“Joppolo ’76: un romanzo di formazione, non una cronaca del paese”

 

Paolo Ferrillo

Ho letto su CalvizzanoWeb la risposta di Mimmo Rosiello, nella quale viene riportata parte del commento pubblicato sulla pagina Liberi e Forti.

Pur ritenendo che il suo intervento abbia già chiarito efficacemente i fatti, desidero aggiungere una breve riflessione.

Ringrazio il signor Lattero per aver espresso la sua opinione.

Accolgo sempre con interesse le critiche quando riguardano il libro e le sue scelte narrative, perché fanno parte del confronto culturale.

Mi permetto però una precisazione: Joppolo '76 non è nato con l'intento di raccontare la storia di un paese, ma quella di alcuni ragazzi che, nell'estate del 1976, hanno vissuto proprio a Joppolo un'esperienza destinata a rimanere nella loro memoria. È un romanzo di formazione, non una guida del territorio né un saggio storico.

Se tante persone presenti alle due presentazioni si sono riconosciute in quelle pagine, ritrovando luoghi, volti ed emozioni della loro giovinezza, significa che il libro è riuscito a stabilire un dialogo con i suoi lettori. Per uno scrittore è il risultato più importante.

Il resto appartiene, legittimamente, alla libertà di giudizio di ciascuno.

Cordialmente,

Paolo Ferrillo

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