Un anno fa Gianpaolo Cacciapuoti chiedeva al Sindaco e alla Delegata alla Cultura di valorizzare le radici calvizzanesi della grande scrittrice. Quell’appello non fu raccolto. Oggi, con Luciano Borrelli Sindaco e Fabiana Sarracino Delegata alla Cultura, la domanda torna attuale: cambieranno le cose?
Foto e articolo del 4 settembre
2025
![]() |
| L'ex sindaco Giacomo Pirozzi e l'ex delegata alla Cultura Francesca Nastro |
Un’iniziativa culturale dedicata a Elisa Chimenti può diventare occasione di rinascita identitaria per il territorio. Valorizzare la sua figura significa restituire centralità culturale a Calvizzano: un progetto da costruire insieme a scuola, associazioni e istituzioni locali, con il Comune nel necessario ruolo di direttore d’orchestra
C’è un tempo per ricordare, e c’è un tempo per agire. E quando i due si sovrappongono, quando la memoria diventa occasione concreta, allora è lì che un’amministrazione pubblica deve farsi trovare pronta.
Oggi Calvizzano ha questa possibilità, e mi rivolgo direttamente al Sindaco e alla Delegata alla Cultura per chiedere che non venga sprecata.
Parliamo di Elisa Chimenti, straordinaria scrittrice, poetessa, pedagoga, intellettuale poliglotta e mediterranea, nata in Tunisia da padre calvizzanese, vissuta tra Germania, Marocco e Italia, pioniera del dialogo interculturale e della valorizzazione della parola femminile.
Una protagonista del Novecento riscoperta grazie a studi accademici di altissimo livello – dalla professoressa Camilla Maria Cederna dell’Università di Lille alla professoressa Maria Pia Tamburlini, curatrice e animatrice di eventi culturali in Italia e all’estero – e già celebrata, non a caso, nel 2023 con la dedica di una via a Napoli, su impulso dell’allora direttrice dell’Archivio di Stato, Candida Carrino.
E Calvizzano? Nulla, o quasi.
Eppure proprio qui Elisa Chimenti affonda le sue radici. Eppure proprio da qui può partire un progetto serio di valorizzazione culturale, che non sia solo celebrazione del passato, ma investimento sul presente e sul futuro di un territorio che troppo spesso si percepisce ai margini.
C’è già una rete che si muove: docenti, studiosi, ricercatori, istituzioni culturali. E c’è un’idea concreta: una manifestazione culturale nel segno di Elisa Chimenti, pensata come momento di riflessione, di studio, di partecipazione, ma anche come rilancio del tessuto scolastico, associativo e civico del nostro paese.
Un’iniziativa che può, e deve, coinvolgere la Scuola Media Statale “Marco Polo”, le associazioni del territorio, le realtà culturali dei comuni limitrofi. Ma che ha bisogno, prima di tutto, di un elemento chiave: un segnale politico forte da parte dell’amministrazione comunale.
Sindaco, Delegata alla Cultura, è il momento di agire. È il momento di convocare un tavolo di lavoro, di ascoltare le proposte che arrivano dal basso, di intercettare i contatti, i materiali e le competenze messe a disposizione da chi lavora da anni sulla figura di Elisa Chimenti.
Non si chiede uno sforzo straordinario, ma una presa di posizione chiara: che questo Comune riconosca il valore della cultura come motore identitario e collettivo.
E che lo faccia ad horas, come si dice quando il tempo è già scaduto.
Siamo in un’epoca in cui i territori si giocano tutto sulla capacità di raccontarsi, di distinguersi, di costruire reti e narrazioni condivise. Calvizzano può farlo. Anzi: deve farlo.
Perché, come ho già scritto (repetita iuvant): per Calvizzano, la storia sono un paio di scarpe che gli servono a camminare.
E oggi, quelle scarpe sono lì, pronte.
Sta a voi decidere se indossarle davvero.
Gianpaolo Cacciapuoti
