2 Epigrafi romane tra le selve di Marano rivelano un antico culto orientale

Una scoperta affascinante riportata nel libro di Savanelli "Marano-storie, tradizioni e immagini", svela la presenza del culto misterico della Mater Deum (Cibele), praticato tra le colline e i boschi dell’area flegrea in epoca imperiale 

Un altro altarino fu scoperto verso il 1960 da Iovine Castrese nel porre le basi delle fondamenta della sua masseria in San Rocco. Apparteneva ad un mausoleo di cui un poco più avanti della sua masseria si intravedono ancora oggi (parliamo del 1986, quando venne pubblicato il libro dello scrittore Enzo Savanelli “Marano- storia, tradizioni e immagini”) i resti di un belvedere, dal quale ci si affaccia sulla conca di Quarto.

Ecco l’epigrafe:

Di quest’altra epigrafe sotto riportata, Giustiniani diceva che colui che gliel’aveva comunicata (Proto) aveva affermato che si trovava in una non meglio definita zona di Quarto, mentre per Camodeca (già prof. di Storia Romana ed Epigrafia latina nell’Università di Napoli L’Orientale) essa va considerata più genericamente maranese”.


Antico culto orientale

Camodeca fa sapere che oggi questa iscrizione si trova nel Museo Capitolino a Roma. Essa è molto importante perché fa cenno ad un certo culto orientale misterico che si praticava anche nelle nostre selve. Si parla, infatti, di alcuni religiosi laici in favore dei quali Giulio Aquilino (per probabile ex voto) fa eseguire con i suoi soldi, una ristrutturazione di parte del tempio. “I religiosi erano dei devoti laici della Mater Deum (Cibele, madre delle divinità) che si votavano a una rigida osservanza dei precetti di astinenza e di penitenza di quel culto metroaco e ne costituivano l’elite”.

Tale culto aveva avuto grande affermazione tra i legionari romani, e si diffuse in molte guarnigioni.

“I suoi seguaci partecipavano a una specie di battesimo e ad un pasto composto di pane, acqua e vino; dovevano mantenersi leali, puri e lottare il male per meritare la felicità eterna”.

Dal libro "Marano-storie, tradizioni e immagini" del giornalista scrittore Enzo Savanelli

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