Calvizzanoweb saluta don Ciro Russo: 25 anni dopo, Marano perde il suo parroco ma non il suo ricordo

 

Il primo novembre don Ciro Russo lascerà la parrocchia di San Ludovico d’Angiò. Dopo 25 anni alla guida della comunità di Marano, inizierà a Procida un nuovo capitolo del suo ministero sacerdotale, nell’ambito della normale rotazione degli incarichi pastorali. Una notizia che, formalmente, appartiene alla vita ordinaria di una comunità ecclesiale. Ma a San Ludovico, e tra tanti cittadini che in questi anni hanno conosciuto e apprezzato don Ciro, ordinaria non lo è affatto. Perché 25 anni sono un quarto di secolo. E un quarto di secolo non si misura soltanto con gli anni trascorsi alla guida di una parrocchia. Si misura nelle persone incontrate, nelle generazioni accompagnate, nelle famiglie sostenute, nei giovani cresciuti, nelle iniziative realizzate e nelle battaglie condotte.

Don Ciro Russo è diventato, nel tempo, molto più di un parroco.

È diventato una presenza riconoscibile della comunità di Marano, un punto di riferimento capace di andare oltre la dimensione strettamente religiosa. Ha promosso iniziative, seguito i giovani, sostenuto attività e costruito occasioni di incontro. Tra i segni più concreti del suo lungo percorso resta il teatro realizzato all’interno della parrocchia, diventato negli anni uno spazio di aggregazione, cultura, espressione e confronto.

Una parrocchia con le porte aperte alla città.

È forse questa una delle immagini che meglio raccontano il suo modo di intendere il proprio ministero.

“Questa città va un po’ risvegliata”

Nel 2019, ai microfoni di Calvizzanoweb, don Ciro pronunciò una frase che oggi assume quasi il valore di una sintesi del suo percorso: “questa città va un po’ risvegliata da un punto di vista culturale, sportivo, religioso e politico”. Non era soltanto una dichiarazione. Era una fotografia del suo modo di guardare Marano. Una città da stimolare, da coinvolgere, da scuotere dall’indifferenza. Una comunità nella quale cultura, sport, fede e impegno civile potessero dialogare e diventare strumenti di crescita. E don Ciro, in questi anni, ha cercato di fare esattamente questo: risvegliare, coinvolgere, creare occasioni.

La maratona nel ricordo di don Mimì Galluccio (il video)

Tra le iniziative alle quali ha dato il proprio contributo c’è anche la maratona organizzata nel ricordo di don Mimì Galluccio, indimenticato e amatissimo parroco della comunità di San Ludovico d’Angiò. Insieme a Vincenzo Esposito, don Ciro è stato mentore di quella esperienza sportiva nata anche per mantenere viva la memoria di un grandissimo sacerdote, profondamente amato dalla comunità. È un particolare che dice molto. Perché don Ciro non ha soltanto costruito il proprio percorso, ma ha saputo raccogliere una memoria, custodirla e trasformarla in qualcosa capace di parlare anche alle nuove generazioni. La maratona, lo sport, la memoria di don Mimì: ancora una volta, dimensioni apparentemente diverse che nella sua idea di comunità diventavano parte dello stesso racconto. Insomma, una voce che non ha scelto la strada più comoda. Don Ciro è stato anche un sacerdote capace di prendere posizione sui grandi temi del nostro tempo. Sulla guerra a Gaza ha espresso con chiarezza la propria contrarietà alla violenza, denunciando la sofferenza della popolazione civile, chiedendo il riconoscimento dello Stato di Palestina e contestando l’invio di armi a Israele. Una voce netta, che non ha cercato la comodità del silenzio. È anche questo che ha caratterizzato il suo percorso: la libertà di dire ciò che pensa e di intervenire quando ritiene che la coscienza non consenta di restare a guardare. Una voce che può essere condivisa o meno, ma che proprio per questo non è mai stata anonima.

Il ricordo di Francesco Pio

Tra le tante occasioni che abbiamo seguito negli anni sulle pagine di Calvizzanoweb, una merita di essere ricordata in modo particolare. Era l’aprile del 2023. All’Istituto Comprensivo Darmon di Marano veniva svelata una targa in memoria di Francesco Pio, giovane ex alunno della scuola di via Vicinale Soffritto. Quel giorno don Ciro pronunciò parole di grande intensità. Parlò ai ragazzi, agli insegnanti, alle famiglie. Parlò di memoria e responsabilità. Riuscì a trasformare una cerimonia commemorativa in una riflessione più ampia sul valore dell’educazione e sul dovere di una comunità di non dimenticare. È uno degli interventi che meglio raccontano il suo modo di essere sacerdote: esserci quando una comunità ha bisogno di una parola, soprattutto quando quella parola deve confrontarsi con il dolore. Ascoltatelo nel video sotto riportato.

Marano non nasconde la propria amarezza

La notizia del trasferimento ha prodotto sorpresa, dispiacere e commozione.

C’è chi non riesce ancora a immaginare San Ludovico senza don Ciro e chi vorrebbe manifestargli pubblicamente tutto il proprio affetto. Si parla anche dell’ipotesi di una fiaccolata per chiedergli di restare. Qualunque sarà l’esito, quel gesto avrebbe già un significato preciso: dire che un rapporto costruito in 25 anni non può essere ridotto alla durata di un incarico.

Il saluto di Calvizzanoweb (sotto video inaugurazione villaggio di Dio 2025)

 

Noi di Calvizzanoweb abbiamo conosciuto don Ciro attraverso il territorio.

Lo abbiamo incontrato, ascoltato, intervistato e raccontato. Gli abbiamo dedicato decine di articoli perché abbiamo ritenuto che il suo impegno meritasse attenzione.

Abbiamo raccontato le sue iniziative, le sue parole, le sue battaglie, il suo rapporto con i giovani, la sua attenzione alla città. E oggi sentiamo che non sarebbe sufficiente raccontare semplicemente che un parroco lascia la propria comunità. Perché don Ciro, in questi 25 anni, ha lasciato qualcosa. Ha lasciato relazioni. Ha lasciato idee.

Ha lasciato iniziative. Ha lasciato luoghi di incontro. Ha lasciato parole. Ha lasciato soprattutto una traccia nelle persone. E questo è il patrimonio più difficile da trasferire.

Non è soltanto un saluto

Il primo novembre cambierà qualcosa a San Ludovico. Cambierà una presenza quotidiana, cambierà una voce, cambierà un punto di riferimento. Ma non cambierà ciò che è stato costruito. La storia di don Ciro a Marano non termina con il suo trasferimento. Continuerà nelle persone che lo hanno conosciuto, nei giovani ai quali ha dedicato attenzione, nelle iniziative che resteranno, nella memoria di don Mimì Galluccio, nelle parole pronunciate davanti alla targa di Francesco Pio, nelle sue battaglie per la pace e, permetteteci, anche nelle pagine di questo blog. Perché Calvizzanoweb ha raccontato don Ciro tante volte. E dopo averlo raccontato per anni, oggi non può che salutarlo con un sentimento che va oltre la cronaca.

Grazie, don Ciro. Grazie per averci ricordato che una parrocchia può essere anche un presidio culturale, sociale, educativo. Grazie per aver creduto nei giovani. Grazie per aver avuto il coraggio di parlare quando sarebbe stato più semplice tacere. Grazie per aver custodito la memoria di chi ti ha preceduto. E grazie per aver provato, come dicesti nel 2019 ai nostri microfoni, a “risvegliare” questa città. Marano oggi ti saluta con amarezza. Ma dopo 25 anni una cosa è certa: don Ciro Russo va nell’isola di Graziella, ma una parte della sua storia resterà per sempre a San Ludovico.

E resterà anche nella memoria di chi, come Calvizzanoweb, quella storia ha avuto l’onore di raccontarla.


La preghiera di Papa Francesco, don Ciro Russo la recitò a conclusione dell'iniziativa Plastic Free di giugno 2019 nella Villa del Ciaurro



 

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