Luglio, il mese che ha fatto battere il cuore di Calvizzano

 

Alcuni mesi si limitano a riempire il calendario. Altri, invece, riescono a riempire il cuore di un’intera comunità. Luglio 2026 appartiene senza dubbio a questi ultimi

È stato il mese del divertimento, della cultura, della solidarietà, della religiosità, dell’associazionismo e della voglia di stare insieme. Un mese intenso, vissuto giorno dopo giorno, culminato con i solenni festeggiamenti del Santo Patrono Giacomo con la suggestiva processione e il tradizionale e spettacolare “incendio” del campanile, uno dei momenti più emozionanti e identitari della nostra comunità.

Il sipario si è alzato con il “Giro Mangiando Street Food”, dal 3 al 5 luglio, e fin dalle prime ore si è capito che sarebbe stato qualcosa di speciale. Villa Calvisia si è trasformata nel cuore pulsante della città: un grande salotto all’aperto dove migliaia di persone hanno condiviso sorrisi, musica, buon cibo e spensieratezza. Tre serate da ricordare, con stand sempre affollati, famiglie, giovani e visitatori provenienti anche dai comuni vicini. La serata dedicata ai Queen, con una straordinaria cover band, ha regalato oltre due ore di emozioni, facendo cantare intere generazioni sulle note degli immortali successi di Freddie Mercury. Dietro una manifestazione di questo livello c’è stato il grande lavoro dell’assessora agli Eventi Arianna Ferrillo, che con determinazione, passione e presenza costante ha curato ogni dettaglio dell’organizzazione. Al suo fianco il neo sindaco Luciano Borrelli, che ha accompagnato e sostenuto l’intera iniziativa condividendone ogni momento. Le polemiche, come spesso accade, non sono mancate. Qualcuno aveva provato a raccontare un’edizione sottotono. Ma la risposta è arrivata direttamente dalla gente. Le migliaia di presenze, il sold out della seconda serata, gli stand presi d’assalto e l’entusiasmo del pubblico hanno dimostrato che i numeri parlano molto più delle polemiche. Quando un evento riesce a riempire una città di sorrisi, significa che ha raggiunto il suo obiettivo.

Il 9 luglio è stata invece la cultura a prendersi la scena. L’aula consiliare gremita in ogni ordine di posto, con oltre 120 persone presenti alla presentazione del libro Joppolo ’76 di Paolo Ferrillo, ha dimostrato che Calvizzano ha voglia anche di riflettere, di ricordare e di confrontarsi. Una serata impeccabilmente organizzata dalla delegata alla Cultura Fabiana Sarracino, che ha saputo trasformare la presentazione di un libro in un autentico momento di partecipazione collettiva.

Poi è arrivata la festa patronale.

Tre giorni vissuti con il cuore.

Il concerto di Gianluca Capozzi, il 24 luglio, ha richiamato circa duemila spettatori in Villa Calvisia, trasformando la serata in un grande abbraccio collettivo fatto di musica, emozioni e condivisione. Il giorno successivo è stata la volta dell’attesissimo “incendio” del campanile, una tradizione che continua a incantare grandi e piccoli e che ogni anno riesce a regalare quella stessa magia che sembra sospendere il tempo. Guardare il campanile illuminarsi tra giochi di luce e fuochi significa riscoprire il senso più profondo dell’appartenenza a una comunità. Ma se c’è un’immagine che probabilmente resterà impressa più di tutte nella memoria di questo luglio, è quella del Villaggio di Dio.

Per giorni oltre mille tra bambini, ragazzi e animatori hanno dato vita a qualcosa che va ben oltre un semplice campo estivo.

Hanno costruito una piccola città della gioia.

Ogni mattina e ogni pomeriggio era impossibile non emozionarsi vedendo quelle interminabili file di ragazzi con le magliette colorate delle rispettive squadre attraversare le strade di Calvizzano diretti verso il parcheggio di via Galiero. Erano sorrisi, canti, abbracci, amicizie che nascevano, educatori instancabili, famiglie coinvolte, bambini che aspettavano con entusiasmo ogni nuovo giorno.

Erano immagini bellissime. Immagini che raccontavano una comunità viva.

Una comunità che sa ancora educare attraverso il gioco, che sa trasmettere valori attraverso la condivisione e che riesce a far sentire ogni bambino parte di una grande famiglia.

E quando tutto finisce, inevitabilmente arriva un velo di malinconia.

Fa quasi male percorrere oggi quelle stesse strade e non vedere più quei marciapiedi colorati, quelle magliette, quelle corse, quelle risate che per settimane hanno accompagnato le giornate della città. Rimane un senso di vuoto, quel “magone” che arriva quando finiscono le cose belle.

Ma forse è proprio questo il segno del loro valore.

Perché soltanto ciò che ci emoziona davvero lascia nostalgia.

Luglio 2026 lascia a Calvizzano molto più di un calendario ricco di appuntamenti. Lascia il ricordo di una città capace di stare insieme, di valorizzare le proprie tradizioni, di investire nella cultura, di credere nei giovani, di sostenere il volontariato e l’associazionismo e di offrire occasioni autentiche di incontro.

Dietro ogni evento ci sono amministratori, associazioni, parrocchie, volontari, forze dell’ordine, operatori, tecnici e centinaia di persone che hanno lavorato spesso lontano dai riflettori perché tutto riuscisse nel migliore dei modi. A tutti loro va il grazie più sincero della comunità. Le luci delle feste si sono spente. I palchi sono stati smontati. Gli stand hanno lasciato Villa Calvisia. Il Villaggio di Dio ha chiuso i suoi cancelli.

Ma ciò che questo mese ha regalato a Calvizzano continuerà a vivere nei ricordi di chi lo ha vissuto. Perché ci sono estati che finiscono. E poi ci sono estati che diventano parte della storia di una città. Luglio 2026 è una di quelle.

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