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| Fonte foto internet |
A Marano sta prendendo forma un nuovo coordinamento espressione della società civile, al quale partecipano cittadini, associazioni, imprenditori e persone con diverse esperienze nel territorio. L’obiettivo, secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbe quello di elaborare un progetto per il rilancio della città e, in prospettiva, un percorso politico-amministrativo. Tra le figure indicate nel coordinamento compare anche Don Luigi Merola, al quale viene attribuito, insieme al giornalista Fernando Bocchetti, il coordinamento dell’iniziativa. È proprio questo aspetto che, a mio avviso, merita una riflessione, senza alcuna intenzione di mettere in discussione la persona o le sue motivazioni. È certamente positivo che un sacerdote si interessi ai problemi della propria comunità, promuova partecipazione, richiami l’attenzione sui temi della legalità e del bene comune e stimoli i cittadini ad assumersi responsabilità. Diversa, però, è la questione quando un’iniziativa civica comincia ad assumere una connotazione politico-amministrativa, con la costruzione di un programma e di un futuro gruppo dirigente.
La questione, pertanto, non è se un sacerdote
debba occuparsi del bene della propria città, ma quale ruolo sia opportuno che
assuma quando l’impegno della società civile si avvicina direttamente alla
competizione politica? Nel caso specifico, sarebbe prematuro trarre
conclusioni: i ruoli e gli sviluppi dell’iniziativa dovranno ancora essere
chiariti. Resta però una riflessione, sempre secondo il mio punto di vista,
legittima e doverosa: dove dovrebbe collocarsi il confine tra l’impegno sociale
di un sacerdote e un suo eventuale coinvolgimento politico-elettorale? Una
domanda che può essere posta con serenità, senza polemiche e senza pregiudizi,
lasciando che siano i fatti e i ruoli concretamente assunti a fornire, nel
tempo, le risposte.
Mi.Ro.
