C’è
una zona di Calvizzano dove la falanghina sembra aver trovato il suo habitat
naturale. È la zona di “Calvizzano Felix”, dove Armando Gala produce il suo
vino e dove, a poca distanza, Claudio Grasso da anni coltiva con passione il
suo piccolo vigneto. Una terra che continua a regalare vini di grande qualità e
che porta con sé storie di uomini, di vigne e di autentica passione
Nel 2005 il
geometra Claudio Grasso, dipendente del Comune di Calvizzano e campione di
Action Shooting, decise di fare una scommessa con la propria terra. Acquistò
alcune piantine di uva falanghina e le innestò nel suo piccolo appezzamento di
terreno di via Garibaldi, a ridosso dell’Alveo Camaldoli, destinato a vigneto.
Nel 2007 arrivò la prima vendemmia. Quella che era nata come un’esperienza amatoriale si trasformò subito in qualcosa di più: le uve diedero vita a un vino di ottima qualità e Grasso, vinta la scommessa, non abbandonò più la sua passione. Ancora oggi, con piccole ma efficaci attrezzature, produce circa 900 bottiglie all’anno, che consuma prevalentemente in famiglia. Quelle che restano finiscono nelle mani di amici e parenti, diventando un regalo prezioso, perché dentro ogni bottiglia c’è il lavoro e la passione di chi quella terra la conosce e la ama. Il risultato è un vino amabile, leggermente frizzantino, sui 13 gradi alcolici, che, bevuto freddo, regala sensazioni particolari. Un vino da assaporare senza fretta, lasciando spazio ai profumi e agli aromi.
“Per
apprezzarlo maggiormente – racconta Grasso – bisogna berlo lentamente,
ricercando il gusto, gli odori, gli aromi”.
Ed è proprio
questa filosofia che sembra accomunare i vigneti di questa parte di Calvizzano.
A poca distanza dal terreno di Grasso, infatti, Armando Gala produce la sua
falanghina, nella zona che oggi vogliamo raccontare come Calvizzano Felix: un
piccolo angolo di territorio nel quale la tradizione vitivinicola continua a
vivere grazie alla passione di chi coltiva la vigna. E la qualità non è rimasta
confinata a Calvizzano. Il vino prodotto da Gala ha saputo farsi apprezzare
anche fuori dalla Campania, conquistando il secondo posto nel 2023 e il quarto
nel 2026 alla Festa delle Vigne di Marano Ticino, in provincia di Novara. Riconoscimenti
che rappresentano certamente un motivo di orgoglio, ma che sono soprattutto la
conferma di una cosa: la buona falanghina può nascere anche da piccoli vigneti,
dalla cura quotidiana e dall’amore per un territorio. Quella di Calvizzano
Felix è, in fondo, una storia semplice. È la storia di una terra che produce,
di uomini che sperimentano, raccolgono, imbottigliano e condividono. Una storia
che merita di essere raccontata perché parla di identità e di appartenenza. E
quando si beve un vino come quello prodotto in questa zona, viene spontaneo
ricordare le parole del grande scrittore Domenico Rea, che diceva ai giovani: “abbandonate
l’ebbrezza spenta delle droghe, ritornate all’effervescenza dei calici”.
Noi
aggiungiamo soltanto una cosa: ritornate al gusto, alla convivialità e alla
bellezza di un buon calice. Ma sempre senza esagerare.