A Calvizzano si scrive, si racconta, si pubblica. E soprattutto si lascia una traccia. In un paese piccolo, dove spesso si finisce per parlare soltanto di problemi, polemiche e quotidianità, c’è un’altra storia che merita di essere raccontata: quella di una comunità che sta producendo cultura. Non è un episodio isolato, né un singolo autore a rappresentare questo momento. Sono diverse le voci calvizzanesi che, contemporaneamente, stanno affidando alla carta le proprie storie, i propri ricordi, la propria fantasia e il proprio modo di guardare il mondo. Un piccolo paese dell’hinterland giuglianese si ritrova così, quasi sorprendentemente, al centro di un interessante fermento letterario. E c’è un particolare che rende tutto ancora più significativo: molti di questi autori vivono ormai lontano. Le loro vite li hanno portati in altre città e persino in altri Paesi, ma Calvizzano è rimasta dentro di loro. È riemersa nei ricordi, nei personaggi, nelle strade, nelle emozioni. È diventata materia da raccontare. Lo scorso luglio ne abbiamo avuto una dimostrazione concreta con la presentazione, nell’aula consiliare, del primo libro di Paolo Ferrillo, Joppolo ’76. Una serata che ha riscosso un grande successo e della quale abbiamo parlato ampiamente sulle nostre pagine. E Paolo non si è fermato: è già in preparazione una nuova opera che, come ci ha riferito lo stesso autore, sarà un romanzo. Paolo è di origini calvizzanesi. Dopo il trasferimento a Neive nel 2014 e, successivamente, l’arrivo a Nizza Monferrato, dove vive dal settembre 2024, continua a coltivare il suo percorso creativo. Cambiano i luoghi, ma non cambia il legame con le proprie radici.
Poi c’è Giovanni Salatiello, calvizzanese
trapiantato da anni ad Arezzo, che recentemente ha pubblicato “I volti del mio
paese” e “Il cortile è ancora lì” (ne parliamo a parte). Due libri che, già nei titoli, raccontano un
rapporto forte con la memoria e con quella terra che continua a essere presente
anche a chilometri di distanza.
E la storia continua con Aldo Salatiello,
fratello di Giovanni, che si appresta a pubblicare il suo primo libro, un
giallo dal titolo “Il mistero di via Molino”. Una storia che porta nel titolo
il nome di un’antica strada di Calvizzano. Anche Aldo vive lontano, a Rimini.
Ma ancora una volta è Calvizzano a tornare sulla pagina.
A breve saranno pronti anche due libri di Brigida
Ferrillo, professoressa di liceo in pensione: un romanzo e un libro di
poesie.
E quasi ultimato è “L’eco del cannone”, scritto a
quattro mani da Giorgio Zapparella, calvizzanese autore di diverse
poesie pluripremiate, ed Enzo Salatiello, scrittore che da anni vive a
Monaco di Baviera.
Fernando Ludione, artista calvizzanese (dipinge, scrive poesie e commedie: ne ha dirette 5), ha quasi terminato un libro sul futurismo: titolo ancora da completare.
Non è poco. Anzi, per un paese delle nostre dimensioni
è un patrimonio che merita di essere riconosciuto e valorizzato. Perché dietro
ogni libro c’è molto più di una pubblicazione. C’è tempo, studio, passione,
memoria. C’è la necessità di fermare sulla carta qualcosa che altrimenti
rischierebbe di perdersi.
E forse è proprio questo il significato più bello di ciò che sta accadendo: Calvizzano non è soltanto un luogo da cui partire. È anche un luogo da cui continuare a raccontare. I suoi figli sono sparsi in giro per l’Italia e per l’Europa, ma attraverso le loro pagine riportano a casa persone, luoghi, atmosfere e ricordi. In qualche modo, tornano. E fanno tornare anche noi. La cultura ha questo straordinario potere: accorcia le distanze, conserva la memoria e dà a un paese la possibilità di raccontarsi con una voce che può arrivare molto lontano. Noi di Calvizzanoweb questa voce abbiamo scelto di ascoltarla e valorizzarla da dodici anni. La cultura è sempre stata tra le nostre priorità, così come la valorizzazione delle persone e dei talenti del territorio. Lo dimostra anche il nostro Premio Culturale, che negli anni abbiamo voluto come momento di riconoscimento e di attenzione verso chi, con il proprio impegno, contribuisce alla crescita culturale della comunità. Oggi, davanti a tanti libri che nascono, ad altri che stanno per arrivare e a tanti autori che continuano a scrivere, non possiamo che essere orgogliosi. Calvizzano sta vivendo un momento culturale importante. E sarebbe un errore lasciarlo passare inosservato. Perché un paese cresce anche così: non soltanto costruendo strade (a Calvizzano aspettiamo con grande gioia questo momento...) e palazzi, ma costruendo memoria, pensiero e cultura.
E quando un paese comincia a raccontarsi, significa
che ha ancora molto da dire.
Calvizzano, oggi, ha qualcosa da dire. E lo sta
mettendo nero su bianco.
