Patrizia Ubaldi, la donna che ha restituito a Otello Di Maro la voce dell’eternità: da Calvizzano all’Europa, la cultura che riscopre i suoi talenti nascosti. Da alcuni anni abita a Marano
A volte, proprio
quanto meno te lo aspetti, la letteratura compie il suo miracolo più
silenzioso: riporta alla luce voci che il tempo sembrava aver dimenticato.
Basta una poesia, una lettura casuale, uno sguardo capace di andare oltre le
apparenze, per riaprire una pagina rimasta nascosta e restituirle il valore che
meritava. Signori lettori, in particolare coloro che apprezzano la poesia e la
cultura in generale, è quanto è accaduto con Otello Di Maro, poeta calvizzanese
dalla vita difficile e dal destino tragico, la cui opera ha trovato una nuova
luce grazie alla sensibilità e alla competenza della professoressa Patrizia
Ubaldi. Un incontro nato sulla carta, quando il poeta non era più presente, ma
soltanto attraverso i suoi versi: proprio quei versi che hanno permesso alla
sua voce di tornare a parlare.
Con questo
articolo si chiude il ciclo dedicato a Otello Di Maro (speriamo di riparlarne
quando verrà organizzato qualcosa in onore della sua memoria), il poeta che per
anni è rimasto una figura conosciuta soprattutto nella sua comunità, prima che
una nuova lettura critica ne rivelasse la sorprendente dimensione letteraria.
La storia
comincia nell’estate dello scorso anno, quando Patrizia Ubaldi, leggendo sul
blog di Domenico Rosiello alcuni articoli dedicati alla cultura locale, si
imbatte nella poesia “In morte della nonna”. Bastano pochi versi per
catturare la sua attenzione. Non è soltanto la delicatezza del tema a colpirla,
ma la qualità formale del componimento. Dietro quelle parole scritte da un uomo
che nella vita faceva l’imbianchino e che aveva scelto tragicamente di
togliersi la vita nella notte di Natale del 1998, emerge una conoscenza poetica
inattesa. La professoressa Ubaldi riconosce in quella lirica la struttura
rigorosa del sonetto petrarchesco: due quartine e due terzine in endecasillabi,
lo stesso schema rimico della tradizione, una metrica impeccabile e un uso
raffinato delle figure retoriche. Eureka. Un’intuizione importante,
successivamente confermata da una studiosa specializzata in poesia
petrarchesca, che apre una nuova prospettiva sull’opera di Otello Di Maro.
Da quel
momento Patrizia Ubaldi intraprende un percorso di ricerca. Grazie a Domenico
Rosiello entra in contatto con Paolo Ferrillo, amico e custode della memoria
di Otello, che le mette a disposizione una copia de “L’autoepitaffio”, la
raccolta delle poesie pubblicata dagli amici del poeta dopo la sua scomparsa.
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| Paolo Ferrillo |
Ma questa storia è anche il ritratto di Patrizia Ubaldi, una delle personalità culturali più significative espresse da Calvizzano, dove è nata il 14 aprile 1961. Figlia della storica “Veneziana”, personaggio indimenticato del paese, Patrizia Ubaldi ha costruito negli anni un percorso fondato sulla passione per le lingue, la letteratura e la divulgazione culturale.
| Anna Pupulin, "'a Veneziana" |
Nel 2021
Calvizzano aveva già riconosciuto il suo valore assegnandole il Premio
Culturale Città di Calvizzano, con una motivazione che ne sintetizzava il
percorso: “Eccellenza napoletana in Europa, ricopre l’incarico di responsabile
del Centro Culturale Italiano di Cluj-Napoca in Romania; organizza numerosi
eventi e cura la rubrica ‘Una finestra sulla cultura italiana e non’. È di
origini calvizzanesi”.
Oggi, però, il
significato del suo impegno assume una dimensione ancora più grande. Patrizia
Ubaldi non ha soltanto rappresentato l’Italia all’estero: ha saputo valorizzare
una voce poetica della sua terra, restituendo a Otello Di Maro quella
dimensione petrarchesca che era rimasta nascosta. Il suo incontro con Otello è
stato un incontro inatteso, quasi fuori dalle logiche del tempo: lei ha
conosciuto un poeta quando il poeta non c’era più, ma quando ancora viveva
nelle sue parole. E proprio attraverso quelle parole ha riconosciuto un’anima sensibile,
segnata da una malinconia profonda e da una capacità espressiva capace di
arrivare al cuore del lettore. Da Calvizzano all’Europa, e poi nuovamente a
Calvizzano: il percorso di Patrizia Ubaldi dimostra come la cultura sappia
unire luoghi, persone e generazioni diverse. Grazie al suo lavoro, Otello Di
Maro non è più soltanto il poeta ricordato da pochi amici, ma un autore che può
dialogare con nuovi lettori e conquistare uno spazio che gli appartiene nella
storia della poesia. Perché il vero compito della cultura è proprio questo:
ascoltare le voci dimenticate e restituire loro il diritto di essere ancora
ascoltate.

