano
Si conclude quindi questo excursus su come il Centro
storico di Calvizzano potrebbe diventare un autentico Parco Commerciale, in
grado di poter sostenersi e essere appetibile come il commercio che insiste sui
confini del paese, sul Corso Italia e in Viale della Resistenza; adottando
soluzioni che potessero essere utili non solo a fini commerciali e investendo
anche nell’identità del paese e nella sua cultura.
L’obiettivo non è quello di rendere Calvizzano un paese “turistico”, visitabile
per una peculiarità specifica che possa attrarre turisti, ma di renderlo un
paese comunque che attrae visitatori, anche solo dai comuni viciniori,
diventare una meta per andare a fare una passeggiata, andare a vedere qualche
vetrina o qualche spettacolo. Un paese, insomma, che sia piacevole da
frequentare, sia da abitanti che da forestieri, senza la pretesa di essere una
nuova Sorrento, ma con il fine di poter offrire a chi ci lavora, a chi ci abita
e anche solo a chi la sente nominare per la prima volta qualcosa in più oltre
al cosiddetto “minimo indispensabile” che il Centro storico oggi, giocoforza,
si trova a proporre.
Ci si augura che tutto ciò possa essere preso in considerazione dalla politica
locale e non solo, e che possa essere messo in pratica, con le giuste modalità
e con i giusti (e si spera rapidi) tempi, affinché questo paese trovi la
propria bussola e possa andare avanti a gonfie vele verso il suo futuro.
Totale
delle proposte urbanistiche
Gianpaolo
Cacciapuoti