Calvizzano. Scuola Diaz, pubblichiamo la nota integrale del sindaco sulla vicenda dei lavori

 

Il documento era stato predisposto per il Consiglio comunale del 28 settembre. La lettura in aula non è stata completata. Pubblichiamo integralmente la ricostruzione del sindaco Luciano Borrelli, con la cronologia degli interventi, le verifiche tecniche, i lavori di messa in sicurezza e la gestione del rientro degli alunni

La vicenda della scuola elementare “A. Diaz” è stata al centro del Consiglio comunale del 28 settembre 2026. Una questione che negli ultimi mesi ha riguardato direttamente alunni, famiglie, personale scolastico e amministrazione comunale e che, oltre agli aspetti tecnici, ha inevitabilmente aperto anche un confronto politico sui tempi e sulle modalità con cui è stata gestita la situazione.

Per l’occasione il sindaco Luciano Borrelli aveva predisposto una nota dettagliata, nella quale ricostruisce la vicenda partendo dagli studi sulla sicurezza effettuati nel 2024, passando per gli approfondimenti tecnici avviati successivamente, fino alle verifiche che hanno portato agli interventi di consolidamento e alla progressiva riapertura degli spazi della scuola. La lettura del documento in aula, tuttavia, non è stata completata, nel corso del confronto consiliare caratterizzato da diversi interventi e interruzioni. Abbiamo quindi ritenuto utile pubblicare integralmente la nota predisposta dal sindaco, affinché i cittadini possano leggere direttamente la ricostruzione presentata dall’amministrazione, comprese le date, gli importi, le verifiche effettuate e le risposte alle principali questioni sollevate nel dibattito.

Il documento affronta anche il tema dei disagi vissuti dalle famiglie, dell’utilizzo del plesso di via Aldo Moro e della possibilità di ricorrere alle nuove strutture destinate al nido e alla scuola dell’infanzia.

La pubblicazione che segue riproduce integralmente il testo fornito per il Consiglio comunale.

LA NOTA INTEGRALE DEL SINDACO LUCIANO BORRELLI

Premessa

Prima di rispondere alle polemiche ho voluto fare una cosa semplice: leggere le carte. Le relazioni tecniche, le determine, le comunicazioni ufficiali tra il Comune, i tecnici incaricati e la scuola. Quello che segue non è un’opinione: è ciò che risulta dagli atti, che sono a disposizione di ogni consigliere comunale.

Parto da un punto sul quale, leggo, siamo tutti d’accordo. Nel loro comunicato i colleghi dell’opposizione scrivono che «mettere in sicurezza lo stabile era una priorità assoluta». È così. Ed è esattamente ciò che abbiamo fatto. Tutto il resto – i giorni di disagio, le turnazioni, le date – va misurato su questa premessa, che nessuno contesta.

Alle famiglie dei bambini della Diaz devo, prima di tutto, un ringraziamento: hanno affrontato settimane difficili con una pazienza che fa onore alla nostra comunità. È a loro, più che all’opposizione, che dedico questa ricostruzione.

1. Da dove nasce la vicenda

          ● Nel 2024 il Comune ottiene un finanziamento regionale, su fondi europei, per verificare la sicurezza delle scuole “A. Diaz” e “Marco Polo”. I due studi vengono affidati il 18 novembre 2024, consegnati il 20 dicembre 2024 – poco più di un mese, prove di laboratorio comprese – e approvati l’8 gennaio 2025, per essere trasmessi alla Regione.

          ● Già il 6 febbraio 2025 l’Ufficio tecnico comunale mette per iscritto che, prima di progettare i lavori di adeguamento delle scuole, serve una conoscenza degli edifici più approfondita. L’amministrazione dell’epoca condivide questa impostazione e, nell’autunno del 2025, viene affidato un nuovo e più accurato studio.

Lo dico con serenità: fu una decisione giusta. E, per fortuna dei nostri bambini, fu presa.

2. Cosa dicevano gli studi del 2024 e cosa si è scoperto dopo

Non spetta a me giudicare il lavoro dei professionisti e non farò nomi. Mi limito a mettere in fila ciò che è scritto negli atti. Per la scuola “A. Diaz” il confronto è questo:


Tema

Studio del 2024

Verifiche 2025-2026

I solai (i “soffitti” delle aule)

Descritti tutti come solai moderni, gettati in opera, e dichiarati verificati. Nessun calcolo specifico dei solai è allegato allo studio.

Solai degli anni ’50-’60, con elementi in laterizio che formano il soffitto, ferri arrugginiti e lesioni diffuse.

Quelli del primo piano delle due ali non superavano le verifiche di sicurezza in nessuna delle ipotesi esaminate.

Lo stato dell’edificio

«Discreto stato di conservazione», nessuna lesione significativa.

Lesioni lungo i soffitti in gran parte delle aule delle due ali; durante i rilievi bastavano colpi leggeri per far staccare porzioni di intonaco e di laterizi.

Le prove di laboratorio

3 carotaggi certificati, tutti sulle travi; nessun prelievo dei ferri; una sola prova sui muri per l’intero edificio. Il resto sono prove indirette, non di laboratorio.

13 carotaggi e 13 prelievi di ferri in laboratorio autorizzato, oltre 80 ispezioni dirette su muri e strutture, ispezioni dei solai.

Quanto edificio è stato esaminato

Un «unico corpo di fabbrica».

Cinque corpi distinti: circa 6.000 metri cubi – palestra compresa – non erano mai stati esaminati.

I documenti storici

Ricerca dei progetti originari «con esito negativo».

Ritrovati al Comune e al Genio Civile progetti, collaudi e pratiche dei lavori passati.

Il risultato finale

Nello stesso studio l’edificio compare in classe di rischio F e in classe B: la peggiore e una delle migliori.

Risultati unici, coerenti e documentati.

In parole semplici: lo studio del 2024 diceva che i solai della Diaz andavano bene. In realtà non andavano bene. Se il Comune si fosse fermato a quelle carte, a settembre i bambini sarebbero rientrati in classe sotto quei soffitti.

Anche per il plesso di via Aldo Moro il nuovo studio ha ricostruito la conoscenza dell’edificio, recuperando i progetti originari. La notizia importante per le famiglie è che la struttura supera le verifiche per i carichi ordinari, solai compresi. Le carenze nei confronti del terremoto – come per molte scuole italiane costruite prima delle norme attuali – sono ora misurate con precisione, e costituiscono la base per l’intervento di adeguamento già inserito nella programmazione delle opere pubbliche.

3. Perché il nuovo studio ha richiesto tempo

Qualcuno chiederà perché il nuovo studio abbia richiesto più tempo del primo. Le ragioni sono scritte negli atti.

          ● Recuperare la documentazione di base, specie presso il Genio Civile, ha richiesto i tempi tecnici delle procedure di accesso agli archivi pubblici.

          ● Occorreva estendere le verifiche ai corpi della Diaz mai esaminati prima.

          ● Soprattutto, bisognava eseguire, in una scuola in funzione, tutte le prove che non erano mai state fatte: carotaggi, prelievi, aperture di ispezione. Lavorazioni rumorose e polverose, che non si possono eseguire con i bambini in aula.

Questi fattori hanno allungato in modo significativo i tempi dello studio. Ma è proprio quel tempo ad aver prodotto risultati solidi, che oggi nessuno è in grado di mettere in discussione. Uno studio fatto in un mese aveva detto che andava tutto bene; uno studio fatto con tutte le prove necessarie ha trovato il pericolo.

4. Giugno 2026: la scoperta

Il 24 e 25 maggio la città ha votato. Due settimane dopo, il 9 giugno 2026, durante le ispezioni disposte dal Comune nell’aula I E, al piano terra dell’ala che affaccia su viale della Libertà, un pezzo di laterizio si stacca dal soffitto.

Le ispezioni proseguono nell’aula soprastante: stessa tipologia di solaio. Lo stesso giorno i tecnici scrivono al Comune e alla Dirigente scolastica, raccomandando di interdire le aule e di valutare la chiusura dell’intera ala.

Le verifiche di calcolo, completate il 15 luglio, confermano il quadro: i solai delle due ali laterali non garantivano i margini di sicurezza richiesti dalla legge e le ali non potevano essere usate senza lavori di consolidamento.

Non è stato un crollo a scoprire quei solai, e nemmeno un terremoto. È stato un controllo voluto dal Comune. Ai genitori dico che questa è la notizia più importante dell’intera vicenda.

5. Cinquantotto giorni: dal problema al cantiere

A chi sostiene che i lavori si potevano fare a giugno e luglio rispondo con il calendario.

Data 2026

Passaggio

9 giugno

Segnalazione del pericolo e prime misure cautelative.

15 luglio

Consegnate le verifiche complete dei solai. Lo stesso giorno il Comune chiede, con urgenza, il progetto esecutivo dei lavori.

17 luglio

Incaricato un verificatore indipendente del progetto, come impone la legge.

20 luglio

Progetto esecutivo consegnato al verificatore: cinque giorni dopo la richiesta.

24 luglio

Progetto verificato e validato.

28 luglio

Progetto approvato dalla Giunta (importo complessivo € 210.341,57).

29 luglio – 5 agosto

Gara e aggiudicazione dei lavori, con un ribasso del 36%.

6 agosto

Consegna dei lavori in via d’urgenza, in pieno agosto.

Un cantiere pubblico non si apre con una telefonata. Servono un progetto, una verifica indipendente, un’approvazione, una gara: ognuno di questi passaggi è imposto dalla legge a garanzia di tutti. Li abbiamo compiuti tutti, in 58 giorni. Chi conosce la pubblica amministrazione sa che non è un tempo ordinario.

6. Cosa è stato fatto nella scuola

          ● Travi in acciaio sotto i solai: riducono la distanza tra gli appoggi, come quando si aggiunge un sostegno a metà di una mensola troppo lunga. Il solaio lavora meno e torna a garantire i margini di sicurezza.

          ● Controsoffitto antisfondellamento certificato: una “rete di sicurezza” che trattiene eventuali frammenti di laterizio e impedisce che cadano nelle aule.

          ● Controlli di laboratorio sui materiali impiegati, e riconsegna di ogni porzione di scuola solo dopo la dichiarazione di regolare esecuzione firmata dal direttore dei lavori.

Durante i lavori, le ispezioni dirette hanno permesso di individuare ulteriori porzioni di solaio che richiedevano lo stesso rinforzo, subito inserite nell’intervento. Un cantiere che trova e risolve è un cantiere che controlla.

7. Il disagio, settimana per settimana

Il disagio c’è stato e non intendo negarlo. Ma va raccontato per quello che è stato.

Periodo

Situazione

15 – 19 settembre

Riapertura delle scuole. Gli alunni della Diaz sono ospitati nel plesso di via Aldo Moro, con turnazione: entrano tutte le classi tranne le prime. Nessun bambino nella Diaz.

21 – 25 settembre

Riconsegnati il piano terra dell’ala est e il corpo centrale. I bambini rientrano nella loro scuola, con turnazione; entrano anche le prime classi.

Dal 28 settembre

Disponibile l’intera ala est e circa l’80% del cortile.

Primi giorni di ottobre

Ultimazione dell’ala ovest, con lavorazioni residue silenziose e senza interferenze con le lezioni.

Le date annunciate a inizio settembre sono slittate di pochi giorni. Il motivo è uno solo: ogni spazio è stato restituito soltanto quando era certificato sicuro.

Tra un giorno di ritardo e un’ora di rischio ho scelto, e sceglierò sempre, il giorno di ritardo.

8. Le nuove strutture: nido e scuola dell’infanzia

Il comunicato dell’opposizione propone una soluzione: aprire subito l’asilo nido e la nuova scuola dell’infanzia. L’idea è suggestiva, ma si scontra con la realtà.

          ● Un edificio pubblico accoglie bambini solo dopo il collaudo e l’agibilità. Non sono atti di volontà politica: sono certificazioni tecniche, firmate da professionisti che ne rispondono personalmente. 

          ● Sono strutture pensate per bambini da zero a sei anni – arredi, servizi igienici, spazi – e non per alunni di scuola primaria. Trasferirvi intere classi richiede adeguamenti e il coinvolgimento dell’autorità scolastica.

          ● La soluzione adottata, l’ospitalità nel plesso di via Aldo Moro, era disponibile dal primo giorno sicura e organizzata insieme alla Dirigenza scolastica.

Quanto ai meriti, le opere pubbliche non appartengono a chi taglia il nastro, ma ai cittadini che le pagano. Quando i collaudi saranno conclusi inaugureremo quelle strutture, e sarò lieto di invitare chi le ha avviate. Il nastro si taglia una volta; la sicurezza dei bambini si garantisce ogni giorno.

9. Uno sguardo avanti

Gli studi oggi disponibili sono finalmente una base affidabile per progettare gli interventi di adeguamento delle due scuole, già inseriti nella programmazione delle opere pubbliche. Dove prima c’erano ipotesi, oggi ci sono misure. È da qui che si costruiscono scuole sicure: non dagli annunci, ma dalla conoscenza.

Conclusione

Colleghi dell’opposizione, rileggiamo insieme i fatti.

Gli studi del 2024 sono stati commissionati e approvati quando governavate voi. L’approfondimento è stato avviato quando governavate voi, e vi ho dato atto che fu una scelta saggia. Il problema è emerso quando voi non c’eravate più e questa amministrazione era appena stata eletta. Da quel giorno, in 58 giorni il Comune ha avuto un progetto verificato, un’impresa e un cantiere; in poco più di cento giorni i bambini sono tornati nella loro scuola, in aule messe in sicurezza.

Di che cosa, allora, dovremmo discutere? Del disagio di alcune settimane? Lo riconosco, e me ne scuso con le famiglie. Ma non accetto che il disagio di qualche settimana venga usato per far dimenticare il rischio di anni.

A ben vedere, questa vicenda non ha vincitori né vinti. Due amministrazioni, un Ufficio tecnico – e il suo Responsabile del procedimento, ing. Lorenzo Tammaro –, i tecnici incaricati e l’impresa hanno fatto, ciascuno per la sua parte, il proprio dovere. C’era una sola parte che doveva vincere: i bambini di Calvizzano. E hanno vinto.

Allegato 1 – Cronologia essenziale

Data

Fatto

18.11.2024

Affidamento dei due studi di sicurezza (fondi europei tramite la Regione).

20.12.2024

Consegna degli studi.

08.01.2025

Approvazione degli studi e trasmissione alla Regione.

06.02.2025

L’Ufficio tecnico chiede un approfondimento della conoscenza degli edifici.

Autunno 2025

Affidamento del nuovo studio; avvio immediato della ricerca documentale presso il Genio Civile.

Febbraio 2026

Fine anticipata dell’amministrazione precedente; gestione commissariale.

24-25.05.2026

Elezioni comunali.

09.06.2026

Distacco di laterizio nell’aula I E durante le ispezioni; prime misure cautelative.

15.07.2026

Verifiche complete dei solai; richiesta urgente del progetto esecutivo.

24.07.2026

Progetto verificato e validato.

28.07.2026

Progetto approvato dalla Giunta.

05.08.2026

Aggiudicazione dei lavori.

06.08.2026

Inizio dei lavori.

15.09.2026

Riapertura delle scuole: alunni della Diaz ospitati in via Aldo Moro.

20.09.2026

Riconsegna del piano terra dell’ala est con certificazione.

28.09.2026

Intera ala est in uso; restituito circa l’80% del cortile.

Inizio ottobre 2026

Ultimazione dell’ala ovest.


Allegato 2 – Risposte rapide

Domanda

Risposta

«Perché i lavori non sono finiti prima del 15 settembre?»

Perché il problema è emerso il 9 giugno e la legge impone progetto, verifica indipendente, approvazione e gara: fatto tutto in 58 giorni. I lavori sono iniziati il 6 agosto e, in corso d’opera, sono emerse situazioni nascoste che andavano risolte, non ignorate.

«Perché non avete usato il  nido e la scuola  dell’infanzia?»

Perché senza collaudo e agibilità nessun edificio può accogliere bambini, e perché si tratta di strutture pensate per la fascia 0-6 anni. La soluzione di via Aldo Moro era pronta dal primo giorno.

«Perché lo studio dei nuovi tecnici ha richiesto tanto tempo?»

Per i tempi di accesso agli archivi, specie del Genio Civile, per l’estensione ai corpi della Diaz mai esaminati e per l’esecuzione, a scuola aperta, di tutte le prove mai fatte prima. È quel lavoro ad aver trovato il pericolo.

«Gli studi del 2024 sono stati buttati?»

No. Le prove eseguite allora sono state utilizzate e integrate. L’approfondimento fu deciso già nel febbraio 2025 dall’Ufficio tecnico, sotto l’amministrazione precedente.

«La scuola di via Aldo Moro è sicura?»

Il nuovo studio conferma che la struttura supera le verifiche per i carichi ordinari, solai compresi. Il miglioramento nei confronti del terremoto è l’obiettivo dell’adeguamento già programmato.

«Quanto costa?»

Il progetto approvato vale complessivamente € 210.341,57; i lavori sono stati aggiudicati con un ribasso del 36%. Le lavorazioni aggiuntive emerse in corso d’opera trovano copertura nelle somme già disponibili, senza nuovi oneri per il Comune.

 


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