Calvizzano, forzato il cancello dell’ex area tennis: il sindaco compra di tasca sua il catenaccio. E l’inciviltà peggiora
Un cancello forzato, un’area chiusa e in
attesa di ristrutturazione e, durante il sopralluogo, nuovi episodi di
inciviltà. È quanto accaduto nell’ex area tennis di via Aldo Moro a Calvizzano.
L’area non è attualmente uno spazio pubblico fruibile: è chiusa e in attesa di
essere interessata dagli interventi di ristrutturazione. Il cancello, come
sempre, avrebbe dovuto rimanere chiuso. Qualcuno, però, lo ha forzato, rendendo
nuovamente accessibile un’area che dovrebbe restare interdetta.
A seguito delle segnalazioni ricevute
sulle condizioni di disordine e sporcizia, il sindaco Luciano Borrelli ha
effettuato un sopralluogo e ha deciso di intervenire direttamente, acquistando
di tasca propria un nuovo catenaccio per ripristinare la chiusura del cancello.
Ma durante il controllo è emerso anche un altro aspetto che lo stesso sindaco
ha voluto denunciare: alcune persone della zona, secondo quanto riferito da
Borrelli, portavano i propri cani nell’area per farli fare i bisogni, senza poi
provvedere alla raccolta. Due episodi distinti, dunque, ma che raccontano una
stessa difficoltà: il rispetto delle regole e dei beni della collettività
sembra essere sempre più spesso considerato un dettaglio. Da una parte c’è chi
forza un cancello di un’area che dovrebbe restare chiusa in attesa della sua
ristrutturazione. Dall’altra c’è chi, approfittando di quello stesso accesso,
utilizza impropriamente l’area e lascia dietro di sé sporcizia. Il problema,
quindi, non riguarda soltanto il degrado materiale. Riguarda soprattutto quei
comportamenti che finiscono per aggravare una situazione già esistente e
rendere più difficile il lavoro dell’Amministrazione.
Il sindaco lo ha sintetizzato in un post richiamando
il senso civico dei cittadini: “l’Amministrazione può intervenire con pulizia,
manutenzione e controlli, ma non può sostituirsi al rispetto delle regole.
E così, mentre l’ex area tennis aspetta di
tornare a nuova vita attraverso la ristrutturazione, un semplice catenaccio
comprato personalmente dal sindaco diventa il simbolo di una situazione
paradossale: un’area ancora da recuperare che, nel frattempo, viene
ulteriormente danneggiata da comportamenti incivili.
Il recupero di un luogo passa dagli
interventi pubblici. La sua tutela, però, passa anche dal comportamento delle
persone.
