Calvizzano, riscossione tributi: il progetto era arrivato alla scelta del promotore. Ora la nuova amministrazione deve decidere come procedere
La
procedura di project financing era partita nel 2023 e aveva fatto passi avanti:
valutata la fattibilità della proposta, incaricati e pagati i professionisti,
restava da formalizzare il promotore e bandire la gara. Poi la crisi
amministrativa ha bloccato l’iter. Nel frattempo è cambiato il quadro europeo
sulla prelazione
La vicenda
dell’esternalizzazione della gestione e della riscossione dei tributi comunali
torna sul tavolo della nuova amministrazione di Calvizzano. E questa volta la
questione va affrontata partendo da un punto preciso: la procedura non è
rimasta ferma dal 2023. L’iter avviato dal Comune attraverso il project
financing è infatti andato avanti nella valutazione della proposta. Per
verificarne la fattibilità sono stati incaricati due professionisti,
regolarmente pagati dall’ente, e la proposta è stata ritenuta fattibile. Il
procedimento era quindi arrivato a una fase avanzata.
Restava da
formalizzare il nome del promotore e procedere con gli atti necessari per
arrivare alla gara. La gara, però, non è mai stata espletata.
Nel frattempo
è intervenuta la crisi amministrativa che ha determinato la fine della
precedente amministrazione e lasciato la procedura senza il passaggio
conclusivo.
Durante questo
tempo, però, le regole sono cambiate. Ed è proprio questo che oggi rende
la questione più delicata. Il 5 febbraio 2026 la Corte di Giustizia dell’Unione
europea, con la sentenza nella causa C-810/24, ha stabilito che il diritto
di prelazione riconosciuto al promotore nel project financing è incompatibile
con i principi europei di parità di trattamento e di effettiva concorrenza.
In particolare, la Corte ha censurato la possibilità per il promotore, dopo la
gara, di adeguare la propria offerta a quella del concorrente risultato
migliore e ottenere comunque l’affidamento. La sentenza non mette in
discussione il project financing in quanto tale. Mette però in discussione un
elemento importante della procedura che nel 2023 il Comune aveva avviato. E qui
nasce il problema di Calvizzano.Che cosa deve fare dunque oggi la nuova
amministrazione? La domanda non è semplicemente se la procedura del 2023 debba
essere cancellata oppure ripresa. Prima bisogna capire in quale esatta fase
giuridica si trovasse il procedimento quando è caduta l’amministrazione. La
proposta era stata valutata fattibile, ma il promotore era stato formalmente
individuato oppure mancava ancora proprio quell’atto? E, soprattutto, una volta
formalizzato il promotore, sarebbe stato possibile procedere alla gara sulla
base degli atti già predisposti? Sono domande decisive perché la procedura era
arrivata molto più avanti della semplice presentazione di una proposta.
La stessa
Corte di Giustizia, descrivendo il funzionamento della procedura di project
financing, distingue infatti la presentazione della proposta, la valutazione
della fattibilità e la successiva gara.
Serve
un parere dell’ufficio legale
È
probabilmente questo il primo passo che la nuova amministrazione dovrebbe
compiere. Prima di adottare una nuova delibera, sarebbe opportuno acquisire un
parere formale dell’ufficio legale del Comune, ricostruendo l’intero iter e
verificando gli effetti della sentenza europea sulla procedura già avviata. Il
parere dovrebbe chiarire se il lavoro amministrativo compiuto fino a oggi possa
essere utilizzato, quali atti debbano essere aggiornati e soprattutto se sia
possibile arrivare alla gara eliminando il vecchio meccanismo della prelazione.
Oppure, se la procedura non possa più essere utilizzata nelle condizioni
attuali, se sia necessario adottare un atto formale di chiusura e valutare un
nuovo procedimento. Non sarebbe prudente né sostenere automaticamente che
bisogna buttare tutto, né pensare che sia sufficiente riprendere il fascicolo
dal punto in cui era stato lasciato.
Un
progetto arrivato a un passo dalla gara
C’è poi un
aspetto che non dovrebbe essere trascurato. Il Comune ha già sostenuto costi
per l’istruttoria della proposta, affidando a due professionisti la verifica
della fattibilità. Quel lavoro non può essere semplicemente ignorato senza
prima verificare se possa ancora essere utilizzato e se il progetto, anche
sotto il profilo economico-finanziario, sia tuttora attuale. Allo stesso tempo,
il tempo trascorso e il cambiamento del quadro normativo impongono una verifica
aggiornata.
Ora
la parola passa alla nuova amministrazione
Il punto,
quindi, non è più soltanto capire perché la gara non sia stata fatta. Bisogna
capire come portare oggi a conclusione, se ancora possibile, un procedimento
che nel 2023 era stato avviato, che ha superato la fase della valutazione di
fattibilità e che si è fermato prima della formalizzazione del promotore e
della gara.
Nel frattempo
sono cambiate le regole del project financing e la sentenza europea del
febbraio 2026 ha escluso la possibilità di utilizzare la prelazione del
promotore. Anche la giustizia amministrativa italiana ha successivamente
richiamato il vincolo derivante dalla pronuncia europea.
Per questo la
nuova amministrazione avrebbe davanti un percorso abbastanza chiaro:
ricostruire formalmente lo stato della procedura, acquisire il parere
dell’ufficio legale e, sulla base di quel parere, decidere se proseguire
adeguando gli atti alle regole oggi vigenti oppure chiudere formalmente il
vecchio procedimento. Dopo il lavoro già svolto e le risorse già impiegate,
quello che serve adesso non è lasciare nuovamente la pratica in sospeso. Serve
una decisione, ma soprattutto serve sapere su quale base giuridica il Comune
intende arrivare alla gara.
A conclusione,
è opportuno precisare che l’articolo e alcune delle ipotesi prospettate sono
nati anche dal confronto con un esperto della procedura, interpellato da
Calvizzanoweb per fare luce sugli aspetti tecnici della vicenda. Un confronto
che ha offerto elementi di riflessione e possibili chiavi di lettura, senza
tuttavia trasformare le ipotesi in certezze: saranno gli atti, gli accertamenti
e gli eventuali ulteriori elementi a stabilire quale sia realmente la dinamica
dei fatti.