Si chiude il primo ciclo de “I Sabati di Cultura”: nove articoli per celebrare la gloria postuma del poeta Otello Di Maro

 

Svelamento della targa in via Mirabelli. Nella foto Peppe Cavallo, leader dei Ligantropi: è stato allievo di Otello Di Maro

C’è un patrimonio che non si misura in monumenti o documenti d’archivio, ma nelle storie che una comunità sceglie di custodire. È la memoria collettiva, quella che dà identità ai luoghi e profondità al presente

Con l’appuntamento di oggi si conclude il primo ciclo de “I Sabati di Cultura”, una rubrica nata esattamente dodici mesi fa e diventata, settimana dopo settimana, un punto di riferimento per quanti credono che conoscere la propria storia significhi costruire un futuro più consapevole. Oltre cinquanta articoli pubblicati, ai quali se ne aggiungeranno altri alla ripresa, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, hanno raccontato un territorio ricco di uomini, donne, luoghi e vicende che meritano di essere conosciuti, ricordati e valorizzati. Non è stato un semplice viaggio nella memoria, ma un percorso attraverso l’identità di Calvizzano e dei comuni viciniori, tra personaggi illustri, testimonianze dimenticate, tradizioni, arte, storia e cultura. Perché un paese che dimentica le proprie radici rischia di smarrire anche la direzione del proprio cammino.

“I Sabati di Cultura” sono nati con un obiettivo preciso: sottrarre la memoria all’oblio e trasformarla in uno strumento di riflessione, senza nostalgia ma con la consapevolezza che il passato continua a parlare a chi ha voglia di ascoltarlo. Ogni articolo ha voluto accendere una luce su ciò che spesso resta ai margini, dimostrando che la cultura non appartiene soltanto ai grandi centri, ma vive e cresce anche nelle realtà locali, grazie alle persone che ne custodiscono l’eredità.

E una stagione così intensa meritava un finale all’altezza.

Abbiamo scelto di chiudere questo primo ciclo dedicando ben nove articoli a Otello Di Maro, poeta autentico e voce intensa del nostro territorio, scomparso nel 1999, ma oggi più vivo che mai attraverso la forza della sua opera. I prestigiosi riconoscimenti ottenuti a distanza di tanti anni dalla sua morte, ultimo, in ordine di tempo, il terzo posto conquistato dalla poesia Solitudine all’XI Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”, testimoniano una significativa e meritata gloria postuma, confermando il valore di un autore che continua a parlare al presente e a conquistare il panorama della poesia contemporanea. Con questa serie speciale vogliamo rendere omaggio non solo al poeta, ma anche all’uomo, offrendo ai lettori un viaggio nella sua vita, nella sua opera e nella sensibilità che rende i suoi versi capaci di emozionare ancora oggi.

Siamo consapevoli che dedicare nove articoli a un solo protagonista possa apparire, a qualcuno, una scelta insolita. In un tempo in cui l’informazione rincorre la notizia sensazionale e il titolo destinato a durare lo spazio di un clic, c’è chi potrebbe preferire cambiare argomento. Ma Calvizzanoweb ha compiuto una scelta precisa fin dalla sua nascita: nel suo DNA c’è la cultura. Non quella frettolosa, consumata in pochi minuti, ma quella che approfondisce, racconta, valorizza e lascia tracce. Perché un autore come Otello Di Maro non merita un fugace omaggio, ma un racconto capace di restituire la ricchezza della sua opera e il significato del suo percorso umano e poetico.

È questo il modo migliore per salutare la prima stagione de “I Sabati di Cultura”: con un tributo a un poeta che, pur non essendo più tra noi da oltre un quarto di secolo, continua a vivere attraverso la sua poesia e il riconoscimento sempre più ampio del suo valore. La rubrica si concede ora una breve pausa estiva. Tornerà dopo le vacanze con nuove storie, nuovi protagonisti e la stessa convinzione che l’ha accompagnata fin dal primo giorno: una comunità che conosce il proprio passato è una comunità più libera, più consapevole e più viva. Perché la memoria non va mai in vacanza. E la cultura, quando è autentica, non conosce il tempo.

 

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